Obama:
Il Presidente nero parla bianco
20.01.09 - Un
grande discorso? Non mi pare,
Obama ha detto cose ovvie, senza
retorica, ci ha detto che viviamo
in un momento di crisi e che dobbiamo
avere speranza: lo sapevamo. Nessuna
idea-forza nel suo discorso ,
nessun volo di immaginazione.
Ha dimostrato di avere il passo
del predicatore e davanti a una
folla immensa, come quella di
ieri sulla spianata del Mall di
Washington, non si è esaltato,
ma è sembrato controllato,
peroccupato di non creare un inutile
movimento-aspettativa di illusioni.
Il migliore Obama, durante gli
appassionati interventi nella
campagna elettorale , è
solo un ricordo.Non ha usato la
parola cambiamento,
e non ha detto si può
fare, e lo abbiamo fatto.
Una occasione sprecata, dinanzi
ad una platea mondiale di ascoltatori.
Obama ha deluso.
Non ha citato Franklin Delano
Roosevelt, né John Fitzgerald
Kennedy, né Martin Luther
King, ma si è ispirato
ad Abramo Lincoln, il presidente
della riconciliazione nazionale
dopo la guerra civile del 1865.
Ha reso omaggio a Bush e non ha
negato che lAmerica è
in crisi, biasimando l'
avidità di pochi,
ma ha lanciato parole di speranza.
Tutto ovvio.
Sarà davvero il presidente
del cambiamento? Non lo so, non
ci credo. Dovrà risolvere
problemi interni immensi, e possiamo
dire che è un presidente
sfortunato, perchè la congiutura
economica e finanziari, e le incertezze
internazionali renderanno difficile
interventi diretti al cambiamento.
Dovrà piuttosto consolidare
le situazioni che non vanno.
Obama va molto daccordo
con la casta dei manager di Wall
Street. Il Pentagono plaude. E
anche con guru del Pentagono:
non a caso ha confermato il ministro
della Difesa di Bush, Robert Gates.
E ha nominato suo vice William
Lynn, noto lobbista dellindustria
delle armi. Non è questa
la forma per combattere «gli
interessi particolari» e
la corruzione di Washington.
Rubin, lex ministro del
Tesoro di Clinton, che nel 1999,
avviò la deregolamentazione
dei mercati finanziari che è
allorigine dellattuale
crisi è ora presidente
di Citigroup, il colosso bancario
che lo Stato ha dovuto salvare
a due riprese. Il nuovo ministro
delleconomia Geithner e
il superconsigliere Summers sono
legati a doppio filo a Rubin .Quale
trasparenza, quale corretteza
? I manager di Wall Street gongolano.
Obama, il presidente nero parla
bianco. Brutti tempi.
Il nuovo presidente troverà
un panorama dei media americani
pesantemente colpito dalla crisi
e molto diverso da quello che
salutò 4 anni fa la conferma
alla Casa Bianca di George W.
Bush. Tutto è cambiato.
Direttore di grandi quotidiani
come Usa Today (il più
diffuso), il Wall Street Journal
(finito a Murdoch), il Los Angeles
Times e la Chicago Tribune (venduti
a Sam Zell, un costruttore di
Chicago), il Daily News, il Washington
Post, la San Francisco Chronicle.
Lo stesso è successo anche
a quotidiani più piccoli:
dal Baltimore Sun al San Jose'
Mercury News, dal Kansas City
Star al Philadelphia Inquirer,
dal Miami Herald alla Star Tribune
di Minneapolis. A salvare il New
York Times, notizia delle ultime
ore, il miliardario messicano
Carlos Slim con un prestito di
250 milioni di dollari. Slim,
che ha gia' una quota del 6,9%
nella Times Company, investirà
un quarto di miliardo di dollari
sotto forma di obbligazioni convertibili
in sei anni in azioni comuni.
Si , va bene. Accogliamo il richiamo
alla speranza, ed ad operare con
responsabilità.Ma fare
il Presidente Usa, è ben
altro. Adesso Obama afferma in
modo sprezzante che fare
campagna di retorica
è una cosa , e le scelte
di politica che si troverà
a compiere da presidente sono
regolate dal pragmatismo, non
dalle intenzioni elettorali.
Un bel presidente nero che ha
capito la lezione dei bianchi!
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di
Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il
Corriere d`Italia-Gente d`Italia
ermannofilosa@codetel.net.do