Cuba
e la revoluciòn
03.01.09
- Sono appena arrivato da Cuba.
Immutato l'incanto delle belle
spiagge e ragazze sempre gentili
e sorridenti, disponibili fino
alla noia.
Vivo
da oltre un ventennio nei Caraibi,
e ogni tanto mi capita di andare
a Cuba per accompagnare un operatore
turistico o un imprenditore in
vena di scoprire nuovi orizzonti
adatti all investimento.
Ci vado con piacere a Cuba, per
capire dove va un certo tipo di
struttura politico-mentale; per
scoprire eventuali cambiamenti.
A
Cuba si celebra la "revoluciòn".
Senza la presenza fisica di Fidel
Castro, le cui gigantografie riempiono
la città, sono iniziate
le celebrazioni a Santiago de
Cuba per il 50 esimo anniversario
della rivoluzione cubana. A presiedere
i festeggiamenti, è stato
Raul, che ha ereditato ufficialmente
il comando nel febbraio scorso.
Cuba
è impossibile, non è
cambiato nulla. Ingannati i nostri
giornali italiani, non esiste
nessuna apertura democratica.
La parola "libertà
qui ha un sapore misterioso, e
luomo della strada non ne
comprende il significato fino
in fondo, non sa descrivere ne
le possibili potenzialità;
e alza le spalle, fumando il sigaro
in maniera appassionata. Si tira
lanima. Libertà,
un incubo per la nomenclatura.
Arrivo
da Cuba. Qui la Cina è
vicina, migliaia di giovani cinesi
vengono qui per studiare lo spagnolo.
Martellante è in occidente
lillusione del cambiamento
con lavvicendamento di Raùl
Castro al posto del fratello e
sulla lenta e fredda apertura
di Cuba nei confronti degli americani.
Ma gli Usa non replicano, mentre
il Vaticano è presente
con autorevoli prelati. Sottili
giochi diplomatici. Aspettiamo,
vedremo.
Intanto
il passaggio che sta attraversando
Cuba, e la nuova epoca che alcuni
mass media occidentali di sinistra
stanno propagandando, è
un' illusione. Non sanno di che
cosa stanno parlando. Cuba autorizza
la vendita di computer e dvd:
"Vista la disponibilità
di elettricità, il governo
ha approvato la vendita di alcune
apparecchiature finora proibite".
A Cuba esiste naturalmente internet,
lo stesso quotidiano Granma ha
un sito ufficiale; le connessioni,
però, sono molto lente
e difficoltose. La censura limita
le connessioni telefoniche e blocca
i siti esteri. Internet è
quindi ancora privilegio di pochi,
e sotto stretta sorveglianza...
Fidel
Castro ha parlato. "Faccio
gli auguri al nostro eroico popolo".
Il messaggio del "leader
maximo" ed ex presidente
cubano è stato pubblicato,
come nelle migliori tradizioni,
sul quotidiano ufficiale "Granma".
Solo questo. Il Fidel dai discorsi
chilometrici di oltre sei ore,
è scomparso dalla scena.
Gli obiettivi per cui Castro aveva
imbracciato il fucile sono lontani
dall'essere raggiunti. Quella
di Fidel è una rivoluzione
fallita, con oltre 200 detenuti
per motivi politici. Il turismo
rimane la sola ed unica vitale
boccata di speranza e ossigeno.
La
critica agli Stati Uniti e allembargo
economico imposto dal 1963 è
continua, un comodo alibi per
giustificare le molteplici lacune
del sistema-burocratizzato di
marca comunista. Ho visto però
grano dallIowa, bestiame
dalla Florida, riso dal Texas,
mele dallo Stato di Washington.
L`embargo viene superato grazie
agli Stati del Sud america. Ho
incontrato a Cuba alcuni rappresentanti
degli agricoltori statunitensi
nel svolgere buoni uffici con
le autorità cubane affinché
il commercio da e verso Cuba venga
liberalizzato, tentando di persuadere
chi ascolta che non bisogna più
impuntarsi nel difendere restrizioni
sulle condizioni dei criteri di
libertà che coinvolgono
il popolo cubano. Le politiche
commerciali del Venezuela di Hugo
Chávez - il primo partner
economico dellAvana con
un interscambio annuale di 7 miliardi
di dollari - , non sono certo
favorevoli a cedimenti nel sistema
cubano sul principio del termine
dell`embargo Usa. Lo status quo
favorisce politicamete Chavez.
Dopo
la vittoria di Barak Obama, suoi
consiglieri per la regione e alcuni
dirigenti cubani hanno avviato
un continuo dialogo per leliminazione
dellembargo che, dal 1962,
Washington impone allAvana.
Anche se nulla di ufficiale è
trapelato, molti sono i segnali
di questo riavvicinamento. La
vera questione cruciale, mi si
fa notare a Cuba, è che
la eliminazione dell` embargo
potrebbe portare al collasso le
strutture cubane, perchè
non adatte a ricevere i milioni
di americani che si recherebbero
a cuba per turismo o per investimenti.
Vi è il timore che una
cura shock potrebbe essere peggiore
del male e che rischierebbe di
uccidere il paziente.
Tutto
superabile, dunque? Per niente.
Obama in campagna elettorale affermava
che avrebbe favorito
una diplomazia diretta
e avrebbe conversato con le autorità
cubane senza porre precondizioni.
Ma la campagna elettorale è
finita, e non è terminato
invece il clima cubano di un sistema
illiberale, non democratico, dove
la parola liberta
è un macigno sulla coscienza
dei cubani ed un incubo per la
nomenklatura dei fratelli Castro.
Potrà mai Obama, Presidente
degli Usa, di uno Stato che ha
fatto della Libertà un
principio base e irrinuciabile,
aprire a un Paese dove la libertà
è una beffa, una distorsione,
una cinica mistificazione?
di Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il
Corriere d`Italia-Gente d`Italia
ermannofilosa@codetel.net.do