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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Ermanno Filosa

Obama e il terremoto nella Cia

23.12.08 - Barak Obama ora si muove in un terreno storicamente minato, quello dell'ambiente dei servizi di sicurezza americani, ed in particolare la Cia.

Gli Americani nella loro storia non hanno mai amato troppo gli innovatori, veri o falsi che fossero. Per non dire, poi, che Obama si vuole rifare a Lincoln. Siamo a posto: non mi pare che il mitico Lincoln sia morto di vecchiaia nel suo letto. Vogliamo sperare che vi sia un Dio che protegge Obama.

La questione è tremendamente seria. Sopportabile ma seria. Il fronte dell’intelligence americana è variegato, complesso. Presenza a livello mondiale, in luoghi e con persone impensabili. Vi è la Cia politica, quella economica, quella antiterrorismo, quella culturale ed informatica, quella dell'informazione e dell'anti-informazione, la Cia mondana, la Cia dei finti ubriachi o alterati, e via di questo passo, per poi arrivare alla Cia militare. Un pianeta dalle molte facce, rigososo e a volta spaventosamente ingenuo, come l'11 settembre e il crollo delle torri Gemelle sempre ricordano. Quale schiaffo più tremendo per il servizio di sicurezza di un Paese?

L'attuale zar dell’intelligence, Michael McConnell, doveva essere sostituito dall'ex agente della Cia John Brennan che ha affiancato Obama durante la campagna elettorale. Fuoco e fiamme, appena il suo nome è apparso tra i papabili; i blog liberal molto aggressivi, hanno sollevato obiezioni facendo riferimento al passato di Brennan nella Cia perchè avrebbe condiviso tecniche di interrogatorio come il "waterboarding" ( affogamento simulato), considerate da molti giuristi una violazione della convenzione di Ginevra, perchè accomunata alla tortura. Le rivelazioni hanno turbato Obama che ha cambiato opinione, mettendo da parte Brennan e optando per Dennis Blair, l’ex comandante delle truppe del Pacifico. Obama così rispetta la promessa di "non torturare più", più volte annunciata durante la campagna elettorale.

I portavoce del team della transizione del Presidente eletto Obama, si fanno in quattro per dare l'impressione che la vicenda Cia è un normale avvicendamento; ma non sembra così. L’attuale vicepresidente, Dick Cheney, è sceso in campo per difendere chi ha applicato la “waterboarding” dichiarando a più riprese “che tale tecnica non è tortura", e quindi “tutela” a petto in fuori l'establishment degli 007 esistente. E si sente il rombo di un vero terremoto dentro il servizio di sicurezza Usa.

Insomma, è aperto un forte contrasto tra visioni diverse sulle regole di condotta dell`apparato Cia, ieri sollecitate e protette, oggi messe in discussione e condannate.


di Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il Corriere d`Italia-Gente d`Italia

ermannofilosa@codetel.net.do


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Scrivono per Voi

Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana", inoltre e'

Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)







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