Oltre
Forza Italia, il partito anti-partitocrazia
di Gianni Baget Bozzo
21.11.08
- La nascita di Forza Italia nel
94 fa già parte della
memoria, 14 anni è il tempo
di una generazione. Per usare
una celebre frase di Winston Churchill,
«mai tanti uomini hanno
dovuto la salvezza alla scelta
di un uomo solo». Forse
è difficile anche per chi
ricorda i fatti rammentare latmosfera
del tempo.
La
fine del comunismo in Russia aveva
prodotto in Italia leffetto
incredibile della distruzione
ad opera della magistratura dei
partiti anticomunisti e il Pds,
cioè il Pci cambiato di
nome, era divenuto lunico
partito costituzionale. Alla fine
della rivoluzione russa aveva
corrisposto la conquista del potere
del Pci in Italia. Il Pci aveva
compiuto, come larmata cinese
di Mao, una lunga marcia attraverso
le istituzioni ed era giunto a
dominare la coscienza delle istituzioni
e della cultura. Aveva realizzato
la rivoluzione di Gramsci: prendere
le casematte prima di attaccare
il quartier generale, usare la
cultura per conquistare le istituzioni.
Il Pci italiano aveva usato la
fine del comunismo in Russia per
mostrare come si possa prendere
il potere con la democrazia. Se
cera un precedente in Italia
di una tale conquista, si poteva
pensare al fascismo, che ottenne
il potere mediante la corona e
lesercito. Il Pds lo ottenne
mediante la magistratura. Tutti
sanno che questa è la verità
ma non fa più notizia.
La sinistra di cultura comunista
aveva occupato tutto. Tribunali,
parrocchie, episcopi, giornali
e libri, tv e radio. Ed è
tuttora così. Siamo immersi
ancora nella «lingua di
legno» comunista che esclude
dalla memoria quelli che ascoltarono
Berlusconi e si sentirono liberati
dalla sua parola. Era il popolo
che aveva votato democristiano,
socialista, liberale, e aveva
operato il miracolo italiano,
aveva retto la Guerra fredda e
la sfida nucleare dalla parte
atlantica, era lItalia occidentale
e non sovietica.
Nel
93 il Pds era la forza legittimante:
si poteva essere democristiani,
socialisti e liberali solo con
il bollino postcomunista. Questo
ricordava le democrazie popolari
dellest, i regimi comunisti
che per mostrare che lUnione
Sovietica era una sola, mantenevano
formalmente i vecchi partiti borghesi
e contadini debitamente comunistizzati.
Era una conquista comunista da
manuale, combinava aspetti del
modello sovietico nel falso pluralismo
e la differenza dei comunisti
italiani che si dichiaravano democratici.
Forza
Italia nasce in questa situazione,
Berlusconi liberò il pensiero,
queste cose si poterono dire.
Si poteva essere anticomunisti.
La democrazia funzionò
e il popolo scelse la libertà.
Nel 94 Forza Italia ebbe
la maggioranza alla Camera e la
quasi maggioranza al Senato. Nel
Paese sorse il sentimento di liberazione,
nacquero migliaia di club. Furono
unorganizzazione spontanea
di sentimento e non di struttura,
ma serviva un partito. La tv commerciale
di Berlusconi e Publitalia furono
la struttura minima in cui si
organizzarono le liste vittoriose
alle politiche. Giorgio Bocca
scrisse che Publitalia aveva messo
il «mondo sottosopra»:
per questo Marcello DellUtri
venne eliminato dal gioco con
lazione dei magistrati.
Ma Forza Italia era nata ed era
nata per rimanere.
Il
popolo italiano aveva voluto scegliere
una struttura fragile ma popolare
per esprimere la sua volontà
di rimanere libero. Da allora
cominciò la «leggenda
nera»: Berlusconi aveva
vinto perché proprietario
di televisione. La tv commerciale
era una struttura fragile ma fu
il popolo a farne una forza politica.
Tutti i poteri italiani furono
contro questo popolo e il suo
leader, ci fu un clamore mondiale,
Berlusconi divenne un fatto che
delegittimava il sistema dei partiti
e creava una realtà diversa,
un effetto che era sorto con se
stesso. Una storia unica. Ora
Forza Italia si scioglie e il
Popolo della libertà è
diventato un popolo di governo
e la sinistra è sfiorita
come non si poteva immaginare.
Il Pdl, che oggi nasce come partito,
raccogliendo Fi, An e altri partiti,
era sorto prima nel popolo che
nella forma politica ora conseguita.
Gianni
Baget Bozzo
- Italia chiama Italia
inviato
da Ermanno
Filosa