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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Ermanno Filosa

Bush: dilemmi e verità, sogni spezzati

20.11.08 - Gli italiani nel mondo, soprattutto coloro che si muovono nell`area delle Americhe, percepiscono con riflessione sperimentale l`aria del possibile cambiamento dopo la elezione di Obama alla presidenza Usa. Non chiari i contenuti politici e programmatici del "cambiamento", ecco una questione appassionante che ci intratterrà nei prossimi mesi.

Intanto Bush esce di scena. Il presidente-mostro, Bush "il maledetto" in prima pagina. Il peggior presidente degli Stati Uniti di sempre... E via di questo passo. Maledetta ragione attuale: come si fa a dimenticate l'11 settembre e il crollo delle Torri gemelle? Come dimenticare le trame del terrorismo sempre operanti? Bush campione per difendere la libertà e tutelare gli Usa dal tarrorrismo, o guerrafondaio nato? Conosco la risposta, ma ho l`impressione che la maggioranza degli americani ha dimenticato. La Storia, sa scrivere sentenze inappellabili. In Usa, chi vince, governa. Da solo. E' una semplificazione, la natura carismatica del presidente lo regola. Ma questo espone il Presidente all'effetto di osservare amplificate le prorie azioni, buone e cattive. Obama, imparerà.

C'è un aspetto in cui Obama è come Bush: essere un leader, anche se in fasi temporali diverse. Bush è stato un leader; Obama deve ora dimostrare di esserlo. I soloni, progressisti e non, che spernacchiano Bush oggi, quando è al minimo storico di consenso, dovrebbero riflettere soltanto su una cosa: la vittoria di Obama dove ci porterà? Perché, dopo il successo di Obama, a Bush non resterà altro che attendere la propria "riabilitazione".

La Storia, come sempre, è la strada maestra. Bush sarà ricordato come uno dei presidenti americani che ha vissuto uno dei momenti più drammatici: l`11 settembre ha cambiato la visione del mondo. Senza Bush oggi avremmo ancora Saddam e faremmo a gara nel corteggiarlo e nel blandirlo, sperando di non vederlo, alleato dell'antico nemico, armato fino ai denti, l'Iran di Ahmadinejad.

Mi pare evidente osservare che Bush ha aperto un'epoca storica, chiudendone un'altra. Il terrorismo mette in gioco la nostra prospettiva di sviluppo globale, e nella visione bushiana la guerra è un mezzo estremo per difendere e mantenere “ la libertà”. Ecco: un modo di concepire la Storia differente rispetto al cinismo giacobino delle élites dell'Europa continentale che hanno fatto a gara nel primeggiare nell'anti-americanismo istituzionale. E così abbiamo visto presidenti e cosiddetti "statisti" europei sputare addosso al presidente Usa, come Chirac già presidente francese che aveva fatto affari con Saddam. L`Europa sedicente "pacifista", cioè giacobina e violentemente ideologica, ha presentato un volto sfrontato, dimenticando per un momento la affabilità e la coerenza con i secolari principi dell`illuminismo.

Il concetto della globalizzazione, della libertà di circolazione di capitali, uomini e merci, della moneta come creatrice di ricchezza, quello che Giulio Tremonti chiama mercatismo, è venuto meno dinanzi alla sostituzione della speculazione finanziaria all'economia reale. In una intervista alla CNN Bush mi è apparso sincero. Mi ha colpito una sua dichiarazione, e cioè considerare un rimorso lo striscione esposto alle sue spalle sul castello della portaerei Lincoln in occasione di un discorso tenuto a San Diego il primo maggio del 2003. Era riferito alla guerra in Iraq e alla vittoria di una delle tante battaglie. C’era scritto: "Missione compiuta". Ma la guerra non è finita.

È possibile giudicare come volto al termine ora il secolo americano, il Novecento segnato dalla prevalenza degli Usa nel mondo? Il secolo della democrazia esportabile, ripetibile in tutte le culture come espressione della religione americana, è proprio finito? Ecco i dilemmi e le verità, i sogni spezzati che George Bush dovrà affrontare nello scrivere un libro perchè la "gente sappia la verità su cosa significa sedere nello Studio Ovale". L`anti-americanismo dell'eurocrazia parassitaria, si muoverà come un fantasma nella mente del nostro George, nella forma di questione insolubile o di risposte da eleborare per superare le sfide del futuro?

di Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il Corriere d`Italia-Gente d`Italia

ermannofilosa@codetel.net.do



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Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana", inoltre e'

Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)







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