Di
Pietro: la volpe nel pollaio
04.02.09 -
Di Pietro diventa sempre più
un personaggio che tiene
banco sulla scena della
politica italiana. È al
centro dell`attenzione, soprattutto
dopo la manifestazione a Roma
in piazza Farnese; tra luci e
ombre, tra polemiche e tensioni,
Di Pietro impegna commentatori
politici e dirigenti di partito.
Insomma rotola e ingombra la scena.
Di Pietro irrompe, spruzzato dalla
sua azione il dibattito politico,
entra con forza, quasi invade
i contenuti delle più recenti
analisi sociologiche e politiche.
Non è poco. Anzi, è
un successo di presenza invidiabile.
Massimo
D`Alema, politico intelligente,
non può fare a meno di
dichiarare: "Spero che Di
Pietro si fermi altrimenti diventerebbe
impossibile ogni rapporto".
È un avvertimento speciale
quello che il democratico Massimo
D'Alema, intervistato dal Messaggero,
lancia al leader dell'Idv. Anche
nel suo partito "si colgono
dei malumori" soprattutto
"per gli attacchi pretestuosi
e talora volgari al Capo dello
Stato". Di Pietro - ragiona
D'Alema - si proclama paladino
dell'indipendenza della magistratura
ma sempre più si fa rappresentante
dei singoli magistrati e di singole
Procure talvolta schierate contro
altri magistrati e altre Procure".
La magistratura, ecco il punto.
Di nuovo l`azione dei giudici
entra nel campo della politica
e diventa protagonista, condizionando
lo svolgimento di un clima social-politico.
Antonio
Di Pietro è un fiume in
piena, e risponde a D`Alema: "Dopo
aver fatto dimettere i nostri
rappresentanti dalle giunte napoletane
e dai posti di responsabilità,
la nostra battaglia per il rinnovamento
del quadro politico passa attraverso
la sfiducia alle giunte Bassolino
e Iervolino - ha detto il leader
dell'Idv-. La linea di demarcazione
dell'appartenenza o meno al partito
passa attraverso questo atto politico".
Tutto chiaro, ma la rottura con
il Pd era gia stata impostata
con la bufera sollevata a piazza
Farnese.
Di
Pietro, lo ripeto, non bisogna
sottovalutarlo. Appare come un
sempliciotto uomo di campagna,
ma la sua azione produce effetti
politici di notevole spessore
strategico. Bisogna distinguere:
una cosa è l`uomo come
appare, altra è la sostanza
della sua azione politica e gli
effetti che produce. Dare del
mafioso al Presidente Napolitano
va oltre la critica; Di Pietro
afferma che non ha dato del mafioso.
Intanto Oreste Dominioni, presidente
dellUnione camere penali,
contro il leader dellItalia
dei valori ha presentato una denuncia
per vilipendio del Capo dello
Stato, perchè è
stato offeso lonore e il
prestigio del presidente della
Repubblica.
L'Idv
difende il suo leader dalla denuncia
dell'Unione delle Camere Penali
per "vilipendio" al
Capo dello Stato. "Ricordiamo
ai signori dell'Unione Camere
Penali - affermano i vertici dell'Idv
- che attribuire falsamente un
reato a chi non l'ha commesso
è anch'esso un reato, anzi,
ancor più grave. Spiace
davvero che un organismo così
istituzionalmente importante,
quale quello dell'Unione Camere
Penali, cada in modo così
puerile in un trappolone del genere".
La
recente azione di Di Pietro ha
messo in ombra la nascita del
Pdl. Sulla scena politica italiana
vi è un evento di alto
profilo: la nascita del Pdl, una
formazione politica che nel congresso
costitutivo di fine marzo finalmente
vedrà formalmente la luce,
si fonderanno FI e AN, premiando
il lavoro incessante di La Russa
e Verdini e dei loro collaboratori.
Ma si ha l`impressione che tutto
adesso passi in sotto tono, perchè
sulla scena ha fatto irruzione
l`azione di Di Pietro.
Di Pietro è la volpe nel
pollaio. Ci sguazza e si trova
così a proprio agio perchè
scandisce i tempi delle proprie
finalità politiche. La
sua azione conferisce di nuovo
un ruolo straordinario alla magistratura,
che così a propria volta
si affaccia sulla scena politica
da protagonista e con forza condizionante;
sarà un giudice che dovrà
stabilire se Di Pietro ha offeso
o no il Capo dello Sato. Se assolto,
Di Pietro primeggerà in
uno spazio politico forte e indefinito.
Giganteggerà. Se condannato,
Di Pietro invocherà la
presenza del Sistema avverso e
di un autorevole suggeritore
che ha condizionato la sentenza,
e quindi da vittima si offrirà
come capro espiatorio
di un ordinamento che non permette
la libertà di critica:
e darà più calore
e colore alla propria battaglia
contro il Palazzo, sostenuto dal
già spesso clima dell`antipolitica.
Comunque
sia, va a finire che ne uscirà
bene. Di Pietro da volpe smalizziata
e senza scrupoli, ha capito che
nel pollaio vi è sempre
una storia che sembra credibile
da cantare per tutti.
Buona notte.
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di
Ermanno Filosa- ItaliachiamaItalia-Il
Corriere d`Italia-Gente d`Italia
ermannofilosa@codetel.net.do