Questione
haitiana:dramma e violenza. Italiani
in pericolo.
08.11.08- Arrivo
adesso da Dajabón, Repubblica
dominicana. Alcuni miei amici
italiani li residenti mi avevano
avvisato del dramma politico-sociale
in atto; sono andato per analizzare,
portare conforto ed aiuto. Noi
siamo stati sempre persone da
prima linea, e come smettere questa
nostra vocazione che affascina
e tormenta, e ci solleva dalla
voglia di un desiderio per mondo
migliore. Anche, mi dicono, il
telefono della Ambasciata d`Italia
non risponde. Siamo alle solite,
ma a chi dirlo?
La violenza tra dominicani e haitiani
è esplosa il 3 novembre,
provocando vari linciaggi nel
corso della settimana a Neiba,
a causa dell'assassinio di un
dominicano da parte di un haitiano
che voleva rubargli la motocicletta.
Un caos tremendo. Le violenze
si sono estese in seguito anche
a Dajabón e Guayubín.
Questi scontri hanno provocato
larresto di più di
500 haitiani, tra essi più
di cento minorenni. Il primo risultato
dei tumulti è stato di
quattro morti, una decina di feriti,
alcuni gravi, l'incendio di capanne
e la mobilitazione di forze militari
e di polizia per proteggere gli
haitiani di quella località.
Clima teso, preoccupazione, mancano
anche i generi di prima necessità
nonostante l`impegno delle forze
dell`ordine dominicane. Per il
momento nessun italiano è
ferito o ucciso.
Apprendiamo che dinnazi a questi
fatti, numerosi Vescovi hanno
alzato la voce affinché
cessi la violenza. L'Arcivescovo
di Santiago, Mons. Ramón
Benito della Rosa Carpio, ha osservato
che in nessuna circostanza
dobbiamo accettare confronti tra
le comunità, né
vedere il problema come razziale,
secondo la lettura che gli hanno
dato. La vendetta non è
mai permessa, perché non
è umana né cristiana,
ma innanzitutto non è umana.
L'Arcivescovo di Santiago ha chiesto
che i problemi esplosi tra haitiani
e dominicani a Neiba, Dajabón
e Guayubín si risolvano
con equità, in quanto "tutti
sono esseri umani ed uguali davanti
a Dio, ed entrambi i gruppi devono
essere trattati allo stesso modo".
Sempre attento e vivace, Il Cardinale
Nicolás de Jesús
López Rodríguez,
Arcivescovo di Santo Domingo,
ha esortato le autorità
a prendere quanto prima una decisione
per avviare un dialogo che eviti
che si continuino ad esacerbare
gli animi di dominicani e haitiani
e continuino gli spargimenti di
sangue nella comunità di
Neiba, nella provincia di Baoruco.
Anche il Coordinatore nazionale
della Pastorale Giovanile, D.
Luis Rosario, ha affermato che
tra Haiti e la Repubblica Dominicana
esiste una unione obbligata e
che, pertanto, le autorità
di entrambe le nazioni devono
arrivare ad accordi ed intese
per evitare che continuino i confronti.
Il sacerdote ha sollecitato inoltre
le autorità a non allentare
la pressione sui settori che cercano
di riprendere l'importazione delle
armi, in quanto il mercato delle
armi è peggiore della prostituzione
ha detto - perché
causa la morte diretta ed immediata
delle persone.
La elezione di Obama alla Presidenza
USA, fa presentire un clima nuovo
e di conciliazione tra la nazione
dominicana e quella haitiana,
considerato che sono ottimi i
rapporti del neo-presidente con
la comunità organizzazione
che tutela i diritti degli haitiani.
Preoccupata la dirigenza dominicana?
Staremo a vedere.
di
Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il
Corriere d`Italia-Gente d`Italia
ermannofilosa@codetel.net.do