Elezioni
Usa: ostilità partigiana
crescente
18.10.08 - Vengo
adesso da Boston. Sono stato anche
a NY, sempre amici assilanti e
piacevoli ti invitano a matrimoni
o battesimi. E poi ho respirato
l`aria di festa del Columbus Day.
E`stata una occasione importante,
per capire dal vivo e di persona
il clima elettorale delle presidenziali
Usa. Anche se da qui, dai Caraibi,
noi italiani nel mondo percepiamo
i sentimenti di un flusso elettorale
preciso e forte, colloquiando
con gli americani qui residenti,
e che sanno riflettere con serenità
sulle vicende politiche del loro
Paese.
Ho l`impressione che sia iniziata
la caccia al passato di Obama,
fare le pulci a quest`uomo che
a mio avviso sarà eletto
Presidente Usa, è diventato
il motivo assillante dei consiglieri
di MaCcain. A tre settimane dall
Election Day, l ostilità
partigiana sembra crescere, con
il Comitato nazionale democratico
che segnala la campagna
di McCain dessere impegnata
in unautentica character
assassination, una cosciente dissacrazione
del candidato democratico Barack
Obama.
Dan Balz sul Washington Post osserva
come nelle ultime due settimane
l`anima della campagna sia su
Barack Obama. Il senatore dellIllinois,
noi osserviamo, è stato
il beneficiario politico di uno
dei peggiori momenti delleconomia
nella storia degli Usa. Non è
un caso in verità che dal
tracollo di Lehman Brothers, Obama
abbia ampliato il margine di vantaggio
e abbia reso più ferma
e forte la propria posizione nella
corsa alla presidenza.
Le relazioni pericolose di Obama.
Tucker Carlson ripreso dall`autorevole
RealClearPolitics, si chiede perché
la campagna di McCain non stia
attaccando Obama per i rapporti
che il candidato democratico ha
intrattenuto con il contestato
reverendo Jeremiah Wright. Non
cè dubbio
spiega Carlson che Wright
sia stato uno dei più
cari amici di Obama, cosa
peraltro confermata dallo stesso
candidato democratico. E se, come
dovrebbe fare la campagna di McCain,
si è deciso di lanciarsi
allattacco di Obama, Wright
dà tutta limpressione
di essere il punto più
ovvio dal quale cominciare.
E così potrebbe prendere
corpo la ostilità partigiana.
Carlson illustra la proposta di
uno spot elettorale che affronti
la questione: non ci vuole neanche
un immaginazione troppo
fervida perché essenzialmente
si scrive da sé.
E poi nota ancora Carlson
sarebbe bello a un
certo punto sentire come Obama
spiegherebbe i suoi rapporti con
Wright. Nello spot immaginato
da Carlson si dovrebbe vedere
la registrazione, familiare
ma non per questo meno scioccante
del reverendo Wright che pesta
i pugni sul pulpito e urla: Dio
maledica lAmerica perché
tratta i nostri cittadini come
esseri men che umani. Dio maledica
lAmerica fino a quando essa
continuerà a comportarsi
come se fosse Dio e come se fosse
un essere supremo. A questo
punto dovrebbe intervenire una
voce narrante per spiegare: Questo
è luomo che Barack
Obama ha definito il proprio mentore
spirituale. Nel 2006 Obama ha
donato alla chiesa di Wright oltre
22 mila dollari. E ancora:
Ecco adesso cosa Wright
aveva da dire sul nostro paese
nei giorni successivi agli attentati
dell11 settembre: Abbiamo
bombardato Hiroshima, abbiamo
bombardato Nagasaki, ne abbiamo
ammazzati molti di più
delle migliaia di persone morte
tra New York e il Pentagono eppure
non abbiamo mai battuto ciglio.
Ora la voce narrante dovrebbe
affermare: Per 20 anni Barack
Obama è stato seduto sui
banchi della chiesa del reverendo
Wright, e ci ha anche portato
la sua famiglia, mentre il pastore
predicava odio razziale. Obama
però non ha mai detto una
parola al riguardo fino quando
non è stato scoperto. E
ha difeso Wright. Obama crea divisioni.
Obama è disonesto. Obama
è pericoloso.
Probabilmente però la campagna
di McCain, per volontà
dello stesso candidato che si
è impegnato a non giocare
la carta Wright, non
sfrutterà loccasione.
E il bello di questo discorso
conclude Carlson
verrebbe nel sorprendente
finale, quando Obama dovrebbe
spiegare perché non ha
ripudiato un uomo come il reverendo
Wright fomentatore di odio razziale.
Troppo tardi, noi osserviamo.
Il consenso elettorale ha un proprio
tempo, una propria regola di marcia.
Ormai fa presa la contro-battuta
di Obama, che giudica queste scoperte
sul suo passato, le manovre disperate
di un candidato in affanno. Nonostante
tutto, sono persuaso che vincerà
Obama, non so ancora se sarà
un bene o no per gli Usa. E comunque
sullo sfondo di questa battaglia
elettorale campeggia un dato preoccupante:
l` incerta e ambigua, confusa
proposta politica.
Sta di fatto che i poteri forti
americani sono in allarme nel
prevedere un Presidente Usa eletto
con la benidizione di Fidel Castro,
si quello di Cuba.
Qualcuno dice , ma dove siamo
arrivati ...
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dItalia-Il Corriere d'Italia