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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


Ermanno Filosa

Vincera' Obama

14.10.08 - Nelle odierne elezioni Usa, più che la forza delle idee, conta la forza del tuo linguaggio corporale, la qualità della tua immagine. Che deve sembrare fresca e intima, florida e rigogliosa. La qualità della proposta politica, deve camminare su gambe, con il corpo di una figura che è capace di trasmettere “fascino”. E il fascino non si compra al super, è una dote naturale. Si può anche costruire, ma è necessario utilizzare il consiglio di valenti e costosi costruttori di immagine.

Vado subito al sodo. Le previsioni degli analisti politici hanno spesso la piuma nel cappello, cioè l`errore. Spero tanto di non mostrare la mia piuma, e mi espongo: nelle elezioni Usa vincerà Obama. Non so se sia un bene o un male per gli Usa e per il mondo, lo analizzeremo più avanti nel 2009. Mccain è un bravo uomo, un tenac , un combattente, ma non esce dalla schermo Tv, non sa sorridere in forma spontanea, non si sa muovere con scioltezza martoriato come è dalle ferite di guerra, sembra un uomo del passato che non sa guardare al futuro. Ha l`aria del perdente, non sa comunicare. È legnoso. Non sa alimentare sogni e quindi speranza nella mente delle nuove generazioni. Il suo sorriso è forzato, non ha nulla di spontaneo. Non cammina, barcolla, osservatelo bene. Mi dispiace.

Charles Krauthammer sul Washington Post solleva il velo sul candidato democratico Barack Obama e sulle sue “relazioni pericolose” chiedendosi se e come giudicare “Obama and Friends”. McCain – prosegue l’editorialista del Washington Post – “ha l’unica colpa di aver calcolato male i tempi”: avrebbe dovuto puntare fermamente il dito contro le “relazioni pericolose” di Obama già molti mesi fa, prima che l’esplosione del bubbone finanziario di Wall Street consentisse al candidato democratico - e “ai media mainstream, che sono la stessa cosa” - di dipingere certe accuse come l’“atto di disperazione” di un candidato in affanno. La chance perduta da McCain dimostra, a mio avviso, che il candidato democratico è mal consigliato; se avesse per tempo illustrato adeguatamente il tema delle “relazioni pericolore" di Obama forse avrebbe potuto spostare l`attenzione dell`io collettivo su temi che avrebbero potuto far presa e denunciando una personalità del candidato democratico come “sconosciuta, chiusa, non trasparente”. M a ormai la frittata è fatta, Odama è in fuga nelle previsioni elettorali.

McCain appare come un politico al contrario, non dico un catorcio vecchio senza carisma, ma un carisma di gloria del passato, di combattente e prigioniero del Vietnam, che non si sa “spendere“ in questa battaglia elettorale fatta allo 80% sui mezzi TV e Internet. Il problema, dicono finalmente i dirigenti repubblicani, sta nella mancanza di un messaggio chiaro e preciso da dare alla campagna in questi ultimi giorni prima del voto, che si terrà martedì 4 novembre. La crisi finanziaria trascina la immagine di MaCain su l`inquilino attuale della Casa Bianca: e sembra impossibile distinguersi da Bush, apparente uomo “di tutte le colpe“.

Non parliamo poi della sua Vice, una mamma con 5 figli, sacrificata per stemperare la figura di Mc Cain in ostaggio della chimera. La Paulin, brava donna, di famiglia, forse anche brava amministratrice di realtà territoriali locali, ma non dimostra di avere la forma mentale della Presidenza degli Usa. Si percepisce che non c`entra niente con quello che sta facendo. Sembra una estranea. Floscia e avvizzita, emozionalmente consumata, mal costruita per l` occasione.

Obama è tutto il contrio di Mccain. Non è legnoso, quindi agile, buca la Tv e sa usare il Web, sembra che rida con sincera umanità, e rappresenta l`alone del grande “sogno americano”. Il suo disegno politico è comprensibile dai giovani e dalla generazioni ultra 60 anni, è condiviso dalla donne. Insomma, ha l`aria del vincente.

Veltroni come Obama?! Magari fosse vero.

Veltroni come Obama?! Magari fosse vero. L`Italia avrebbe già messo in cantiere non discussioni ma riforme essenziali. Il “Veltrusconi” sembra quasi seppellito, la speranza di avviare un nuovo grande Rinascimento Italiano ormai ci appare lontana e pallida. Eppure, non si può osservare quanto Veltroni ammiri Obama e quanto vorrebbe incarnare il mito del giovane idealista americano; l`altra sera ho seguito il dibattito tra McCain ed Obama, e subito dopo ho cambiato canale per guardare RaiInternational che trasmetteva qui nei Caraibi la puntata di Ballaro' con Veltroni. Contrasto disarmante: dinanzi alla crisi finanziari, il buon Walter ha solo saputo dire che questo era la conseguenza del liberismo, ideologia che ha seminato solo sciagure. Detta da un ex-comunista, mi pare un po' grossa: allevato da un'altra ideologia, che ha provocato disgrazia economica e assenza di liberta' e persecuzione, cieco totalitarismo. Che dire? E così, se vi pare.

 

ItaliachiamaItalia-Gente dItalia-Il Corriere d'Italia



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Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana", inoltre e'

Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)







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