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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Ermanno Filosa

Questione haitiana:dramma e violenza. Italiani in pericolo.

08.11.08- Arrivo adesso da Dajabón, Repubblica dominicana. Alcuni miei amici italiani li residenti mi avevano avvisato del dramma politico-sociale in atto; sono andato per analizzare, portare conforto ed aiuto. Noi siamo stati sempre persone da prima linea, e come smettere questa nostra vocazione che affascina e tormenta, e ci solleva dalla voglia di un desiderio per mondo migliore. Anche, mi dicono, il telefono della Ambasciata d`Italia non risponde. Siamo alle solite, ma a chi dirlo?

La violenza tra dominicani e haitiani è esplosa il 3 novembre, provocando vari linciaggi nel corso della settimana a Neiba, a causa dell'assassinio di un dominicano da parte di un haitiano che voleva rubargli la motocicletta. Un caos tremendo. Le violenze si sono estese in seguito anche a Dajabón e Guayubín. Questi scontri hanno provocato l’arresto di più di 500 haitiani, tra essi più di cento minorenni. Il primo risultato dei tumulti è stato di quattro morti, una decina di feriti, alcuni gravi, l'incendio di capanne e la mobilitazione di forze militari e di polizia per proteggere gli haitiani di quella località. Clima teso, preoccupazione, mancano anche i generi di prima necessità nonostante l`impegno delle forze dell`ordine dominicane. Per il momento nessun italiano è ferito o ucciso.

Apprendiamo che dinnazi a questi fatti, numerosi Vescovi hanno alzato la voce affinché cessi la violenza. L'Arcivescovo di Santiago, Mons. Ramón Benito della Rosa Carpio, ha osservato che in nessuna “circostanza dobbiamo accettare confronti tra le comunità, né vedere il problema come razziale, secondo la lettura che gli hanno dato. La vendetta non è mai permessa, perché non è umana né cristiana, ma innanzitutto non è umana.” L'Arcivescovo di Santiago ha chiesto che i problemi esplosi tra haitiani e dominicani a Neiba, Dajabón e Guayubín si risolvano con equità, in quanto "tutti sono esseri umani ed uguali davanti a Dio, ed entrambi i gruppi devono essere trattati allo stesso modo".

Sempre attento e vivace, Il Cardinale Nicolás de Jesús López Rodríguez, Arcivescovo di Santo Domingo, ha esortato le autorità a prendere quanto prima una decisione per avviare un dialogo che eviti che si continuino ad esacerbare gli animi di dominicani e haitiani e continuino gli spargimenti di sangue nella comunità di Neiba, nella provincia di Baoruco.

Anche il Coordinatore nazionale della Pastorale Giovanile, D. Luis Rosario, ha affermato che tra Haiti e la Repubblica Dominicana esiste una unione obbligata e che, pertanto, le autorità di entrambe le nazioni devono arrivare ad accordi ed intese per evitare che continuino i confronti. Il sacerdote ha sollecitato inoltre le autorità a non allentare la pressione sui settori che cercano di riprendere l'importazione delle armi, in quanto il mercato delle armi è peggiore della prostituzione – ha detto - perché causa la morte diretta ed immediata delle persone.

La elezione di Obama alla Presidenza USA, fa presentire un clima nuovo e di conciliazione tra la nazione dominicana e quella haitiana, considerato che sono ottimi i rapporti del neo-presidente con la comunità –organizzazione che tutela i diritti degli haitiani.
Preoccupata la dirigenza dominicana? Staremo a vedere.


di Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il Corriere d`Italia-Gente d`Italia

ermannofilosa@codetel.net.do



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Scrivono per Voi

Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana", inoltre e'

Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)







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