PdL:
tra il dopoBerlusconi e il dopoFini
29.01.09
- Le ossesioni a volte in politica
mascherano ambizioni, desiderio
di rivalsa, voglia di dare vita
a una nuova tessitura di rapporti.
Bisogna essere realisti. Il
clima da dopo-Berlusconi
esiste, evoca scenari di apprensione,
vero e proprio caos sullo scenario
politico italiano: è l'
embolo politico nella
nascente vita del Pdl. Ma non
si può fare finta di niente:
il clima da dopo-Berlusconi, è
legato al clima del dopo-Fini.
Sì
certo, qualcosa si è gravemente
lesionato, nel processo di formazione
del Pdl. La Russa, il reggente
degli anennini, ha convocato qualche
mese fa i quadri per spiegare
che "nel nuovo soggetto entreremo
con la nostra identità,
non c'è nessuna bandiera
da ammainare". È un
segnale carico di significato
politico. Insomma, desiderio di
resistenza, ed evitare l'impressione
che il Pdl sia un allargamento
di FI e quindi l` annessione degli
aennini. Questione complicata.
Intanto i corridoi della politica-partitica
parlano, i muri delle trattorie
romane parlano; squillano i cellulari,
anche tra gli italiani nel mondo.
I colonnelli di FI e An mettono
in evidenza quel rapporto 70 a
30 per quanto riguarda i posti
da dare a FI e ad AN in primavera.
Tremonti,
alcuni giorni fa, commentando
il percorso di formazione del
Pdl, ha avuto il bisogno di ricordare
che "una vecchia leggenda
socialista diceva che le fusioni
non sono altro che la somma delle
scrivanie, ma da noi le cose sono
molto piu' semplici''. Auspicio
che va contro la realtà.
Ecco avanzata in questi giorni
la proposta di una «governance
duale Berlusconi-Fini»,
una sorta di «leadership
duale»: sembra una provocazione
da film demenziale, ma in realtà
sta a indicare lo sforzo per superare
contrapposizioni che appaiono
insanabili. Clima difficile, con
protagonisti a volte confusi e
a volte falsamente ingenui. A
volte sinceramente stressati dal
massacrante lavoro politico.
Sì,
il dopo-Fini. Che c`entra? Vediamo.
Gianni Alemanno, tra gli altri,
ricorda: «Nessuno mette
in discussione la leadership di
Berlusconi, ma occorrono regole
e partecipazione per far funzionare
un partito». Esatto. Aggiunge
il coordinatore di Fi Denis Verdini:
"Il dopo Berlusconi, questa
ossessione, l'abbiamo gia' curata
con il Pdl e con l'adesione al
Ppe, aggiungo anche che non porta
bene nominare i propri 'delfini',
sono i cittadini a decidere i
leader".
Quanto
a Gianfranco Fini, ''mi
dispiace sinceramente - prosegue
l'esponente azzurro - per quello
che succede a sinistra, ma le
polemiche di questi giorni che
ci riguardano non sono comparabili,
in quanto si parla del presidente
Fini che oggi ha una carica istituzionale
ed al quale quindi va trovato
giustamente un ruolo anche politico
nel Pdl''.
Sono
i cittadini a decidere i leader",
ricorda Verdini. Allora: nel
dopo-Berlusconi, non sarebbe lo
Statuto a porre in un piatto d`argento
il ruolo dell' erede politico
di Berlusconi; bisognerà
scendere in campo, Fini dovrà
superare le varie prove del fuoco
del battesimo elettorale, dovrà
essere capace di dimostrare che
ha la stoffa di un leader carismatico
che parla direttamente a milioni
di persone, una forte personalita'
in grado di aggregare tutto uno
schieramento politico e sociale;
dovrà dimostrare che sarà
in grado di portare al Pdl grandi
successi elettorali. E solo allora
potrà essere l`erede, la
guida indiscussa del Pdl. Potrà
nascera l`epoca del dopoBerlusconi,
con un Fini che già rappresenta
quindi il dopo-Fini, perchè
i vari colonelli di FI e An non
sono oggi tutti persuasi che il
nostro stimato Fini abbia un fascino
elettorale potente, che sia dotato
di un carisma travolgente, nonostante
sia un politico intelligente con
capacità conclamata nelle
manovre politiche.
E
in questo quadro di analisi, il
dopo-Fini diventa la Presidenza
della Repubblica e il destino
di Berlusconi disegnato dalla
Storia. E così dopo
Napolitano, Fini Presidente della
Repubblica. Il campo è
libero. Lo Statuto del Pdl dovrà,
pertanto, garantire regole certe
per la selezione della classe
dirigente, e gli organismi decisionali
dovranno funzionare; ampio e aperto
il confronto politico. Basta cesarismo.
Ecco perchè i colonnelli
di FI e AN scalpitano. Avviano
schermaglie mal celate, ma sottili
e continue, forse stressanti,
certamente molto determinate.
Nascono allenze, e si affina ogni
giorno il futuro assetto politico-partitico.
Con buona pace di Bonaiuti e Letta,
felici al calduccio, risucchiati
dalla Storia.
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di
Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il
Corriere d`Italia-Gente d`Italia
ermannofilosa@codetel.net.do