Pdl:
tra "piazza globale"
e "multicultura"
11.12.08 -
Le europee di giugno: La Russa
e Verdini danno i numeri. La Russa
dice di puntare al 40 per cento,
mentre Verdini punta al rialzo:
Secondo una media degli
ultimi sondaggi ora il Popolo
della libertà è
al 47 per cento e poi parla
addirittura di 50 percento. Numeri
a parte, il Pdl è una imponente
sfida per costruire una società
nuova, avviare il cambiamento,
dare esiti positivi alla scommessa
che la cultura del centro-destra
è anche capacità
di governo e capacità di
modernizzare il sistema Italia.
Quindi, una funzione importante
per le attese del Paese. Responsabilità
per avviare una sorta di Rinascimento
Italiano.
Il
processo di formazione del Pdl
è sotto gli occhi di tutti.
Già approvato dagli elettori,
adesso bisogna scrivere lo Statuto,
stabilire la sede nazionale operativa,
dare formazione agli organismi
del nascendo partito. Si tratta
insomma di una unificazione
di due partiti , AN e FI, che
hanno in comune una simile visione
politica-culturale, ma storia
e tradizioni diverse.
La
Storia dei partiti del nostro
Paese ci presenta alcuni esempi
di unificazioni di partiti: ricordiamo
tutti quella socialista, tra il
Psi di Nenni e il Psdi di Saragat,
e la lacerante scissione. Le due
anime del movimento socialista
italiano non poterono sopravvivere
unite e in armonia, a causa -
tra l'altro - di incomprensioni
organizzative, gelosie di ruoli,
volontà egemonica malsopita
del Psi. A livello provinciale
e regionale l'unificazione si
fondava sulla figura dei cosegretari,
di provenienza Psi e Psdi. Insomma,
la scissione socialista fu la
estrema risposta ad un malessere
generale che animava il Partito
Socialista Unificato.
Vicende
politiche creative ed amare. Il
reggente di via della Scrofa Ignazio
La Russa e il coordinatore nazionale
di FI Denis Verdini hanno illustrato
qualche giorno addietro, ai coordinatori
regionali e provinciali di An
e FI, la campagna dei gazebo che
partirà nei prossimi giorni
(due weekend il 13-14 dicembre
e il 20-21 dello stesso mese).
I diecimila gazebo - il
primo appuntamento di piazza globale
dice La Russa - serviranno a scegliere
seimila delegati. Bello l'effetto
scenico, colpisce la fantasia
e ci lascia vuoti in relazione
alla chiarezza della proposta
politica.
Sempre
La Russa: Il Pdl non può
e non deve avere una identità
unica. La cornice, il programma,
il progetto devono essere unici,
ma devono convivere identità
compatibili ma diverse. Accanto
a FI insiste La Russa
deve esserci la presenza visibile
delle altri componenti. Guai se
non dovesse rimanere qualcosa
di FI, che è il partito
di maggioranza relativa. Lo stesso
vale per An, altrimenti si rischia
di fare così la fine dei
capponi di manzoniana memoria...
". Alleanza nazionale non
perderà un briciolo della
sua identità". Chiarissima
la posizione di La Russa, anche
se i capponi del Manzoni sono
citati fuori luogo: perchè
è proprio mantenendo le
due anime di identità politica
che si può richiamare la
figura dei capponi del Manzoni,
che si beccano mentre hanno il
comune destino di andare in pentola.
Va bene, divagazione marginale.
Verdini,
commercialista di successo, editore
del 'Foglio', docente di storia
delle dottrine economiche allUniversità
Luiss di Roma, deve ogni giorno,
è da ritenere, mettersi
il ghiaccio in tasca dinanzi alle
ripetute dichiarazioni di La Russa,
avvezzo alla lotta politica da
quando aveva 15 anni. Verdini
invita i rappresentanti di An
a superare le resistenze: Ogni
dubbio, ogni resistenza anche
legittima, alla luce del risultato
del 13-14 aprile non ha più
senso di esistere. Siamo chiamati
a non rompere il giocattolo e
a dare una spinta a questo processo.
Lo so che abbassare le bandiere
fa dispiacere, ma - dice Verdini
- deve essere tutto attenuato
dal risultato di aprile e dalla
grande prospettiva per il Paese
e cioè la costruzione di
una moderna democrazia.
Insomma, un tira e molla continuo.
Visioni contrapposte su questioni
fondamentali, vitali per la esistenza
del nascendo partito.
Il
problema è costante. Forse
un assillo. Quali futuri ruoli
dei vertici dei due partiti nel
nuovo soggetto politico? Nei fatti
Verdini si mostra distaccato quando
La Russa lancia l'ipotesi di una
segreteria organizzativa del congresso
con a capo i due coordinatori:
"Queste sono opinini espresse
da Ignazio, sono delle proposte,
dobbiamo esaminarle". La
lotta dietro le quinte tra i coordinatori
di An e Fi non è poi così
nascosta. A chi giova?
Il
dualismo, le molteplici idendità
in competizione, le multiculture,
minacciano l`armonia dell'unificazione
del centro destra o sono uno stimolo
per cercare la via che finalmente
conduce ad un partito con una
sola identità, e una sola
bandiera, una sola e forte proposta
politica? Non sempre un partito
multiculturale e con identità
plurima, è un arrichimento
del dibattito politico. A meno
che non si mostri disdegno nel
trovarsi legati ai lacci e lacciuoli
delle correnti, modello di democristiana
memoria. I finiani, i berlusconiani,
i larussiani, i lettiani, i verdiani,
i cicchittiani, gli amici di Palazzo
Grazioli, gli amici di Dell'Utri,
gli amici del Sogno Futuro e via
di questo passo... Il Pdl come
somma di correnti? Ah!, guai a
noi.
di
Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il
Corriere d`Italia-Gente d`Italia
ermannofilosa@codetel.net.do