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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Ermanno Filosa

L'informazione online è viva, la carta stampata moribonda

11.11.08 - Arthur Sulzberger Jr., editore del New York Times, sul tema del futuro dei quotidiani e dell'informazione, è stato chiaro: non dobbiamo preoccuparci se tra 10 anni il giornale di carta sarà scomparso, dobbiamo preoccuparci invece di essere là dove i lettori si aspettano di trovare la nostra informazione. E cioè, su internet. L`informazione on-line ormai galoppa, e il giornale di carta appare uno sfizio per collezionisti. Al mattino ad avere tra le mani un giornale si ha l`impressione di leggere un altro tempo, una realtà superata e avvizzita, vecchia. Insomma si ha l`impressione di vivere in due dimensioni diverse. È possibile che ci sentiamo per un attimo disorientati.

Una domanda: nell'era dell'informazione globalizzata "desideriamo veramente tutte questa notizie e informazioni?" "Possiamo tollerarle?". Il caos-sovraccarico di notizie ci rende liberi o ci confonde? Siamo sicuri di aver bisogno di tutte queste notizie e informazioni, si ha voglia di chiedersi. Sì, abbiamo bisogno di conoscere e sapere, soprattutto abbiamo bisogno di articoli di approfondimento, di commento erudito e intelligente, abbiamo bisogno di far crescere la nostra voglia di essere sentinelle dello sviluppo democratico. Altrimenti non potremo fermare la rinascita dei demoni totalitari.

I mezzi di comunicazione di massa formano e informano. Bisogna aprire gli occhi: la stessa Tv, senza sorpresa per chi vi scrive, ormai ha gettato la maschera, il trucco è stato scoperto dalla coscienza delle masse. La Tv oggi appare falsa, con la tendenza verso discorsi elogiativi, una macchina di imbonimento perpetuo, per ingraziarsi amici potenti o per allontanare simpatie verso un personaggio governativo o dell'opposizione. E l`Io collettivo respinge la macchina TV. La informazione online, invece, attira, trasmette un senso di imparziale immediato confronto e verifica. È libera, coinvolgente, possiamo rapidamente verificare la qualità di una notizia, ricercare con i potenti motori di analisi commenti e contro-commenti, fare accertamenti, confronti, elaborare in forma rapida un nostro libero convicimento. Insomma, siamo protagonisti nel mare magnum del divenire informativo, non supini destinatari di parole stampate sulla carta immobile e imbalsamata. Ci sentiamo rivitalizzati, e quindi noi siamo i protagonisti dell`ìnformazione

Insistiamo. Era l'8 febbraio del 2007: Arthur Sulzberger, l'editore del New York Times, uno dei più prestigiosi quotidiani del mondo, rilasciò un'intervista che scatenò un putiferio nel mondo dell'informazione: "Non so davvero se stamperemo ancora il Times tra cinque anni, e, se vuole proprio saperlo, non me ne importa nulla. Internet è un posto meraviglioso e noi lì siamo leader". Ecco una conferma: dagli Usa arriva una notizia che rende realistica e non fantascientifica la previsione di Sulzberger; il direttore de Il Christian Science Monitor, John Yemma, ha annunciato che il suo sarà il primo importante quotidiano americano a rinunciare all’edizione cartacea per comparire soltanto online. Il giornale è stato fondato esattamente un secolo fa, e in questi cento anni i suoi giornalisti hanno vinto sette premi Pulitzer, l'ultimo nel 2007. L'addio alla carta ha naturalmente motivazioni economiche: il CSMonitor oggi vende circa 52.000 copie, contro le quasi 200.000 del 1970. Altro tempo. Il divenire del processo dell'informazione online non conoscerà ostacoli.

Internet ha rivoluzionato il funzionamento delle redazioni. E la ricerca di sinergie fra le edizioni cartacea e web si snoda con contrasti. “Non dite a mamma che lavoro sul web, crede che io sia un giornalista....”. La frase è stata inventata da Elisabeth Lévy e Philippe Cohen, per il loro libro “Notre métier a mal tourné “ (Edizioni Mille et Une nuits, gennaio 2008), ma riflette bene le condizioni e le difficoltà dei giornalisti che lavorano nei siti di informazione online. Precarietà, ritmi infernali, applicazione quasi eroica, disprezzo da parte dei confratelli dell’edizione cartacea, giudicata - a torto - più nobile; e ancora salari insufficienti, condizioni di lavoro spesso al limite…

Il giornalismo dovrà fare tenaci sforzi coraggiosi, per denunciare l’esistenza di questo suo nuovo proletariato, e mettere sull`avviso le varie autorità governative che è nata una nuova era, forte, viva e palpitante, con uno sviluppo impetuoso e credibile. Continuare a sovvenzionare esclusivamemente la carta stampata, è come tenere in vita artificiale un essere ormai morto, moribondo da qualche decennio.


di Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il Corriere d`Italia-Gente d`Italia

ermannofilosa@codetel.net.do



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Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana", inoltre e'

Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)







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