REPUBBLICA
DOMINICANA
Richiamo
dei Vescovi per una Patria fondata
sui valori immutabili.
23.02.09 - Santo Domingo. I Vescovi
della Repubblica Dominicana offrono
alcuni criteri per il buon governo
che devono ispirare il voto, tra
i quali emergono: promuovere,
difendere ed esigere il bene comune;
assicurare e vigilare sui servizi
di base; rispettare e difendere
la vita umana; preoccuparsi specialmente
dei più deboli e bisognosi;
proteggere le risorse naturali;
rispettare il Potere Legislativo
ed il Potere Giudiziario; rispettare,
promuovere e difendere la legittima
libertà e punire ogni tipo
di libertinaggio; perseguire la
corruzione in tutte le sue forme;
vigilare sull'economia nazionale;
distribuire con saggezza e giustizia
le risorse disponibili.
In occasione, così, della
Commemorazione del giorno dell'Indipendenza
Nazionale, il 27 febbraio, i Vescovi
della Repubblica Dominicana consegnano
a tutti i dominicani un messaggio
di fede, di speranza e di amore.
Il testo di quest'anno è
incentrato sulla partecipazione
di tutti i laici alla politica,
soprattutto in vista delle prossime
elezioni ed in ottemperanza al
Piano Nazionale di Pastorale della
Chiesa, che presenta come valori
sui quali riflettere, la coscienza
politica e la democrazia.
Affermano i Vescovi: "la
politica è sempre un'esperienza
che raccoglie tutti gli sforzi
umani, orientata al bene comune".
Per questo "ogni servizio
sociale e particolarmente il servizio
politico nell'amministrazione
pubblica, suppone non l'integrità
di una persona comune, bensì
di un funzionario con una visione
etica e morale ed un modo di essere
e di vivere che rispetta, eleva,
promuove e difende la dignità
della persona umana". Infatti
quando non c'è etica né
morale, "si crea un ambiente
propizio alla corruzione, alla
crescente ineguaglianza, all'elevato
indice di povertà e alla
triste esclusione dei diseredati
e degli emarginati". Riguardo
alla campagna elettorale, i Vescovi
affermano che "il popolo
dominicano desidera un dibattito
all'altezza, mutuamente rispettoso,
centrato non nell'offesa e negli
attacchi reciproci, bensì
nella visione della problematica
nazionale e nelle soluzioni concrete
che ognuno darebbe". Allo
stesso tempo, tutti desiderano
una campagna austera e serena,
"che la saggezza si imponga
sull'insensatezza, la concordia
sulla discordia, la temperanza
sull'intolleranza, il dialogo
sul litigio".
I Vescovi ricordano in seguito
che "ogni cristiano, per
la sua condizione di essere fratello,
è chiamato a partecipare
alla vita politica o a qualunque
altra attività pubblica".
Si tratta di un lavoro che esige,
siano essi cristiani o meno, virtù
specifiche, quali ad esempio intelligenza,
capacità di sacrificio,
preparazione, rinuncia degli interessi
propri, altezza di mire, nobiltà,
equanimità, flessibilità,
donazione, onestà, umiltà,
semplicità, maturità,
creatività. "Niente
è tanto contrario a questo
- denunciano i Vescovi - come
la mancanza di rispetto, la sfiducia,
il pregiudizio, la vendetta, l'accusa
e i vituperi reciproci ai quali
da tempo stiamo assistendo. Il
danno a se stessi, ai partiti
e alla Nazione intera che questo
modo di fare produce, è
grave e per nulla voluto né
desiderato dal nostro popolo dominicano".
"Un sistema politico autentico
- continua il testo - suppone
soprattutto la ricerca del bene
comune, il quale si traduce nel
rispetto e nella promozione dei
diritti fondamentali della persona,
lo sviluppo dei beni spirituali
e temporali della persona e della
società, la pace e la sicurezza
di tutti".
I firmatari del messaggio denunciano
poi il grave problema della corruzione
generalizzata e dell'impunità
che ne consegue, "frutto
dell'abbandono dei valori nella
società di oggi, il quale
erode la democrazia e lo stato
di diritto, offre occasioni per
le violazioni dei diritti umani,
distorce i mercati, diminuisce
la qualità della vita e
permette la fioritura della delinquenza
organizzata, del terrorismo e
di altre minacce alla sicurezza
della persona".
Proseguendo ancora nel testo,
i Vescovi ricordano a tutti che
votare è un diritto ed
un dovere, per cui "astenersi
senza una ragione sufficientemente
grave significa mancare ad un
obbligo morale". Inoltre
si deve votare "fondandosi
su ragioni solide ed oneste. Non
soltanto nei sentimenti o negli
interessi personali, di gruppo
o di coalizione". Cioè
occorre votare "per colui
che si crede in coscienza che
sia il più adatto, idoneo,
capace, competente, abile e qualificato
per amministrare e condurre, eticamente,
degnamente ed efficacemente lo
sviluppo umano integrale del nostro
Paese". A questo proposito,
risulta totalmente inconcepibile
"l'acquisto e la vendita
di voti che equivarrebbe all'acquisto
e alla vendita di coscienze".
"Sentiamoci tutti responsabili
di costruire una Patria fondata
sui valori immutabili. Che ogni
dominicano sappia assumersi la
sfida dell'etica che è
legata allo sviluppo e all'impegno
di essere coerenti davanti alla
propria coscienza, davanti alla
Patria, davanti all'esercizio
democratico di un voto libero
e nella creazione di un clima
di riflessione e preghiera che
ci conduca e ci motivi a procurare
sempre il bene comune", concludono
i Vescovi.
di
Ermanno Filosa - ItaliachiamaItalia
- Il Corriere d`Italia - Gente
d`Italia
ermannofilosa@codetel.net.do