Di
Pietro, il selvaggio in trappola.
31.01.09
- Forse pure Veltroni lo ha
capito. Di Pietro, Grillo,
Travaglio e Pancho Pardi da soli
in piazza ad insultare tutto e
tutti, senza un barlume di proposta
politica. Destino amaro: li vedremo
con il cesso in testa urlare come
stregati. Sguardi invasati.
Rincorerrano la libertà
di critica, per affermare che
vogliono gridare che il Presidente
della Repubblica è in silenzio
e quindi è un comportamento
mafioso.
Se Napolitano dovesse parlare,
direbbero che vi è un a
ingerenza da parte del Colle.
Follie, mai il nostro cavernicolo
Tonino era arrivato a tanto.
Come tutti i cavernicoli, sbraita,
voce roca, solo offese e ingiurie.
Fa grim-grum, gnam gnam. E poi
forse la finirà per esaurimento
offese, e quindi in preda alle
ellucinazioni da esauriemnto nervoso.
Mai lo scenario politico ci aveva
presentato un uomo che siede in
parlamento con tanta sfontatezza
e bestiale irruenza.Proprio un
politico animale.
Forse pure Veltroni lo ha capito.
È il sequestro in piazza
di un manifesto che riportava
una scritta critica nei confronti
del presidente della Repubblica
("Napolitano dorme, lItalia
insorge") a scatenare Antonio
Di Pietro a piazza Farnese sul
palco di una manifestazione organizzata
per ricordare le vittime della
mafia. In una piazza "può
essere accolto chi non è
daccordo con alcuni silenzi"
del Capo dello Stato" prosegue.
Poi aggiunge: "A lei che
dovrebbe essere arbitro possiamo
dire che a volte il suo giudizio
è poco da arbitro e da
terzo". Di Pietro afferma
poi che questa critica è
"fatta del tutto rispettosamente".
Quindi conclude: "Il silenzio
uccide, il silenzio è un
comportamento mafioso per questo
io voglio dire quello che penso".
Urla e fischi sono partiti da
piazza Farnese,
durante la manifestazione dellItalia
dei Valori, contro il presidente
della Repubblica. Il Colle non
ci sta Napolitano affida la risposta
a un comunicato: "La presidenza
della Repubblica è totalmente
estranea alla vicenda dello striscione
nella manifestazione svoltasi
oggi in Piazza Farnese a Roma
a cui fa riferimento lonorevole
Di Pietro. Del tutto pretestuose
sono comunque da considerare le
offensive espressioni usate dallo
stesso Di Pietro per contestare
presunti silenzi del Capo dello
Stato, le cui prese di posizione
avvengono nella scrupolosa osservanza
delle prerogative che la Costituzione
gli attribuisce".
La repimenda di Fini "È
lecito e naturale il diritto di
critica politica, ma questa non
può mai travalicare il
rispetto che si deve al presidente
della Repubblica, che rappresenta
tutta la Nazione al di là
del fatto che sia stato eletto
o meno allunanimità".
Applausi convinti dell'assemblea
alle parole di Fini. "Lapplauso
corale - ha spiegato il presidente
- con cui laula ha salutato
gli interventi a solidarietà
per il presidente Napolitano è
la più evidente dimostrazione
di come il presidente della Repubblica
rappresenti non solo per la Costituzione
lintera Nazione, ma anche
che la Camera ritenga che lattuale
presidente sia garante solerte
dei diritti e dei doveri dei cittadini
e rispetti e difenda le prerogative
del parlamento".
Governare è decidere,
finalmente il Cavaliere lo ha
detto chiaro e tondo. L`ex-pm
Antonio Di Pietro, ha capito che
Silvio adesso ha inboccato la
strada giusta, e che andra` a
fare le cose, e non solo a parlare
delle cose che vuole fare.
Insomma, decidere. Basta solo
parole. Ed ecco allora lex
pm sempre più scalmanato
e vandalo, figlio dell
uomo delle caverne, lavora per
attirare la piazza su di sè,
gioca in prospettiva la carta
di essere lunica opposizione,
in un disegno di sfascio e senza
autentico e credibile disegno
politico. È un autentico
barbaro che esce dal ventre della
nostra preistoria. Però
ha il fiuto tipico della voglia
egemonica per attirare le ansie
di una piazza rissosa.
Lex pm mi ricorda un
cavernicolo: oscura e inquietante,
cupa, roca la sua personalità,
da profondo selvaggio. Solo in
apparenza è forte, invece
traballa e ha la smania di chi
si sente già soffocato
dagli eventi e quindi sbraita
ritenendo così di non sparire.
In realtà è inghiottito
da una ambizione-sindrome, tipo
Apocalypse Show.
Lo vedremo presto con la scodella
in testa, e i forconi in mano
danzare in delirio intorno ad
un totem della propria ambizione
fallita.
Adesso Di Pietro è nella
trappola della propria dissennatezza.
E pensare che questo cavernicolo,
nel 1992 fu un protagonista della
inchiesta Mani Pulite, che cancellò
in 7 mesi 5 partiti dallo scenario
politico.
Ma come fu possibile questo?!
Che cosa successe veramente? Dove
si trovavano gli architetti di
questa trama dal sapore di Colpo
di Stato strisciante? Perchè
le istituzioni e i partiti diedero
l` impressione di essere annichiliti,
incapaci di organizzare la difesa?!
Vi è qualcuno che certamente,
in futuro saprà rispondere
con verità a questi interrogativi.
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di
Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il
Corriere d`Italia-Gente d`Italia
ermannofilosa@codetel.net.do