Informazione
on line: il Sesto Potere è
libertà, la Tv un trucco,
la carta stampa vecchia
27.11.08 - Gli
italiani nel mondo lo hanno percepito
da tempo. Chi vuole essere cieco
lo sia. L`informazione on line
è comunque un autentico
strumento di libertà, rispetto
alle notizie imbalsamate nella
carta stampata e ad una televisione
- macchina infernale - che sforna
trucchi sempre più sottili
per irretire e soggiocare, che
presenta verità ambigue,
offende il nostro senso di partecipazione.
La
tv è falsa, ormai l' io
collettivo lo ha capito. Apparire
in tv è oggi un segnale
della propria incapacità
di esistere nel reale senza bisogno
di ingombrare il nosto inconscio.
La tv può annebbiare il
nostro senso del giudizio libero,
perchè non abbiamo la possibilità
della verifica, del confronto-incontro.
Gli italiani nel mondo hanno capito
che grazie a internet, all'informazione
on line, hanno una voce. Esistono.
Sì, esistono in senso digitale
e quindi nella circoscrizione
estero, politicamente rilevante.
Internet
offre tutto questo, e anche di
più. Il giornalismo fatto
sul web ormai è alla ribalta
e costruisce il Sesto Potere nel
contorno di una vasta e corposa
era mediatica. Noi ci costruiamo,
in internet, la nostra scaletta
di ricerca per capire fino in
fondo la portata di una informazione.
Verifichiamo, controlliamo, cerchiamo
di comprendere fin dove arriva
ed è visibile il circolo
dell'orizzonte della verità
della vita che ci coinvolge e
dare quindi un credibile senso
alla qualità del rapporto
tra noi stessi e gli altri, tra
la notizia e il suo effetto su
di noi, tra l'approfondimeto della
informazione e i relativi commenti.
Insomma, l`informazione on line
ci fa crescere.
Il
mondo dell'informazione è
in fermento. La rivoluzione digitale
mette in discussione tutte le
forme di rapporto tra noi e il
mondo. La stessa politica ne viene
sempre più coinvolta, e
la elezione di Obama alla Presidenza
Usa vede al centro del processo
elettorale la potenza di internet
utilizzata in maniera intelligente
e creativa. Il mondo che gravita
intorno alla carta stampata si
interroga, cerca di capire, soprattutto
tenta di comprendere se è
possibile la coesistenza con l'informazione
digitale. Sfida straordinaria.
Ma
non è finita. Vi sono dati
concreti che confortano questa
nostra breve analisi. Luigi D'Alise,
direttore Ago Press, ci ricorda
il significato del "Rapporto
sulla situazione sociale del Paese"
elaborato dal Censis, il Centro
studi investimenti sociali, e
pubblicato nelle scorse settimane,
dove emerge che il 21,1 per cento
di italiani legge giornali via
internet. Dato che sale al 29
per cento, a sfogliare le pagine
di un altro studio condotto dal
Censis e dall'Ucsi, l'Unione cattolica
stampa italiana, pubblicato a
febbraio dello scorso anno. E
che lievita al 30 per cento per
l'"Osservatorio Demos-Coop
sul Capitale sociale", presentato
a dicembre, dove si sottolinea
come l'informazione telematica,
per i nostri connazionali, sia
anche quella più affidabile.
Un'altra
interessante fotografia sulla
"dieta mediatica" degli
italiani, ci ricorda sempre Luigi
D`Alise, è offerta dall'Isimm,
l'Istituto per lo studio dell'innovazione
nei media e per la multimedialità.
Nella ricerca, dal titolo "Gli
italiani, l'informazione, i nuovi
media", commissionata da
Ansa e Rai Net, si pronostica
che entro due anni internet supererà
la carta stampata e raggiungerà
come importanza la televisione.
L'informazione online si attesterà
su un indice di penetrazione pari
al 45 per cento, mentre i giornali
non dovrebbero superare il 36
per cento.
Un
dato di fatto che ci deve fare
riflettere con scrupolo. La vittoria
di Obama è venuta più
dalla rete che dai media tradizionali.
I suoi messaggi sul suo blog e
di rimbalzo su quelli di altri
commentatori della rete; i suoi
discorsi visti milioni di volte
su youtube hanno scavalcato il
"quarto potere" che
fino a ieri ha sempre tenuto per
le palle qualsiasi politico. La
sua campagna di finanziamento
"pear-to-pear", è
riuscita a scavalcare le lobby
che fino a ieri hanno fatto il
gioco del dare-per-poi-avere con
tutti i presidenti USA. I politici
italiani ne comprenderanno fino
in fondo il significato?
di
Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il
Corriere d`Italia-Gente d`Italia
ermannofilosa@codetel.net.do