PdL:
il contropiede voluto dalla Storia
25.03.09
- Ciò che viene chiamato
comunemente «berlusconismo»
è stato un movimento di
liberazione nazionale di cui il
popolo è stato protagonista
oltre i partiti ormai dissolti.
Guai a noi nel perdere di vista
questo aspetto dell'azione di
Berlusconi.
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Altra
conclusione, altri scenari, erano
stati previsti. Non doveva terminare
così, con l'affermazione
dei valori e della strategia di
movimenti politici legati alla
destra. Silvio Berlusconi doveva
essere indotto a riparare all`estero,
Bettino Craxi arrestato o in esilio,
il Pdl non doveva nascere, e il
Msi-AN doveva rimanere tale, confinato
fuori dall` arco costituzionale,
giudicata una provacazione permanemte
la sua stessa esistenza ....una
sorta di coda fascista.
Gli anni dal 1992 in poi. Gli
architetti della rivoluzione-colpo
di Stato avviata dai Pm milanesi
che , tramite la operazione politico-giudiziaria
Mani Pulite cancellarono
in pochi mesi 5 partiti, avevano
ipotizzato altra conclusione come
obiettivo finale; il momento tattico
fu ben orchestrato, astuti nel
cavalcare la situazione di allarme
che diede vita a Tangentopoli
grazie anche a una parte di stampa
forse complice, sicuramente compiacente.
Frondisti,
ribelli e oppositori? Solo lamentele,
lettere scritte, e il memorabile
intervento di Craxi in Parlamento,
e un Presidente della Repubblica
di allora, Scalfaro, che in nome
della toga che si porta
sempre sull`anima quando si è
stati in magistratura soffiava
con costanza sul fuoco e incoraggiava
il clima giustizialista. armi.
Silenziose le armi. Gli unici
colpi di pistola esplosero solo
per il suicidio. Il pm D`Ambrosio,
oggi senatore della sinistra,
dichiarava con sarcasmo si
uccidono per la vergogna.
Tempi bui, amari. Ancora avvolti
tra luci e ombre, soprattutto
in relazione alla natura della
partecipazione nella stanza
degli architetti che costruirono
Mani Pulite e quindi Tangentopoli,
di agenti dell'ex KGB, il noto
servizio segreto dell'ex Unione
Sovietica.
Se
la tattica, elevata a sistema,
ebbe successo, oggi diciamo che
è fallita la strategia.
L`obiettivo finale non è
stato realizzato: vogliono
prendersi l`Italia", così
mi confidò a Milano nel
luglio 1992 un alto ufficiale
della Nato. Con la discesa in
campo di Silvio Berlusconi, è
stato dato un duro colpo politico
a chi aveva architettatto il clima
del colpo di Stato striscinate;
le manovre dei post-comunisti
e di parte della Democrazia Cristiana,
non hanno avuto esito. È
venuto meno il momento strategico,
nonostante le forti applicazioni
per realizzarlo.
Giulio
Andreotti espresse un giudizio
lapidario su quella parte della
DC che si rifuggiava all`ombra
dell'allora Presidente della Repubblica
Luigi Scalfaro, quando affermò
Scalfaro ci ha tradito:
e ciò la dice lunga su
tutta la trama e gli intrighi
che poi portarono a Tangentopoli.
Il vogliono prendersi l`Italia,
è stato bloccato. Superato
un ingiusto e intollerabile pregiudizio
nei confronti della destra, e
si sono aperti finalmente scenari
di ampio respiro democratico.
Il Pdl nasce per dare seguito
ad una visione strategica, in
forma democratica e in nome della
difesa della dignità umana,
della libertà. Berlusconi
e Fini ne sono gli artefici e
i protagonisti dinanzi al divenire
politico; nessuno lo può
mettere in discussione. Lo spappolamento
della prima repubblica, ha aperto
nuove energie politiche, ha messo
in gioco il destino di milioni
di uomini.
Gianfranco
Fini ha pensato in grande. E la
sua parola ha guidato il passaggio
di An nel Popolo della libertà.
Si è collocato nella prospettiva
del futuro del Paese pensando
lItalia di qui a un quindicennio.
Lo «sdoganamento»
e «pensiero unico»
sono le parole critiche al movimento
berlusconiano presenti nella relazione
del presidente di An al suo congresso;
attenzione: ciò che viene
chiamato comunemente «berlusconismo»
è stato un movimento di
liberazione nazionale di cui il
popolo è stato protagonista
oltre i partiti ormai dissolti.
Guai a noi nel perdere di vista
questo aspetto della azione di
Berlusconi.
La
Storia alla fine presenta sempre
il conto. Come nel 1989, con il
crollo del muro di Berlino e lo
spappolamento della comunista
Unione Sovietica; il movimento
di Berlusconi ha sdoganato
il sistema politico italiano.
La partitocrazia della prima Repubblica
era divenuta funzionale allegemonia
del partito comunista e, con lo
scioglimento dei partiti democratici,
era ormai giunta al dominio dei
postcomunisti divenuti legittimanti"
delle altre forze politiche: incredibile
a dirsi.
Ma
non vi è sotto i nostri
occhi, un contropiede così
forte come quello voluto dalla
forza inesorabile della Storia
unitamente alla tenacia di uomini
come Berlusconi e Fini: il Pdl
momento politico che rigenera
l`Italia e la lancia verso una
epoca di autentico progresso e
affermazione di valori eterni,
come libertà e giustizia
sociale, tutela della dignità
dell`uomo. Tutto il resto, noi
italiani nel mondo, abbiamo imparato
a buttarlo nelle ortiche.
di
Ermanno Filosa - ItaliachiamaItalia
- Il Corriere d`Italia - Gente
d`Italia
ermannofilosa@codetel.net.do