L'informazione
online è viva, la carta
stampata moribonda
11.11.08
- Arthur Sulzberger Jr., editore
del New York Times, sul tema del
futuro dei quotidiani e dell'informazione,
è stato chiaro: non dobbiamo
preoccuparci se tra 10 anni il
giornale di carta sarà
scomparso, dobbiamo preoccuparci
invece di essere là dove
i lettori si aspettano di trovare
la nostra informazione. E cioè,
su internet. L`informazione
on-line ormai galoppa, e il giornale
di carta appare uno sfizio per
collezionisti. Al mattino ad avere
tra le mani un giornale si ha
l`impressione di leggere un altro
tempo, una realtà superata
e avvizzita, vecchia. Insomma
si ha l`impressione di vivere
in due dimensioni diverse. È
possibile che ci sentiamo per
un attimo disorientati.
Una
domanda: nell'era dell'informazione
globalizzata "desideriamo
veramente tutte questa notizie
e informazioni?" "Possiamo
tollerarle?". Il caos-sovraccarico
di notizie ci rende liberi o ci
confonde? Siamo sicuri di aver
bisogno di tutte queste notizie
e informazioni, si ha voglia di
chiedersi. Sì, abbiamo
bisogno di conoscere e sapere,
soprattutto abbiamo bisogno di
articoli di approfondimento, di
commento erudito e intelligente,
abbiamo bisogno di far crescere
la nostra voglia di essere sentinelle
dello sviluppo democratico. Altrimenti
non potremo fermare la rinascita
dei demoni totalitari.
I
mezzi di comunicazione di massa
formano e informano. Bisogna
aprire gli occhi: la stessa Tv,
senza sorpresa per chi vi scrive,
ormai ha gettato la maschera,
il trucco è stato scoperto
dalla coscienza delle masse. La
Tv oggi appare falsa, con la tendenza
verso discorsi elogiativi, una
macchina di imbonimento perpetuo,
per ingraziarsi amici potenti
o per allontanare simpatie verso
un personaggio governativo o dell'opposizione.
E l`Io collettivo respinge la
macchina TV. La informazione online,
invece, attira, trasmette un senso
di imparziale immediato confronto
e verifica. È libera, coinvolgente,
possiamo rapidamente verificare
la qualità di una notizia,
ricercare con i potenti motori
di analisi commenti e contro-commenti,
fare accertamenti, confronti,
elaborare in forma rapida un nostro
libero convicimento. Insomma,
siamo protagonisti nel mare magnum
del divenire informativo, non
supini destinatari di parole stampate
sulla carta immobile e imbalsamata.
Ci sentiamo rivitalizzati, e quindi
noi siamo i protagonisti dell`ìnformazione
Insistiamo.
Era l'8 febbraio del 2007: Arthur
Sulzberger, l'editore del New
York Times, uno dei più
prestigiosi quotidiani del mondo,
rilasciò un'intervista
che scatenò un putiferio
nel mondo dell'informazione: "Non
so davvero se stamperemo ancora
il Times tra cinque anni, e, se
vuole proprio saperlo, non me
ne importa nulla. Internet è
un posto meraviglioso e noi lì
siamo leader". Ecco una
conferma: dagli Usa arriva una
notizia che rende realistica e
non fantascientifica la previsione
di Sulzberger; il direttore de
Il Christian Science Monitor,
John Yemma, ha annunciato che
il suo sarà il primo importante
quotidiano americano a rinunciare
alledizione cartacea per
comparire soltanto online. Il
giornale è stato fondato
esattamente un secolo fa, e in
questi cento anni i suoi giornalisti
hanno vinto sette premi Pulitzer,
l'ultimo nel 2007. L'addio alla
carta ha naturalmente motivazioni
economiche: il CSMonitor oggi
vende circa 52.000 copie, contro
le quasi 200.000 del 1970. Altro
tempo. Il divenire del processo
dell'informazione online non conoscerà
ostacoli.
Internet
ha rivoluzionato il funzionamento
delle redazioni. E la ricerca
di sinergie fra le edizioni cartacea
e web si snoda con contrasti.
Non dite a mamma che lavoro
sul web, crede che io sia un giornalista.....
La frase è stata inventata
da Elisabeth Lévy e Philippe
Cohen, per il loro libro Notre
métier a mal tourné
(Edizioni Mille et Une
nuits, gennaio 2008), ma riflette
bene le condizioni e le difficoltà
dei giornalisti che lavorano nei
siti di informazione online. Precarietà,
ritmi infernali, applicazione
quasi eroica, disprezzo da parte
dei confratelli delledizione
cartacea, giudicata - a torto
- più nobile; e ancora
salari insufficienti, condizioni
di lavoro spesso al limite
Il
giornalismo dovrà fare
tenaci sforzi coraggiosi,
per denunciare lesistenza
di questo suo nuovo proletariato,
e mettere sull`avviso le varie
autorità governative che
è nata una nuova era, forte,
viva e palpitante, con uno sviluppo
impetuoso e credibile. Continuare
a sovvenzionare esclusivamemente
la carta stampata, è come
tenere in vita artificiale un
essere ormai morto, moribondo
da qualche decennio.
di
Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il
Corriere d`Italia-Gente d`Italia
ermannofilosa@codetel.net.do