Vincera'
Obama
14.10.08 - Nelle
odierne elezioni Usa, più
che la forza delle idee, conta
la forza del tuo linguaggio corporale,
la qualità della tua immagine.
Che deve sembrare fresca e intima,
florida e rigogliosa. La qualità
della proposta politica, deve
camminare su gambe, con il corpo
di una figura che è capace
di trasmettere fascino.
E il fascino non si compra al
super, è una dote naturale.
Si può anche costruire,
ma è necessario utilizzare
il consiglio di valenti e costosi
costruttori di immagine.
Vado subito al sodo. Le previsioni
degli analisti politici hanno
spesso la piuma nel cappello,
cioè l`errore. Spero tanto
di non mostrare la mia piuma,
e mi espongo: nelle elezioni Usa
vincerà Obama. Non so se
sia un bene o un male per gli
Usa e per il mondo, lo analizzeremo
più avanti nel 2009. Mccain
è un bravo uomo, un tenac
, un combattente, ma non esce
dalla schermo Tv, non sa sorridere
in forma spontanea, non si sa
muovere con scioltezza martoriato
come è dalle ferite di
guerra, sembra un uomo del passato
che non sa guardare al futuro.
Ha l`aria del perdente, non sa
comunicare. È legnoso.
Non sa alimentare sogni e quindi
speranza nella mente delle nuove
generazioni. Il suo sorriso è
forzato, non ha nulla di spontaneo.
Non cammina, barcolla, osservatelo
bene. Mi dispiace.
Charles Krauthammer sul Washington
Post solleva il velo sul candidato
democratico Barack Obama e sulle
sue relazioni pericolose
chiedendosi se e come giudicare
Obama and Friends.
McCain prosegue leditorialista
del Washington Post ha
lunica colpa di aver calcolato
male i tempi: avrebbe dovuto
puntare fermamente il dito contro
le relazioni pericolose
di Obama già molti mesi
fa, prima che lesplosione
del bubbone finanziario di Wall
Street consentisse al candidato
democratico - e ai media
mainstream, che sono la stessa
cosa - di dipingere certe
accuse come latto
di disperazione di un candidato
in affanno. La chance perduta
da McCain dimostra, a mio avviso,
che il candidato democratico è
mal consigliato; se avesse per
tempo illustrato adeguatamente
il tema delle relazioni
pericolore" di Obama forse
avrebbe potuto spostare l`attenzione
dell`io collettivo su temi che
avrebbero potuto far presa e denunciando
una personalità del candidato
democratico come sconosciuta,
chiusa, non trasparente.
M a ormai la frittata è
fatta, Odama è in fuga
nelle previsioni elettorali.
McCain appare come un politico
al contrario, non dico un catorcio
vecchio senza carisma, ma un carisma
di gloria del passato, di combattente
e prigioniero del Vietnam, che
non si sa spendere
in questa battaglia elettorale
fatta allo 80% sui mezzi TV e
Internet. Il problema, dicono
finalmente i dirigenti repubblicani,
sta nella mancanza di un messaggio
chiaro e preciso da dare alla
campagna in questi ultimi giorni
prima del voto, che si terrà
martedì 4 novembre. La
crisi finanziaria trascina la
immagine di MaCain su l`inquilino
attuale della Casa Bianca: e sembra
impossibile distinguersi da Bush,
apparente uomo di tutte
le colpe.
Non parliamo poi della sua Vice,
una mamma con 5 figli, sacrificata
per stemperare la figura di Mc
Cain in ostaggio della chimera.
La Paulin, brava donna, di famiglia,
forse anche brava amministratrice
di realtà territoriali
locali, ma non dimostra di avere
la forma mentale della Presidenza
degli Usa. Si percepisce che non
c`entra niente con quello che
sta facendo. Sembra una estranea.
Floscia e avvizzita, emozionalmente
consumata, mal costruita per l`
occasione.
Obama è tutto il contrio
di Mccain. Non è legnoso,
quindi agile, buca la Tv e sa
usare il Web, sembra che rida
con sincera umanità, e
rappresenta l`alone del grande
sogno americano. Il
suo disegno politico è
comprensibile dai giovani e dalla
generazioni ultra 60 anni, è
condiviso dalla donne. Insomma,
ha l`aria del vincente.
Veltroni come Obama?! Magari fosse
vero.
Veltroni come Obama?! Magari fosse
vero. L`Italia avrebbe già
messo in cantiere non discussioni
ma riforme essenziali. Il Veltrusconi
sembra quasi seppellito, la speranza
di avviare un nuovo grande Rinascimento
Italiano ormai ci appare lontana
e pallida. Eppure, non si può
osservare quanto Veltroni ammiri
Obama e quanto vorrebbe incarnare
il mito del giovane idealista
americano; l`altra sera ho seguito
il dibattito tra McCain ed Obama,
e subito dopo ho cambiato canale
per guardare RaiInternational
che trasmetteva qui nei Caraibi
la puntata di Ballaro' con Veltroni.
Contrasto disarmante: dinanzi
alla crisi finanziari, il buon
Walter ha solo saputo dire che
questo era la conseguenza del
liberismo, ideologia che ha seminato
solo sciagure. Detta da un ex-comunista,
mi pare un po' grossa: allevato
da un'altra ideologia, che ha
provocato disgrazia economica
e assenza di liberta' e persecuzione,
cieco totalitarismo. Che dire?
E così, se vi pare.
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dItalia-Il Corriere d'Italia