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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Ermanno Filosa

Obama: tra l'ombra della razza e i Clinton

17.01.09 - Il presidente eletto Obama vive un tremendo dilemma, ma lui non lo sa. Dovrà muoversi tra una cruciale alternativa: il pensiero lucido e l’assillo istintivo, fra quel che ha professato in pubblico e quel che a mala pena confessa a se stesso. Tormentato dal peso oscuro ed equivoco della memoria. Risucchiato dalla sua razza.

Per capire meglio che cosa è uscito dal sottosuolo del divenire politico americano ci aiuta un racconto dello scrittore Hermann Melville: Benito Cereno. Il protagonista, detto lo Spagnolo, è il capitano di una nave, la San Dominick, che durante un lungo viaggio in mare è preso in ostaggio dagli schiavi neri che trasporta. A salvarlo, lungo le coste del mare cileno, arriva il capitano Amasa Delano, che impersona l’America nordista, ottimista e fiera, intrapendente e coraggiosa.

Alla fine il capitano Delano invita Cereno a dimenticare la trista avventura e a ricominciare la vita e dice: «Guardate, il sole che là risplende ha dimenticato ogni cosa, e così il mare e il cielo azzurro; hanno voltato pagina, loro». Cereno appare depresso , come piegato per sempre dall'esperienza nella sua personalità. «Voi siete salvo», insiste Delano con slancio amichevole, «che cosa vi ha gettato addosso quest’ombra?». «Il negro», risponde Cereno.

Il voto Usa del 4 novembre è stato un uragano, e il suo occhio è quest’ombra secolare che non scompare. È una massa aggrovigliata che l'esperto marinaio bianco porge a Delano, perché lo risolva. E quindi superi l'enigma.

Esiste un razzismo ignaro, cioè un «razzismo senza razzisti», che accompagna Obama. Ecco pechè tanti bianchi amici dei Clinton nel suo governo. Bisogna non dimenticare l’inconscio collettivo, il «pregiudizio implicito», quello automatico: in tal caso è solo il bianco ad apparire americano, non l’afro-americano e ancor meno l’asiatico-americano. Il pregiudizio è potente anche nei neri, che da secoli interiorizzano lo stereotipo dei bianchi.

Non sono pochi i conservatori cristiani che vedono in Obama l’anticristo: il 10 per cento degli americani è comunque persuaso di vivere l'Apocalisse. I meno scortesi affermano che Obama non ha esperienza. McCain attaccava Obama l’alieno, soprattutto quando si abbracciava a Sarah Palin e affermava che "qui vi sono i veri americani, non altrove". E l`altrove era Obama. Ma l`ombra della razza ha schiacciato McCain.

Agli amici, durante la campagna elettorale, Obama confidava che la battaglia non finirà con la vittoria; sapeva che bisognerà vincere le diffidenze razziali dei bianchi e anche dei neri. Obama sa di essere un “diverso” in ambedue i mondi, impegnato in una sorta di missione impossibile: tutti i “diversi” o sono geni o sono guru dell'impossibile, formidabili creatori di illusioni credibili. Dobbiamo prenderne atto: il diverso Obama ha dimostrato di aver la migliore retorica politica che gli Stati Uniti hanno visto dai tempi di John Kennedy e Ronald Reagan. Conosce lo strumento che gli serve per comunicare, motivare e convincere, unire gli americani, è capace di rendere credibile la speranza del grande futuro. Chiederà nell’immediato di avere pazienza, fare sacrifici. I miracoli si promettono durante le campagne elettorali: Obama ha espresso la sua intenzione.
Agire è un’altra cosa.

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di Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il Corriere d`Italia-Gente d`Italia

ermannofilosa@codetel.net.do


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Scrivono per Voi

Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana", inoltre e'

Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)







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