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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Ermanno Filosa

Pd: Veltroni dimissionario, tra scissione e isolamento

17.02.09 - Tra i democrats la parola «scissione» non è più un tabù, ma un'eventuale prospettiva da analizzare. Il Partito democratico guidato fino a poche ore fa da Walter Veltroni, nato dalle ceneri di quelli che furono il Partito comunista più forte dell'Occidente e la sinistra della Democrazia cristiana, vive momenti difficili. Il voto della Sardegna con la vittoria netta del Pdl, dimostra che ormai il Pd non sa comunicare con le masse, è incapace di rendersi credibile. Veltroni ha la figura del perdente mandato dal destino; naturali e scontate le sue dimissioni. È durissimo il giudizio sul Pd del direttore dell'Unità. Nell'editoriale Concita De Gregorio parla dei "due giorni più bui della breve storia del Pd" e poi precisa: "Delle sue oligarchie, per l'esattezza: punite con severità assoluta da un elettorato stanco di lotte intestine e clandestine, dei giochi di potere sotterranei, eppure così visibili".

Il Pd si dibatte adesso tra la possibile scissione e l`isolamento da una appassionata e intransigente opposizione che comunque esiste in un sistema democratico come il nostro. Il Pd rincorre Di Pietro che fa di tutto per apparire come l` unica forza che scende in piazza per una opposizione "vera e dura", mentre Veltroni è apparso alla sbando incapace di rafforzare con la sua azione il bipartitismo. Insomma, non è sembrato nè carne nè pesce. E non si osservano, tra le file del Pd, i noti pazienti costruttori tipo La Russa e Verdini che alla fine hanno trasformato in realtà , in partito, una lista elettorale come quella del Pdl.

Tempi amari. Si trama per lavorare al dopo-Veltroni. Dopo l'investitura di Bersani fatta da D'Alema, l'ex ministro degli Esteri ha reso pubblica un'operazione di cui tutti erano a conoscenza. Rutelli, ex –leader della Margherita, mostra segni di sofferenza; osserva malinconico il tempo nero che si avvicina, orizzonti tempestosi: «Abbiamo faticato tanto per dar vita a una cosa nuova e ora dovremmo andare alle primarie per la segreteria con due candidati dei Ds? È impensabile. Basta. Così non si va da nessuna parte». Non è certo questo il clima per fare la "bella Politica, per il bene del Paese", dicevano. Lo ricordate?

Non è un caso infatti se un terzo degli elettori dei Dl se n'è andato. È sotto gli occhi di tutti, la difficoltà di un partito che fa fatica su tutto, fatica a parlare con il Paese, e si rifugia magari nelle piazze, negli slogan, oppure dietro la Cgil, eleva il laicismo a punto di forza. E se i cattolici del Partito democratico tentano di esprimere una tesi, c'è chi dà una lettura goffa e grottesca, un ritratto satirico del rapporto tra i cattolici e la Chiesa. Siamo al caricaturale, come se i cattolici del Partito Democratico avessero un permanente filo diretto con il Vaticano. È noto il disagio dei rutelliani. Ed infatti che cos'è il Pd se non possono avere spazio i contributi di idee degli ex militanti della Margherita? E questa sofferenza politica potrebbe aprire le porte della scissione. E quindi mettere in grave difficoltà, se non in crisi, il bipartitismo.

Oggi il Pd appare che stia in Italia con la Cgil, in Europa con il Pse e in Medio Oriente con Hamas. Non sta con la gente, è lontano dai bisogni reali delle famiglie. «Ma noi non potremmo fare gli indipendenti di centro in un partito troppo di sinistra», commenta Follini: «Se fossimo costretti ad assistere dalla tribuna al derby tra Veltroni e Bersani, vorrebbe dire che il Pd ha preso la deriva della "Cosa 4". E noi lì non potremmo approdare». Si allarga la sbandata, e prende corpo lo smarrimento e la incapacità di eleborare una proprosta politica credibile .

D'Alema ha capito che ormai Veltroni era alla frutta. Sono persuaso che ha messo in conto una scissione dal centro nel Pd. La debolezza di Veltroni lo ha convito di lanciare un' Opa sul partito. Ma è chiaro ormai che se i post-comunisti pensassero di rimettere una "S" alla sigla del Pd, una parte se andrà, la scissione diverrebbe la ricerca finalmente di aria nuova per un mondo cattolico che convive in allenanze scomode. Fuga dal Pd! Ma verso dove?

Il 13-14 aprile, oltre il 70% degli elettori ha votato per i due maggiori partiti, Pdl e Pd: la stragrande maggioranza degli italiani ha fatto una scelta bipartitica e di semplificazione. È necessario procedere in questa direzione, evitando il ritorno al caos dei 15-20 partiti rissosi, animati dalla finta politica, lontani dai problemi del Paese, e preoccupati solo dell`autoconservazione. Ricostruire un centrosinistra che non riproponga gli errori del passato? In politica non esistono i miracoli.

di Ermanno Filosa - ItaliachiamaItalia - Il Corriere d`Italia - Gente d`Italia

ermannofilosa@codetel.net.do



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Scrivono per Voi

Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana", inoltre e'

Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)







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