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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Ermanno Filosa

OBAMA, criticata la scelta dell`italo-americano Panetta a capo della Cia.

08.01.09 - Obama nei guai prima di cominciare: sembra incrinato l'innamoramento che lo aveva accompagnato durante la campagna elettorale. Non si era mai visto un senatore cacciato dal Senato. Tutto inizia alle 9 del mattino quando Roland Burris, designato a succedere a Obama nel seggio dell’Illinois, si presenta alla North Door del Senato. In mano ha la lettera di nomina firmata dal governatore dello Stato, Rod Blagojevich, e la fa vedere bene alla folla di cronisti in attesa: «Sono io il successore di Obama» ripete il procuratore afroamericano. La Cnn dà una ampia copertura all'evento, ed io rimango allibito dinanzi al clima sud-americano di tutta la scena. Ma siamo in Usa. Mai visto.

Il segretario del Senato, Nancy Erickson, comunica a Burris la decisione di allontanarlo «perché i documenti sono incompleti» in quanto la lettera di Blagojevich non è controfirmata dal Segretario di Stato dell’Illinois, Jesse White. Le tv, collegate in diretta, danno vita alle proteste del 70enne Burris, che potrebbe essere l’unico membro afroamericano del Senato Usa. Staremo a vedere come si conclude tutta la vicenda. Lo show politico-mediatico, però, proietta un'ombra amara sulla immagine del neo presidente Usa.

Pesa sulla politica Usa l’immagine di un partito di maggioranza segnato dalle liti intestine. Adesso Diane Feinstein, senatrice della California e presidente della commissione Intelligence, si scaglia contro Leon Panetta, indicato da Obama come nuovo capo della Cia. «Non ne sapevo nulla e comunque non ha l'esperienza necessaria per il compito» afferma la senatrice. Si opporrà alla ratifica? Al suo fianco scende il collega di partito John Rockefeller: «Panetta è il nome sbagliato». Brutta complicazione. "E' una delle pochissime persone che sapeva che c'era un problema terrorismo molto prima che chiunque avesse sentito parlare di Al Quaeda", ha detto Richard Clarke, capo della squadra anti-terrorismo alla Casa Bianca ai tempi di Clinton.

Figlio di immigrati calabresi, moderato in politica e manager stakanovista che Bill Clinton volle come capo di gabinetto alla Casa Bianca: questo è il profilo di Leon Panetta, l’uomo scelto da Barack Obama per essere il nuovo capo della Cia. Con la nomina dell'italo-americano, Obama sembra però aver voluto dare un ulteriore segnale di cambiamento nell'agenzia. Panetta è infatti considerato uno dei maggiori sostenitori dei diritti civili sin dai tempi dell'amministrazione di Richard Nixon ed ha sostenuto più volte che i brutali interrogatori degli agenti segreti americani non hanno nessun tipo di giustificazione. Obama adesso sembra tentennare, tiene i nervi saldi ma a margine del summit con i consiglieri economici fa un mezzo passo indietro: «Panetta ha un curriculum ed un’integrità impeccabile, ma la sua designazione non è ancora ufficiale».

In rivolta sono gli agenti della Cia che, come dice alla Cnn Michael Scheuer, considerano l’ex capo di gabinetto di Clinton «inadatto al compito» soprattutto «in presenza di numerosi generali che negli ultimi otto anni hanno lavorato in stretto raccordo con la Cia». Obama adesso ci penserà due volte: non è possibile fare con serenità il presidente Usa avendo contro il malumore e l'ostilità dell'apparato Cia e dei suoi generali


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di Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il Corriere d`Italia-Gente d`Italia

ermannofilosa@codetel.net.do


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Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana", inoltre e'

Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)







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