Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Pubblicita'

Ermanno Filosa

Pdl: tra "piazza globale" e "multicultura"

11.12.08 - Le europee di giugno: La Russa e Verdini danno i numeri. La Russa dice di puntare al 40 per cento, mentre Verdini punta al rialzo: “Secondo una media degli ultimi sondaggi ora il Popolo della libertà è al 47 per cento” e poi parla addirittura di 50 percento. Numeri a parte, il Pdl è una imponente sfida per costruire una società nuova, avviare il cambiamento, dare esiti positivi alla scommessa che la cultura del centro-destra è anche capacità di governo e capacità di modernizzare il sistema Italia. Quindi, una funzione importante per le attese del Paese. Responsabilità per avviare una sorta di “Rinascimento Italiano”.

Il processo di formazione del Pdl è sotto gli occhi di tutti. Già approvato dagli elettori, adesso bisogna scrivere lo Statuto, stabilire la sede nazionale operativa, dare formazione agli organismi del nascendo partito. Si tratta insomma di una “unificazione” di due partiti , AN e FI, che hanno in comune una simile visione politica-culturale, ma storia e tradizioni diverse.

La Storia dei partiti del nostro Paese ci presenta alcuni esempi di unificazioni di partiti: ricordiamo tutti quella socialista, tra il Psi di Nenni e il Psdi di Saragat, e la lacerante scissione. Le due anime del movimento socialista italiano non poterono sopravvivere unite e in armonia, a causa - tra l'altro - di incomprensioni organizzative, gelosie di ruoli, volontà egemonica malsopita del Psi. A livello provinciale e regionale l'unificazione si fondava sulla figura dei “cosegretari”, di provenienza Psi e Psdi. Insomma, la scissione socialista fu la estrema risposta ad un malessere generale che animava il Partito Socialista Unificato.

Vicende politiche creative ed amare. Il reggente di via della Scrofa Ignazio La Russa e il coordinatore nazionale di FI Denis Verdini hanno illustrato qualche giorno addietro, ai coordinatori regionali e provinciali di An e FI, la campagna dei gazebo che partirà nei prossimi giorni (due weekend il 13-14 dicembre e il 20-21 dello stesso mese). I diecimila gazebo - “il primo appuntamento di piazza globale” dice La Russa - serviranno a scegliere seimila delegati. Bello l'effetto scenico, colpisce la fantasia e ci lascia vuoti in relazione alla chiarezza della proposta politica.

Sempre La Russa: “Il Pdl non può e non deve avere una identità unica. La cornice, il programma, il progetto devono essere unici, ma devono convivere identità compatibili ma diverse. Accanto a FI – insiste La Russa – deve esserci la presenza visibile delle altri componenti. Guai se non dovesse rimanere qualcosa di FI, che è il partito di maggioranza relativa. Lo stesso vale per An, altrimenti si rischia di fare così la fine dei capponi di manzoniana memoria... ". Alleanza nazionale non perderà un briciolo della sua identità". Chiarissima la posizione di La Russa, anche se i capponi del Manzoni sono citati fuori luogo: perchè è proprio mantenendo le due anime di identità politica che si può richiamare la figura dei capponi del Manzoni, che si beccano mentre hanno il comune destino di andare in pentola. Va bene, divagazione marginale.

Verdini, commercialista di successo, editore del 'Foglio', docente di storia delle dottrine economiche all’Università Luiss di Roma, deve ogni giorno, è da ritenere, mettersi il ghiaccio in tasca dinanzi alle ripetute dichiarazioni di La Russa, avvezzo alla lotta politica da quando aveva 15 anni. Verdini invita i rappresentanti di An a superare le resistenze: “Ogni dubbio, ogni resistenza anche legittima, alla luce del risultato del 13-14 aprile non ha più senso di esistere. Siamo chiamati a non rompere il giocattolo e a dare una spinta a questo processo. Lo so che abbassare le bandiere fa dispiacere, ma - dice Verdini - deve essere tutto attenuato dal risultato di aprile e dalla grande prospettiva per il Paese e cioè la costruzione di una moderna democrazia”. Insomma, un tira e molla continuo. Visioni contrapposte su questioni fondamentali, vitali per la esistenza del nascendo partito.

Il problema è costante. Forse un assillo. Quali futuri ruoli dei vertici dei due partiti nel nuovo soggetto politico? Nei fatti Verdini si mostra distaccato quando La Russa lancia l'ipotesi di una segreteria organizzativa del congresso con a capo i due coordinatori: "Queste sono opinini espresse da Ignazio, sono delle proposte, dobbiamo esaminarle". La lotta dietro le quinte tra i coordinatori di An e Fi non è poi così nascosta. A chi giova?

Il dualismo, le molteplici idendità in competizione, le multiculture, minacciano l`armonia dell'unificazione del centro destra o sono uno stimolo per cercare la via che finalmente conduce ad un partito con una sola identità, e una sola bandiera, una sola e forte proposta politica? Non sempre un partito multiculturale e con identità plurima, è un arrichimento del dibattito politico. A meno che non si mostri disdegno nel trovarsi legati ai lacci e lacciuoli delle correnti, modello di democristiana memoria. I finiani, i berlusconiani, i larussiani, i lettiani, i verdiani, i cicchittiani, gli amici di Palazzo Grazioli, gli amici di Dell'Utri, gli amici del Sogno Futuro e via di questo passo... Il Pdl come somma di correnti? Ah!, guai a noi.

di Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il Corriere d`Italia-Gente d`Italia

ermannofilosa@codetel.net.do


Pubblicita'
 
 

Scrivono per Voi

Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana", inoltre e'

Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)







Aiutaci
Grazie !

in questo