Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Pubblicita'

Ermanno Filosa

PdL: tra il dopoBerlusconi e il dopoFini

29.01.09 - Le ossesioni a volte in politica mascherano ambizioni, desiderio di rivalsa, voglia di dare vita a una nuova tessitura di rapporti. Bisogna essere realisti. Il clima da “dopo-Berlusconi” esiste, evoca scenari di apprensione, vero e proprio caos sullo scenario politico italiano: è l' “embolo politico” nella nascente vita del Pdl. Ma non si può fare finta di niente: il clima da dopo-Berlusconi, è legato al clima del dopo-Fini.

Sì certo, qualcosa si è gravemente lesionato, nel processo di formazione del Pdl. La Russa, il reggente degli anennini, ha convocato qualche mese fa i quadri per spiegare che "nel nuovo soggetto entreremo con la nostra identità, non c'è nessuna bandiera da ammainare". È un segnale carico di significato politico. Insomma, desiderio di resistenza, ed evitare l'impressione che il Pdl sia un allargamento di FI e quindi l` annessione degli aennini. Questione complicata. Intanto i corridoi della politica-partitica parlano, i muri delle trattorie romane parlano; squillano i cellulari, anche tra gli italiani nel mondo. I colonnelli di FI e An mettono in evidenza quel rapporto 70 a 30 per quanto riguarda i posti da dare a FI e ad AN in primavera.

Tremonti, alcuni giorni fa, commentando il percorso di formazione del Pdl, ha avuto il bisogno di ricordare che "una vecchia leggenda socialista diceva che le fusioni non sono altro che la somma delle scrivanie, ma da noi le cose sono molto piu' semplici''. Auspicio che va contro la realtà. Ecco avanzata in questi giorni la proposta di una «governance duale Berlusconi-Fini», una sorta di «leadership duale»: sembra una provocazione da film demenziale, ma in realtà sta a indicare lo sforzo per superare contrapposizioni che appaiono insanabili. Clima difficile, con protagonisti a volte confusi e a volte falsamente ingenui. A volte sinceramente stressati dal massacrante lavoro politico.

Sì, il dopo-Fini. Che c`entra? Vediamo. Gianni Alemanno, tra gli altri, ricorda: «Nessuno mette in discussione la leadership di Berlusconi, ma occorrono regole e partecipazione per far funzionare un partito». Esatto. Aggiunge il coordinatore di Fi Denis Verdini: "Il dopo Berlusconi, questa ossessione, l'abbiamo gia' curata con il Pdl e con l'adesione al Ppe, aggiungo anche che non porta bene nominare i propri 'delfini', sono i cittadini a decidere i leader".

Quanto a Gianfranco Fini, ''mi dispiace sinceramente - prosegue l'esponente azzurro - per quello che succede a sinistra, ma le polemiche di questi giorni che ci riguardano non sono comparabili, in quanto si parla del presidente Fini che oggi ha una carica istituzionale ed al quale quindi va trovato giustamente un ruolo anche politico nel Pdl''.

“Sono i cittadini a decidere i leader", ricorda Verdini. Allora: nel dopo-Berlusconi, non sarebbe lo Statuto a porre in un piatto d`argento il ruolo dell' “erede politico di Berlusconi”; bisognerà scendere in campo, Fini dovrà superare le varie prove del fuoco del battesimo elettorale, dovrà essere capace di dimostrare che ha la stoffa di un leader carismatico che parla direttamente a milioni di persone, una forte personalita' in grado di aggregare tutto uno schieramento politico e sociale; dovrà dimostrare che sarà in grado di portare al Pdl grandi successi elettorali. E solo allora potrà essere l`erede, la guida indiscussa del Pdl. Potrà nascera l`epoca del dopo–Berlusconi, con un Fini che già rappresenta quindi il dopo-Fini, perchè i vari colonelli di FI e An non sono oggi tutti persuasi che il nostro stimato Fini abbia un fascino elettorale potente, che sia dotato di un carisma travolgente, nonostante sia un politico intelligente con capacità conclamata nelle manovre politiche.

E in questo quadro di analisi, il dopo-Fini diventa la Presidenza della Repubblica e il destino di Berlusconi disegnato dalla Storia. E così dopo Napolitano, Fini Presidente della Repubblica. Il campo è libero. Lo Statuto del Pdl dovrà, pertanto, garantire regole certe per la selezione della classe dirigente, e gli organismi decisionali dovranno funzionare; ampio e aperto il confronto politico. Basta cesarismo. Ecco perchè i colonnelli di FI e AN scalpitano. Avviano schermaglie mal celate, ma sottili e continue, forse stressanti, certamente molto determinate. Nascono allenze, e si affina ogni giorno il futuro assetto politico-partitico. Con buona pace di Bonaiuti e Letta, felici al calduccio, risucchiati dalla Storia.


***********************

di Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il Corriere d`Italia-Gente d`Italia

ermannofilosa@codetel.net.do


Pubblicita'
 
 

Scrivono per Voi

Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana", inoltre e'

Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)







Aiutaci
Grazie !

in questo