Il
socialmilitarismo e Chàvez,
un inganno pericoloso
17.10.08 - Il
mercato delle ideologie offre
sempre prospettive, soluzioni.
False o vere è relativo,
importante è metterersi
in gioco sullo scenario del divenire
politico. Poi la prassi si incaricherà
di esaltare o punire ideologie
lontane dal bisogno e dalle attese
dell`uomo.
È
il caso del socialmilitarismo
proposto dall` infaticabile tenente
colonnelo Hugo Chàvez .
Settori della sinistra mondiale
simpatizzano con il chiamato "socialismo
del secolo XXI illustrato
con costanza dal lider venezuelano.
Non so chi conosca con precisione
il suo contenuto ideologico, la
forza della proposta; ritengo
a mio parere che si possa chiamare
in realtà con accettabile
approssimazione capitalismo
di Stato: e la espressione
socialista è
un puro e semplice marchio di
fabbrica storica per
entrare nel grande mercato del
dibattito e delle prospettive
ideologiche. Insomma, una etichetta
che in realtà copre il
socialmilitarismo in un contorno
statuale già di per se
completamente militarizzato. È
un inganno pericoloso.
Chàvez usurpa un linguaggio
apparentemente rivoluzionario
in senso socialista. Al movimento
sociale e alla classe lavoratrice
sono assegnati spazi di lotta,
per sottoporli in realtà
agli interessi di uno Stato capitalista
militarizzato: il progetto è
sfruttatore, e il dispezzo per
il sentimento di libertà
e giustizia sociale non ha limite.
L'inganno del secolo XXI è
sotto gli occhi di tutti.
La retorica socialista copre una
real politics, che fa perno su
una prassi capitalista sfruttatrice,
e a tratti liberticida. La politica
di Stato chiamata "Alleanza
strategica nazionale produttiva",
esperime nella sostanza un'alleanza
di ampie prospettive con il gran
capitale monopolista, con il capitalismo
finanziario nazionale e internazionale;
gli accordi economico-politici
dello Stato socialmilitarista
con il grande capitale straniero,
ostacolano lo sviluppo delle forze
produttive non collegati con gli
interessi multinazionali . Non
vi è l`ombra di un progetto
socialista, anzi molto al contrario
di quello che si afferma. Assistiamo
così , sotto mentite sposglie,
al ritorno delle degenerate alleanze
del passato tra lo Stato e il
grande capitale nazional-straniero:
grande arricchimento a spese dello
impoverimento di vasti settori
della società venezuelana.
Insomma, una lucida mistificazione
che non ha niente a che fare con
i canoni classici del socialissmo
europeo o con la socialdemocrazia
di natura saragattiana. Turati
e Pietro Nenni, Morandi e Pertini
non vivono nella mente del Lider
di Miraflores, residenza ufficiale
del Capo di Stato venezuelano.
Gli Importanti settori
della sinistra mondiale che simpatizzano
con il chiamato "socialismo
del secolo XXI" sono avvertiti.
Ma non si dice forse... non vi
è peggior sordo di chi
non vuole sentire?
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dItalia-Il Corriere d'Italia