Bush:
dilemmi e verità, sogni
spezzati
20.11.08 - Gli
italiani nel mondo, soprattutto
coloro che si muovono nell`area
delle Americhe, percepiscono con
riflessione sperimentale l`aria
del possibile cambiamento dopo
la elezione di Obama alla presidenza
Usa. Non chiari i contenuti politici
e programmatici del "cambiamento",
ecco una questione appassionante
che ci intratterrà nei
prossimi mesi.
Intanto
Bush esce di scena. Il presidente-mostro,
Bush "il maledetto"
in prima pagina. Il peggior presidente
degli Stati Uniti di sempre...
E via di questo passo. Maledetta
ragione attuale: come si fa a
dimenticate l'11 settembre e il
crollo delle Torri gemelle? Come
dimenticare le trame del terrorismo
sempre operanti? Bush campione
per difendere la libertà
e tutelare gli Usa dal tarrorrismo,
o guerrafondaio nato? Conosco
la risposta, ma ho l`impressione
che la maggioranza degli americani
ha dimenticato. La Storia, sa
scrivere sentenze inappellabili.
In Usa, chi vince, governa. Da
solo. E' una semplificazione,
la natura carismatica del presidente
lo regola. Ma questo espone il
Presidente all'effetto di osservare
amplificate le prorie azioni,
buone e cattive. Obama, imparerà.
C'è
un aspetto in cui Obama è
come Bush: essere un leader, anche
se in fasi temporali diverse.
Bush è stato un leader;
Obama deve ora dimostrare di esserlo.
I soloni, progressisti e non,
che spernacchiano Bush oggi, quando
è al minimo storico di
consenso, dovrebbero riflettere
soltanto su una cosa: la vittoria
di Obama dove ci porterà?
Perché, dopo il successo
di Obama, a Bush non resterà
altro che attendere la propria
"riabilitazione".
La
Storia, come sempre, è
la strada maestra. Bush sarà
ricordato come uno dei presidenti
americani che ha vissuto uno dei
momenti più drammatici:
l`11 settembre ha cambiato la
visione del mondo. Senza Bush
oggi avremmo ancora Saddam e faremmo
a gara nel corteggiarlo e nel
blandirlo, sperando di non vederlo,
alleato dell'antico nemico, armato
fino ai denti, l'Iran di Ahmadinejad.
Mi
pare evidente osservare che Bush
ha aperto un'epoca storica, chiudendone
un'altra. Il terrorismo mette
in gioco la nostra prospettiva
di sviluppo globale, e nella visione
bushiana la guerra è un
mezzo estremo per difendere e
mantenere la libertà.
Ecco: un modo di concepire la
Storia differente rispetto al
cinismo giacobino delle élites
dell'Europa continentale che hanno
fatto a gara nel primeggiare nell'anti-americanismo
istituzionale. E così abbiamo
visto presidenti e cosiddetti
"statisti" europei sputare
addosso al presidente Usa, come
Chirac già presidente francese
che aveva fatto affari con Saddam.
L`Europa sedicente "pacifista",
cioè giacobina e violentemente
ideologica, ha presentato un volto
sfrontato, dimenticando per un
momento la affabilità e
la coerenza con i secolari principi
dell`illuminismo.
Il
concetto della globalizzazione,
della libertà di circolazione
di capitali, uomini e merci, della
moneta come creatrice di ricchezza,
quello che Giulio Tremonti chiama
mercatismo, è venuto meno
dinanzi alla sostituzione della
speculazione finanziaria all'economia
reale. In una intervista alla
CNN Bush mi è apparso sincero.
Mi ha colpito una sua dichiarazione,
e cioè considerare un rimorso
lo striscione esposto alle sue
spalle sul castello della portaerei
Lincoln in occasione di un discorso
tenuto a San Diego il primo maggio
del 2003. Era riferito alla guerra
in Iraq e alla vittoria di una
delle tante battaglie. Cera
scritto: "Missione compiuta".
Ma la guerra non è finita.
È
possibile giudicare come volto
al termine ora il secolo americano,
il Novecento segnato dalla prevalenza
degli Usa nel mondo? Il secolo
della democrazia esportabile,
ripetibile in tutte le culture
come espressione della religione
americana, è proprio finito?
Ecco i dilemmi e le verità,
i sogni spezzati che George Bush
dovrà affrontare nello
scrivere un libro perchè
la "gente sappia la verità
su cosa significa sedere nello
Studio Ovale". L`anti-americanismo
dell'eurocrazia parassitaria,
si muoverà come un fantasma
nella mente del nostro George,
nella forma di questione insolubile
o di risposte da eleborare per
superare le sfide del futuro?
di
Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il
Corriere d`Italia-Gente d`Italia
ermannofilosa@codetel.net.do