PdL:
tra cesarismo e libertà
anarchica?
29.11.08
- Fini, messaggio a Berlusconi:
"No al cesarismo nel Pdl":
Fini ha dato la sua stoccata,
una allusione pungente. Una stilettata
a futura memoria? Il controcanto
di Tremonti: "Forza Italia
è una monarchia ottemperata
dal più grande quadro di
libertà anarchica".
Ma
che succede? Non poteva essere
più franco, il presidente
della Camera ed ex leader di An.
Un riferimento chiaro a quanto
si muove nella metà campo
del centrodestra: "Ci
vogliono paletti contro il cesarismo
e questi sono rappresentati dalla
garanzia di democrazia interna
ai partiti".
Siamo
colpiti dallo stupore, ci meraviglia
questa trovata di Fini? No, non
ci sorprende. È normale
che sia così. Quado si
fondono due movimenti politici,
con ancoraggio ideologico simile,
queste cose succedono; è
possibile che siano iniziate manovre
di posizione per i futuri assetti
dentro il Pdl.
Intanto
apprendiamo da notizie di agenzia
che in occasione della presentazione
dell'ultimo numero de "L'Ircocervo",
rivista che fa riferimento alla
Fondazione Magna Charta, Fabrizio
Cicchitto e Gaetano Quagliariello
replicano all'allarme lanciato
da Gianfranco Fini sul rischio
di 'cesarismo' all'interno del
Pdl in assenza di democrazia interna.
Il Popolo delle Libertà,
si ricorda, "è
un partito del leader, e nessuno
lo può mettere in dubbio",
come nessuno può mettere
in dubbio che il leader sia Silvio
Berlusconi. Ma il 'cesarismo'
è "una categoria
vecchia" che non aiuta
a compiere "passi in avanti".
Bella controstoccata.
Certo,
"se Fini - ragiona
ancora Quagliariello - pone
il problema di un partito che
possa vivere anche nelle nuove
generazioni, oltre la presenza
dell'attuale leadership carismatica,
pone un problema sacrosanto. Se
invece tende a negare l'origine
carismatica di questo nuovo partito
compie un errore". Per
Quagliariello "il dibattito
sullo statuto del partito va spostato
dagli iscritti agli elettori,
e la Commissione statuto farebbe
bene a tenere presente il modello
anglosassone e le recenti elezioni
Usa". Quel che è
certo è che "la
stagione dei partiti delle oligarchie
appartiene al passato".
Per Cicchitto la democrazia interna
può svilupparsi "dando
importanza maggiore agli eletti",
ad esempio per la scelta dei coordinatori
comunali e provinciali.
In
una lettera al 'Giornale' Bondi
fa il punto: la nascita,
la crescita e lo sviluppo di Forza
Italia è avvenuta attorno
alla leadership di Silvio Berlusconi.
Non sarò certo io a negare
il valore della leadership carismatica
nella politica dei partiti moderni",
prosegue Bondi sottolineando come
"in questi anni Forza
Italia è divenuto un partito
moderno, popolare e di massa,
casa comune di cattolici e di
riformisti, di laici e di credenti,
dimostrandosi oltretutto capace
di elaborare una propria cultura,
una propria piattaforma politica,
una propria organizzazione e,
non ultima, una propria originale
selezione democratica della classe
dirigente".
E
per concludere una precisazione
ironica di Cicchitto: la tendenza
del 'cesarismo' "è
diffusa in molti partiti",
anche se "c'è Cesare
e ci sono piccoli Cesari".
Una tendenza "non solo
italiana", ma presente
"in tutto il mondo".
Ora in Italia "dietro
il leader va costruito un grande
partito", con un "retroterra
politico-culturale".
Bene.
Speriamo che la battuta tra grandi
e piccoli Cesari finisca qui.
Ma la grande questione ancora
aperta, nella fase di nascita
del Pdl, è la questione
patrimoniale dei due partiti,
e poi la natura del Pdl: partito
strutturato o liquido?
Nota finale: ma vuoi vedere che
queste sono le prime avvisaglie,
mosse di posizione di quella grande
tempesta che sarà l'epoca
del dopo Berlusconi?
di
Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il
Corriere d`Italia-Gente d`Italia
ermannofilosa@codetel.net.do