Nasce
il PdL, Berlusconi: "Chi
crede nella libertà non
è mai solo"
"I
comunisti non hanno mai chiesto
scusa". Pur non chiudendo
la porta a quella sinistra che,
prima o poi, intenda convertirsi
in "un partito veramente
social-democratico",
Berlusconi è tornato a
denunciare i legami tra la gran
parte della stampa e una di una
certa magistratura con la sinistra.
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29.03.09
- Suona lInno nazionale,
subito dopo lInno alla gioia
cantanto da un coro di 100 persone
sul megapalco nellhangar
numero 8 della nuova Fiera di
Roma. In sala tutti in piedi a
cantare. "La soglia del 40%
non è un miracolo. Anzi,
i nostri sondaggi ci danno al
di sopra largamente e lo vedremo
nella prova elettorale di giugno
delle europee". Il coordinatore
nazionale di Forza Italia, Denis
Verdini, lancia con entusiasmo
la grande kermesse che, domenica
pomeriggio, consacrerà
la nascita del nuovo partito unico.
"Oggi è un grande
sogno: nasce un movimento forte",
ha detto il presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi ringraziando
"affettuosamente" l'alleato
Gianfranco Fini e deprecando duramente
il comportamento di una sinistra
che "non è mai cambiata".
Berlusconi: "In tanti
crediamo negli stessi ideali".
Un'emozionata Calabria ha dato
la parola al presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi per il discorso
di apertura del congresso del
Pdl. Berlusconi è salito
sul palco sulle note di Meno male
che Silvio cè e ha
risposto al lungo applauso della
platea: "Grazie di cuore,
inutile dirvi che sono emozionatissimo
anchio". "Chi
crede nella libertà non
è mai solo", ha spiegato
il premier celebrando con tutti
i presenti "quello che è
un grande sogno, la nascita del
pdl che in realtà già
esiste". "È un
partito forte, il più grande,
vincente". Oggi i sondaggi
danno il Pdl al 43,2%. Ma Berlusconi
non vuole fermarsi qui. Guarda
avanti: "Noi intendiamo puntare
al 51%, crediamo negli stessi
ideali". Gli ingredienti
del nuovo partito? Energia positiva
e costruttiva. "Siamo il
partito degli italiani che amano
la libertà e che vogliono
restare liberi", ha continuato
Berlusconi auspicando, per il
futuro, il bipartitismo.
Le parole chiave: popolo e
libertà.
Il discorso di Berlusconi è
stato indirizzato al suo popolo.
Il popolo della libertà.
"Siamo moltissimi a credere
negli stessi ideali: nei luoghi
dove si lavora, si studia, si
produce; al Nord, al centro, al
sud e nelle isole; uomini pazienti,
umili e fieri, che credono nel
futuro, una forza positiva, unenergia
costruttiva al servizio del Paese".
E ancora: "Siamo il partito
degli italiani, degli italiani
di buon senso e di buona volontà,
che amano la libertà e
vogliono restare liberi".
"Popolo e libertà,
i nomi che sono nel nostro movimento,
dicono chi siamo. Dicono che la
sovranità appartiene al
popolo così come la Carta
fondativa dello Stato dice sin
dalla prima riga richiamandosi
al popolo", ha continuato
Berlusconi ricordando la scelta,
sancita con la consultazione popolare
del 17 e 18 novembre del 2007.
E' stato così che Berlusconi
ha parlato sia ai presenti sia
"a chi, dellaltra parte,
si nasconde dietro una strumentale
difesa della Costituzione, come
se fosse loro esclusiva prerogativa,
salvo poi cambiarla in peggio".
Lattacco del premier si
riferisce alle modifiche della
sinistra che "hanno attribuito
alle Regioni, e lo stiamo vedendo
in questi giorni, poteri importanti
togliendone allo Stato che non
può più intervenire
su settori vitali per il Paese".
Lo
Stato non è un Moloch.
"Lo Stato non è
un moloch, non è una divinità",
ha tuonato Berlusconi attaccando
la sinistra e la sua concezione
del potere. "Per loro lo
Stato è superiore ai cittadini,
lo Stato è autoritario,
dirigista, centralista, padrone
di ogni uomo, padrone della vita
dei cittadini - ha spiegato il
premier - per loro sono i cittadini
al servizio dello Stato. Ma lo
Stato non è un moloch,
né una divinità".
Lo Stato, ha proseguito Berlusconi,
"ha solo le sembianze della
divinità. In realtà
è potere, è esercizio
del potere da parte di una oligarchia
che è al governo. per la
sinistra lo Stato ci concede graziosamente
i diritti, può limitarli
e può calpestarli. La sinistra
ha aggiornato il vocabolario ma
non la concezione del potere.
