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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Ermanno Filosa

Elezioni Usa: ostilità partigiana crescente

18.10.08 - Vengo adesso da Boston. Sono stato anche a NY, sempre amici assilanti e piacevoli ti invitano a matrimoni o battesimi. E poi ho respirato l`aria di festa del Columbus Day. E`stata una occasione importante, per capire dal vivo e di persona il clima elettorale delle presidenziali Usa. Anche se da qui, dai Caraibi, noi italiani nel mondo percepiamo i sentimenti di un flusso elettorale preciso e forte, colloquiando con gli americani qui residenti, e che sanno riflettere con serenità sulle vicende politiche del loro Paese.

Ho l`impressione che sia iniziata la caccia al passato di Obama, fare le pulci a quest`uomo che a mio avviso sarà eletto Presidente Usa, è diventato il motivo assillante dei consiglieri di MaCcain. A tre settimane dall’ Election Day, l’ ostilità partigiana sembra crescere, con il Comitato nazionale democratico che “segnala la campagna di McCain d’essere impegnata in un’autentica character assassination, una cosciente dissacrazione del candidato democratico Barack Obama”.

Dan Balz sul Washington Post osserva come nelle ultime due settimane l`anima della campagna sia su Barack Obama. Il senatore dell’Illinois, noi osserviamo, è stato il beneficiario politico di uno dei peggiori momenti dell’economia nella storia degli Usa. Non è un caso in verità che dal tracollo di Lehman Brothers, Obama abbia ampliato il margine di vantaggio e abbia reso più ferma e forte la propria posizione nella corsa alla presidenza.

Le relazioni pericolose di Obama. Tucker Carlson ripreso dall`autorevole RealClearPolitics, si chiede perché la campagna di McCain non stia attaccando Obama per i rapporti che il candidato democratico ha intrattenuto con il contestato reverendo Jeremiah Wright. Non c’è dubbio – spiega Carlson – che Wright sia stato “uno dei più cari amici di Obama”, cosa peraltro confermata dallo stesso candidato democratico. E se, come dovrebbe fare la campagna di McCain, si è deciso di lanciarsi all’attacco di Obama, “Wright dà tutta l’impressione di essere il punto più ovvio dal quale cominciare”.

E così potrebbe prendere corpo la ostilità partigiana. Carlson illustra la proposta di uno spot elettorale che affronti la questione: non ci vuole neanche un’ immaginazione troppo fervida perché “essenzialmente si scrive da sé”. E poi – nota ancora Carlson – “sarebbe bello a un certo punto sentire come Obama spiegherebbe i suoi rapporti con Wright”. Nello spot immaginato da Carlson si dovrebbe vedere la registrazione, “familiare ma non per questo meno scioccante” del reverendo Wright che pesta i pugni sul pulpito e urla: “Dio maledica l’America perché tratta i nostri cittadini come esseri men che umani. Dio maledica l’America fino a quando essa continuerà a comportarsi come se fosse Dio e come se fosse un essere supremo”. A questo punto dovrebbe intervenire una voce narrante per spiegare: “Questo è l’uomo che Barack Obama ha definito il proprio mentore spirituale. Nel 2006 Obama ha donato alla chiesa di Wright oltre 22 mila dollari”. E ancora: “Ecco adesso cosa Wright aveva da dire sul nostro paese nei giorni successivi agli attentati dell’11 settembre: ‘Abbiamo bombardato Hiroshima, abbiamo bombardato Nagasaki, ne abbiamo ammazzati molti di più delle migliaia di persone morte tra New York e il Pentagono eppure non abbiamo mai battuto ciglio’”.

Ora la voce narrante dovrebbe affermare: “Per 20 anni Barack Obama è stato seduto sui banchi della chiesa del reverendo Wright, e ci ha anche portato la sua famiglia, mentre il pastore predicava odio razziale. Obama però non ha mai detto una parola al riguardo fino quando non è stato scoperto. E ha difeso Wright. Obama crea divisioni. Obama è disonesto. Obama è pericoloso”.

Probabilmente però la campagna di McCain, per volontà dello stesso candidato che si è impegnato a non giocare la “carta Wright”, non sfrutterà l’occasione. E il bello di questo discorso – conclude Carlson – verrebbe “nel sorprendente finale”, quando Obama dovrebbe spiegare perché non ha ripudiato un uomo come il reverendo Wright fomentatore di odio razziale”.

Troppo tardi, noi osserviamo. Il consenso elettorale ha un proprio tempo, una propria regola di marcia. Ormai fa presa la contro-battuta di Obama, che giudica queste scoperte sul suo passato, le manovre disperate di un candidato in affanno. Nonostante tutto, sono persuaso che vincerà Obama, non so ancora se sarà un bene o no per gli Usa. E comunque sullo sfondo di questa battaglia elettorale campeggia un dato preoccupante: l` incerta e ambigua, confusa proposta politica.

Sta di fatto che i poteri forti americani sono in allarme nel prevedere un Presidente Usa eletto con la benidizione di Fidel Castro, si quello di Cuba.
Qualcuno dice , ma dove siamo arrivati ...

ItaliachiamaItalia-Gente dItalia-Il Corriere d'Italia



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Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana", inoltre e'

Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)







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