CARAIBI:
scioperi generali e rivolte
06.03.09 - Vi
è uno scenario politico
nuovo in movimento nei Caraibi,
e le aspirazioni venezuelane di
esportare la rivoluzione bolivariana
in tutta l`area si fanno ogni
giono sempre più insistenti.
La grave crisi finanziaria ed
economica mondiale inizia a mostrare
il suo volto violento. I Caraibi
sono in fermento, e non è
escluso che la lunga mano di Chavez
si muova nell` ombra. La Farnesina
ha emesso uno sconsiglio temporaneo
su Guadalupa e Martinica. "Dal
mese di gennaio 2009 è
in corso uno sciopero generale
in Guadalupa con manifestazioni
di piazza quotidiane e chiusura
anticipata di negozi e spacci
alimentari. Anche a causa della
scarsità di carburante
sull'isola, non sono in funzione
i mezzi di trasporto pubblici
né i taxi. Alla luce dei
citati disagi e del rischio di
degenerazione dello sciopero in
manifestazioni violente, come
accaduto nel mese di febbraio,
si sconsigliano viaggi, se non
necessari, fino a quando la situazione
non sarà tornata alla normalità".
Stessa situazione in Martinica,
dove gli scioperi sono iniziati
a febbraio.
E cosi, dopo la grave crisi delle
colonie dipartimenti d'Oltremare
francesi di Guadalupa e Martinica,
è la volta di Haitì;
nell'isola del voodoo e dei tonton
macoutes,75% della forza lavoro
è disoccupata. Ecco alcuni
dati significativi:
Alfabetizzazione: 52,9%, - Il
PIL per abitante è di meno
di 500 $ annui. Il salario minimo
si aggira sui 2 dollari USA; Speranza
di vita: 50 anni. Sida galoppante.
Ogni anno ci sono almeno due catastrofi
da uragani di livello Katrina,
con effetti disastrosi per un'urbanizzazione
con una densità da 280
abitanti per km2, e residenze
fatte da catapecchia, per la maggior
parte. Centinaia di morti e dispersi.
Dopo
le convulse fasi dei governi Aristide,
l'isola è governata da
Réné Préval,
filoamericano moderato; ma la
vita politica è congelata,
non esiste alcuna partecipazione
al dibattito politico. La gente
ha fame, e non sogna con la politica
un futuro migliore.Le trame del
narcotraffico sono fitte e con
vaste complicità. Osservatori
internazionali sono preoccupati
: le probabili evoluzioni future
indicano la nascita di una rivolta
generalizzata, apparentemente
supportata dall'azione sotterranea
della politica espansionistica
venezuelana di Hugo Chavez, che
potrebbe stare dietro anche alle
rivolte di Guadalupa e Martinica.
E la Repubblica Dominicana, paese
confinante con Haitì potrebbe
subire pesanti e imprevedibili
conseguenze.
Adesso
si comprende perchè Ban
Ki Moon, Segretrio Onu, ha invitato
l'ex presidente Bill Clinton ad
accompagnarlo nella sua visita
ad Haiti nella prossima settimana.
La conclusione in Guadalupa dello
sciopero generale, che dal 20
gennaio scorso bloccava le attività
sullisola e ha unito, nella
rivendicazione principale di un
aumento salariale, tutte le ex
colonie francesi delle Antille,
oggi Dipartimenti dOltremare
(Dom), non deve portare a errate
conclusioni: vi è uno scenario
politico nuovo in movimento nei
Caraibi, e le aspirazioni venezuelane
di esportare la rivoluzione bolivariana
in tutta l`area si fanno ogni
giono sempre più insistenti.
E la uccisione in Guadalupe del
sindacalista di ispirazione bolivariana
Jacques Bino , non lascia tranquilli
circa la evoluzione del profondo
malessere che si muove in tutta
l`area dei Caraibi. Nel
nostro cuore cè rabbia
e dolore ha detto il portavoce
del collettivo Liyannaj
kont pwofitasyon (Contro
lo sfruttamento a oltranza), Elie
Domota; bisognerà adesso
osservare verso dove andrà
questo profondo sentimento di
rabbia e rivalsa.
Apprendiamo intanto che il leader
del Lkp Elie Domota e il prefetto
della Guadalupa Nicolas Desforges
hanno firmato mercoledì
sera un accordo che chiama «alla
ripresa dellattività
normale» in Guadalupa, dopo
44 giorni di sciopero generale.
In Martinica invece i negoziati
continuano; la maggior parte dei
negozi sono ancora chiusi e i
posti di blocco paralizzano lattività
economica dellisola.
Aumenta la tensione invece nella
isola della Reunione. Il collettivo
Cospar [collettivo delle organizzazioni
sindacali, politiche e associative
della Reunione] dellisola
della Reunione ha annunciato uno
sciopero generale a partire da
martedì prossimo e non
è servito a nulla lannuncio,
da parte del prefetto, di una
serie di misure contro il carovita
come la diminuzione del prezzo
della bombola di gas e del carburante.
Il collettivo chiede anche la
diminuzione degli affitti. E il
5 marzo 35 mila persone hanno
manifestato secondo gli organizzatori,
12 mila secondo la prefettura.
Lisola conta 800 mila abitanti.
di
Ermanno Filosa - ItaliachiamaItalia
- Il Corriere d`Italia - Gente
d`Italia
ermannofilosa@codetel.net.do