E
ora è Berlusconi il vero
leader morale dei cattolici
di
Gianni Baget Bozzo
10.02.09-
Il presidente del Consiglio ha
agito nelle presenti circostanze
con la coscienza di esprimere
il solo governo possibile del
Paese, sostenuto da una maggioranza
di eccezione. Lopposizione
non è alternativa di governo,
tanto che la maggioranza stessa
deve rafforzarne la tenuta elettorale,
promuovendo uno sbarramento alle
liste minori. Berlusconi sa che
il governo opera in uno stato
di eccezione mondiale che ha il
suo vertice nella gestione del
presidente americano Obama e di
tutti i governi europei. Il governo
si trova nella necessità
di dover decidere a livelli di
urgenza: e vede nel ricorso al
decreto legge il solo strumento
possibile adatto alle circostanze.
Il presidente del Consiglio ha
fatto cenno alla Costituzione,
perché questa non garantisce
a sufficienza la sovranità
popolare e i poteri del governo.
Questo è dovuto al fatto
che i costituenti avevano nella
memoria il colpo di Stato fascista
del 3 gennaio 1925 e lesproprio
del Parlamento e della democrazia
compiuto dal governo Mussolini.
Inoltre i democristiani temevano
una vittoria comunista alle elezioni
politiche del 48 e perciò
decisero di non indicare i poteri
del governo di dirigere il lavoro
parlamentare. Ne venne una fisionomia
assembleare che era nellaria
ed era apparsa nella Costituente
francese. Ciò impediva
di dare fondamento ad un vero
governo parlamentare. Le garanzie
istituzionali (dal presidente
della Repubblica alla Corte costituzionale,
alla magistratura) non devono
limitare il rapporto del corpo
elettorale con il governo che
è la forma della democrazia
governante e che gli italiani
desiderano sin dal referendum
Segni.
Lelemento
democratico popolare e lautorità
del governo vennero garantite
dai partiti finché ci furono.
La distruzione per autoscioglimento
dei partiti storici democratici
ha fatto sì che lelettorato
si concentrasse nella persona
del leader politico Silvio Berlusconi
che è divenuta lespressione
al contempo del rapporto tra corpo
elettorale e governo mediante
il Parlamento e del potere di
governo in se stesso. Il punto
deficitario della prassi costituzionale
dopo la fine dei partiti è
il fatto che tutti i poteri dello
Stato sono stati visti come garanzia
contro i poteri del governo, ivi
comprese le assemblee parlamentari
recentemente indicate come «terze»
rispetto alla maggioranza. Il
concetto di maggioranza parlamentare
come avente pieno diritto di votare
secondo i suoi programmi non sembra
più un elemento essenziale
al funzionamento del sistema.
Al punto che la maggioranza normale
democratica è vista come
maggioranza «dialogica»
trasversale, rallentando così
la dialettica fondamentale tra
governo e opposizione. La dialettica
binaria tra maggioranza e opposizione
è la risposta democratica
alla crisi dei partiti che prima
gestivano con accordi e disaccordi
il nesso del sistema parlamentare
nel suo rapporto con il popolo
e con il governo. Berlusconi impersona
lunico nesso esistente tra
sovranità popolare e poteri
di governo, cioè il carattere
democratico del sistema. Questo
viene soffocato se il sistema
delle garanzie, dal Quirinale
alla Corte Costituzionale limitano
eccessivamente i poteri di decisione
del governo. E questo viene visto
dallopposizione come populismo
e non come democrazia in atto.
Per questo il presidente Berlusconi
ha sentito come una limitazione
del diritto del governo a giudicare
lurgenza del decreto lintervento
del Presidente Napolitano sul
caso Englaro. Che un principio
politico così importante
come il diritto alla vita sia
deciso dalla corte di Cassazione
e dalla Corte Costituzionale,
senza un intervento del Parlamento
e del governo e quindi senza il
consenso della sovranità
popolare, non è democratico.
La
Costituzione sovietica del 1936
venne vista come modello della
Costituzione italiana ma furono
costituenti della sinistra cattolica
come Dossetti e La Pira a esprimere
questo giudizio motivandolo con
il fatto che la Costituzione sovietica
diversamente dalla Costituzione
dei diritti delluomo americana
e francese indicava il mezzo per
realizzare i diritti, cioè
i poteri dello Stato che ne diveniva
il controllore. Ma non è
questo il punto della Costituzione
di cui i tentativi di riforma
hanno evidenziato la debolezza,
è invece come assenza di
autorità del governo per
la mancata connessione della sua
azione con la sovranità
popolare che ha approvato il suo
programma. È lo stato di
eccezione mondiale che ha spinto
Berlusconi ad agire con un disegno
di legge urgente alla mancata
firma del Presidente della Repubblica
a un decreto legge.
Lurgenza
del tempo e i limiti della prassi
costituzionale dopo la fine dei
partiti sono stati la base dellincidente
politico sollevato da Berlusconi.
Esso è stato visto dallopposizione
come atto di antidemocrazia, persino
di nichilismo. Questo fatto indica
lo stato confusionale in cui versa
tanta parte della stampa e anche
lopposizione stessa. Berlusconi
ha scelto di porre il tema del
decreto legge sul caso Englaro.
Con ciò ha scelto un mezzo
per far comprendere al popolo
la gravità della situazione
costituzionale italiana. Lha
fatto rivendicando al governo
il diritto di giudicare lo stato
di necessità che determina
i suoi decreti legge. Berlusconi
ha innalzato la politica al livello
della vita e della morte, mosso
dalla necessità della politica
dallesigenza del governo
parlamentare. Berlusconi è
così divenuto il leader
morale dei cattolici italiani
e ha richiamato alla politica
in modo più alto, secondo
lincitamento di Papa Ratzinger.
Il Papa indica la vita e la famiglia
come i fattori etico politici
dirimenti del valore della società
civile e della sua vivibilità.
Forse dirigenze cattoliche, abituate
da tanti anni allinsistenza
sul sociale e non sul suo politico,
non avrebbero voluto tale impegno
politico sulla tesi cattolica
del diritto alla vita. Ma il tema
del sociale e delleguaglianza,
su cui la dottrina della Chiesa
ha tanto insistito, sono valori
accettati da tutti, mentre la
gestione della vita e della morte
nelletà tecnologica
sono le vere questioni che impegnano
la politica contemporanea. Berlusconi
ha innalzato il livello etico
della politica impegnando i cattolici
per esso, tanto che il suo appello
è stato accolto dai cattolici
del Pd e persino da Antonio Di
Pietro. Si è così
innalzato sia il livello etico
della politica che la sua postmodernità.
Hanno fatto ingresso i problemi
della vita e della morte. E Berlusconi
ne ha preso atto, aggiornando
il suo tema del diritto alla libertà
con quello del diritto alla vita,
implicando tematiche spirituali
nella sola proposta politica.
bagetbozzo@ragionpolitica.it
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Inviato
da Ermanno Filosa
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