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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Ermanno Filosa

Di Pietro, il selvaggio in trappola.

31.01.09 - Forse pure Veltroni lo ha capito. Di Pietro, Grillo, Travaglio e Pancho Pardi da soli in piazza ad insultare tutto e tutti, senza un barlume di proposta politica. Destino amaro: li vedremo con il cesso in testa urlare come stregati. Sguardi invasati.
Rincorerrano la libertà di critica, per affermare che vogliono gridare che il Presidente della Repubblica è in silenzio e quindi è un comportamento mafioso.
Se Napolitano dovesse parlare, direbbero che vi è un a ingerenza da parte del Colle. Follie, mai il nostro cavernicolo Tonino era arrivato a tanto.
Come tutti i cavernicoli, sbraita, voce roca, solo offese e ingiurie.
Fa grim-grum, gnam gnam. E poi forse la finirà per esaurimento offese, e quindi in preda alle ellucinazioni da esauriemnto nervoso.
Mai lo scenario politico ci aveva presentato un uomo che siede in parlamento con tanta sfontatezza e bestiale irruenza.Proprio un politico animale.

Forse pure Veltroni lo ha capito. È il sequestro in piazza di un manifesto che riportava una scritta critica nei confronti del presidente della Repubblica ("Napolitano dorme, l’Italia insorge") a scatenare Antonio Di Pietro a piazza Farnese sul palco di una manifestazione organizzata per ricordare le vittime della mafia. In una piazza "può essere accolto chi non è d’accordo con alcuni silenzi" del Capo dello Stato" prosegue. Poi aggiunge: "A lei che dovrebbe essere arbitro possiamo dire che a volte il suo giudizio è poco da arbitro e da terzo". Di Pietro afferma poi che questa critica è "fatta del tutto rispettosamente". Quindi conclude: "Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso per questo io voglio dire quello che penso".

Urla e fischi sono partiti da piazza Farnese, durante la manifestazione dell’Italia dei Valori, contro il presidente della Repubblica. Il Colle non ci sta Napolitano affida la risposta a un comunicato: "La presidenza della Repubblica è totalmente estranea alla vicenda dello striscione nella manifestazione svoltasi oggi in Piazza Farnese a Roma a cui fa riferimento l’onorevole Di Pietro. Del tutto pretestuose sono comunque da considerare le offensive espressioni usate dallo stesso Di Pietro per contestare presunti silenzi del Capo dello Stato, le cui prese di posizione avvengono nella scrupolosa osservanza delle prerogative che la Costituzione gli attribuisce".

La repimenda di Fini "È lecito e naturale il diritto di critica politica, ma questa non può mai travalicare il rispetto che si deve al presidente della Repubblica, che rappresenta tutta la Nazione al di là del fatto che sia stato eletto o meno all’unanimità".
Applausi convinti dell'assemblea alle parole di Fini. "L’applauso corale - ha spiegato il presidente - con cui l’aula ha salutato gli interventi a solidarietà per il presidente Napolitano è la più evidente dimostrazione di come il presidente della Repubblica rappresenti non solo per la Costituzione l’intera Nazione, ma anche che la Camera ritenga che l’attuale presidente sia garante solerte dei diritti e dei doveri dei cittadini e rispetti e difenda le prerogative del parlamento".

Governare è decidere, finalmente il Cavaliere lo ha detto chiaro e tondo. L`ex-pm Antonio Di Pietro, ha capito che Silvio adesso ha inboccato la strada giusta, e che andra` “a fare le cose, e non solo a parlare delle cose che vuole fare“. Insomma, decidere. Basta solo parole. Ed ecco allora l‘ex pm sempre più scalmanato e vandalo, figlio dell ‘ uomo delle caverne, lavora per attirare la piazza su di sè, gioca in prospettiva la carta di essere l‘unica opposizione, in un disegno di sfascio e senza autentico e credibile disegno politico. È un autentico barbaro che esce dal ventre della nostra preistoria. Però ha il fiuto tipico della voglia egemonica per attirare le ansie di una piazza rissosa.

L‘ex pm mi ricorda un cavernicolo: oscura e inquietante, cupa, roca la sua personalità, da profondo selvaggio. Solo in apparenza è forte, invece traballa e ha la smania di chi si sente già soffocato dagli eventi e quindi sbraita ritenendo così di non sparire. In realtà è inghiottito da una ambizione-sindrome, tipo “Apocalypse Show”.
Lo vedremo presto con la scodella in testa, e i forconi in mano danzare in delirio intorno ad un totem della propria ambizione fallita.
Adesso Di Pietro è nella trappola della propria dissennatezza.

E pensare che questo cavernicolo, nel 1992 fu un protagonista della inchiesta Mani Pulite, che cancellò in 7 mesi 5 partiti dallo scenario politico.
Ma come fu possibile questo?! Che cosa successe veramente? Dove si trovavano gli architetti di questa trama dal sapore di Colpo di Stato strisciante? Perchè le istituzioni e i partiti diedero l` impressione di essere annichiliti, incapaci di organizzare la difesa?!
Vi è qualcuno che certamente, in futuro saprà rispondere con verità a questi interrogativi.


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di Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il Corriere d`Italia-Gente d`Italia

ermannofilosa@codetel.net.do


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Scrivono per Voi

Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana", inoltre e'

Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)







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