A questa concezione della sinistra
noi ci contrapponiamo".
L'omaggio a Tatarella e il
ringraziamento a Fini.
La platea del primo congresso
del Pdl tributa un lungo applauso
Pinuccio Tatarella, ricordato
da Silvio Berlusconi nel suo discorso
come "uno dei primi a condividere
lispirazione di un grande
partito dei moderati, di tutti
gli italiani che non si riconoscono
nella sinistra". Berlusconi
non ha, poi, mancato di ringraziare
l'alleato Gianfranco Fini, che
ha saputo traghettare la destra
del Msi in Alleanza nazionale
e, quindi, nel Pdl. "Allora
- ha raccontato il premier - parlarono
di 'sdoganamento', è riduttivo
e inaccettabile" perché
è un termine che "non
si applica alle idee, le idee
si applicano da sole". E
proprio a Fini, Berlusconi ha
tributato un "affettuoso
ringraziamento" perché
"anteponendo linteresse
del Paese a quello personale ha
contribuito a scrivere una grande
pagina di storia". Il premier
ha, quindi, ricordato le nascite
di Forza Italia e Alleanza nazionale,
il congresso di Fiuggi che "ha
rappresentato una vera e propria
rifondazione della destra".
Poi ha spiegato il legame tra
i partiti di via dellUmiltà
e di via della Scrofa: "Le
nostre erano e sono vincenti,
Fi e An hanno sempre avuto la
disposizione a rappresentare gli
interessi del Paese".
Le accuse alla sinistra.
"I comunisti non hanno
mai chiesto scusa". Pur non
chiudendo la porta a quella sinistra
che, prima o poi, intenda convertirsi
in "un partito veramente
social-democratico", Berlusconi
è tornato a denunciare
i legami tra la gran parte della
stampa e una di una certa magistratura
con la sinistra. Il Cavaliere
ha, infatti, ricordato la sua
discesa in campo contro una "sinistra
uscita quasi indenne dalla tempesta
politico-giudiziaria, risparmiata
in modo chirurgico dalle inchieste
della magistratura militante,
che entrò nelle macerie
della prima Repubblica come lArmata
rossa a Varsavia e Berlino, dopo
aver opportunisticamente atteso
alla frontiera". Poi ricordando
il cambio di nome del Pdc, il
premier ha denunciato: "Non
si diventa democratici soltanto
sostituendo una parola".
Il bluff di Veltroni.
Walter Veltroni è stato
"un bluff". Sullultimo
governo di Romano Prodi è
meglio "stendere un velo
pietoso". Quanto a Dario
Franceschini, "ha subito
rinnegato quello che era stato
il suo segretario per cercare
di salvare il salvabile".
Ma gli italiani "non hanno
gli occhi bendati". "Ci
vedono benissimo e sanno che noi
andiamo avanti, mentre loro hanno
la testa rivolta allindietro,
guardano al passato, continuano
nelle loro liti e ad insultarci
- ha spiegato Berlusconi - non
esiste e non è mai esistita
discontinuità nella sinistra
e mentre noi andiamo avanti, loro
vanno indietro". Per il premier
cè, dunque, davvero
poca differenza tra la classe
dirigente dei tempi di "Palmiro
Togliatti e quella di oggi, al
contrario della destra che si
rinnova davvero. Siete degli autentici
trasformisti". Di Veltroni,
però, Berlusconi ha ammesso
che lo aveva "illuso, seppure
per qualche giorno". Ma,
poi, è stata "lennesima
finzione o almeno un improbabile
azzardo". Il Cavaliere era
rimasto però imprtessionato
dal discorso del Lingotto, dal
"profilo riformista del Pd
e dalla vocazione maggioritaria".
Era loccasione per "una
campagna elettorale finamente
civile e poi, dopo la loro prevedibile
sconfitta, per avere unopposizione
costruttiva. Noi, dunque, seppure
per qualche giorno, lavevamo
preso per buono. Ma anche Veltroni
si è subito rivelato un
bluff" e il Pd è tornato
"allestremismo giudiziario
e al conservatorismo sindacale.
Oggi - ha concluso il premier
- assistiamo a un segnatorio sconfitto
che se ne va e al suo successore,
che era stato il suo princiale
collaboratore, che subito lo rinnega
per salvare il salvabile".
di
Ermanno Filosa - ItaliachiamaItalia
- Il Corriere d`Italia - Gente
d`Italia
ermannofilosa@codetel.net.do