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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Ermanno Filosa

Popolo della Libertà: cesarismo e identità politica

07.12.08 - Non dobbiamo mettere i panni dei sempliciotti, i creduloni abitano il palazzo delle fate. La questione, così, appare più intricata di quello che sembra a prima vista. I corridoi della politica-partitica parlano. Squillano i cellulari, si commenta il “cesarismo” e la ricerca dell'identità politica; chi scrive ha ricevuto da lettori e amici italiani e da esponenti autorevoli degli italiani del mondo, domande , analisi e contro-analisi, commenti relativi al pezzo Pdl: niente "cesarismo". Eppure...

Insomma, vi è profonda attenzione, forse preoccupazione, complesso di “assorbimento”, sulla nascita del Pdl.

Già si guarda al futuro, come se il Pdl fosse già nato oltre la volontà degli elettori. E non a caso quindi la Russa, il reggente degli aennini, ha convocato i quadri per spiegare che "nel nuovo soggetto entreremo con la nostra identità, non c'è nessuna bandiera da ammainare". Una affermazione sacrosanta, forse per superare preoccupazioni, giuste osservazioni critiche, ma che lascia spazio a molteplici riflessioni.

Il Pdl è una affascinante scommessa politica. È un fatto, ritengo, forse unico: nasce un partito, il Pdl, in una competizione elettorale, prima che ci fosse la sede, lo statuto e gli Organi della formazione politica. Insomma, il Pdl è nato tra la gente, dal consenso elettorale. Si, è nato in forma elettorale, con esito positivo, grazie alla proposta politica del “voto utile”, per dare corpo al sistema bipartitico e superare la frammentazione politica che aveva tormentato il governo Prodi e la scena politica per molti decenni. Un successo pieno di una lista elettorale, grazie al fascino di Berlusconi. Adesso la lista elettorale deve prendere forma di Partito, in senso classico. Un movimento politico carismatico non ha prezzo, ma quando si tratta di “ unificare “ due movimenti politici nascono complicazioni. Ogni unificazione di movimenti politici, di partiti, cova in sè il seme di una probabile “scissione”.

Ci mancava anche questa. Adesso si affaccia sulla scena, quasi una irruzione, Licio Gelli, l’ex "Gran maestro" della P2 intervistato da Klaus Condicio, e tra l`altro egli dice: "Se cadesse Berlusconi, sarebbe un caos per il Paese perchè il governo non avrebbe più una struttura partitica. Berlusconi ha iniziato con una struttura partitica, seguendo la strategia dei Carabinieri, dei farmacisti e della Chiesa, ovvero creare una ragnatela così capillare che serva per poter comandare e controllare l’Italia. Se cade Berlusconi, chi abbiamo? In Italia non c’è un leader. Gianni Letta è un bravo diplomatico. Cicchitto, anche lui è stato in Loggia con me ed è una brava persona. Dell’Utri, invece, ad esempio, non può essere leader perchè è stato perseguitato da una condanna e quindi è tenuto in disparte....”

Ecco. Evidente il siluro a Dell`Utri, non so se a torto o a ragione. Ma siluro è. Diventa denso pertanto il clima da “dopo-Berlusconi”, già annuncia apprensione, diventa più spesso l`“embolo politico” nella nascente vita del Pdl. Non si possono chiudere gli occhi: molti quadri dirigenti di An e della disciolta FI elaborano strategie, si pongono domande, cercano alleanze, perchè il dopo-Berlusconi è in termini politici una dimensione attuale, auspicando lunga vita al Cavaliere. Ma la vita politica può cambiare, oltre alla vita fisica. Se il nostro Cavaliere punta a diventare Segretario Onu, soprattutto per avviarne una grande riforma...sarebbero già aperte le molteplici varienti del dopo-Silvio.
Vivremo e vedremo.

Intanto gli italiani all'estero, assenti dalla mente dei dirigenti di Forza Italia, assenti dal processo di formazione del Pdl, devono consolarsi con Carlo Verdone. "Gli italiani all'estero sono la parte migliore del Paese". ha detto di recente l'attore (CINEMA E ITALIANI NEL MONDO "Gli italiani all'estero sono la parte migliore del Paese": parola di Carlo Verdone). "Vista dal di fuori, l'Italia e' davvero lo ''stivale' e i nostri connazionali all'estero ne hanno una visione romantica. Sono pero' meno cinici degli italiani che stanno in Italia e piu' belli da raccontare”.
Sì, meno cinici, ma non ingenui e minchioni.

di Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il Corriere d`Italia-Gente d`Italia

ermannofilosa@codetel.net.do


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Scrivono per Voi

Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana", inoltre e'

Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)







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