Terremoto
Abruzzo: Palazzinari, Arrestateli
tutti !
10.04.09 - Siamo adesso ossessionati
dall`ombra dei palazzinari, veri
assassini se saranno dimostrate
le accuse che in questi giorni
si sussurrano tra le macerie del
terremoto in Abruzzo. Si, assassini!
Perchè sapevano quello
che facevano quando mescolavano
il cemento con la sabbia dle mare.
Gli italiani nel mondo sono veramente
stupiti e indignati. È
mai possibile , si domandano,
che in Italia si mescola il cemento
con la sabbia del mare per costruire,
impunemente? Neanche in Repubblica
Dominicana ciò è
tollerato, i controlli sono severi,
ci confermano noti costruttori
intalo-dominicani. E lo sconforto
si trasforma in rabbia.
Un portavoce di "Impregilo"
(già gruppo Fiat e oggi
gruppo Benetton-Gavio-Ligresti)
ha illustrato in questi giorni
che quella che è oggi tra
le principali imprese di costruzione
del Paese (è capofila per
la costruzione per il ponte sullo
stretto di Messina) si aggiudicò
è vero nel 1991 la gara
per la messa in funzione dell'
ospedale San Salvatore dell'Aquila,
ma è "estranea
alla realizzazione delle opere
di cemento armato". Che
non fu la Imprengilo,
ma "altri, nei primi anni
'80", ad impastare il
cemento con la sabbia del mare:
chi sono questi altri
dunque, che hanno trasformato
l`ospedale dell`Aquila dall'alba
di lunedì nel simbolo accartocciato
della vergogna.
Un vero e proprio patibolo per
la morte. Paolo Buzzetti,
presidente dell'Associazione nazionale
costruttori edili (Ance), ha dichiarato
alla stampa: "Se parliamo
di sollecitazioni di grado e accelerazione
pari a quelle registrate all'Aquila,
il cemento armato, se fatto a
regola d'arte, deve reggere. Non
si discute".
È un problema di cemento,
non tanto del rispetto di norme
antisismiche. "Un buon
cemento - dice l'ingegnere
Alessandro Martelli, responsabile
della sezione Prevenzione Rischi
Naturali dell'Enea, professore
di Scienza delle costruzioni in
zona sismica all'università
di Ferrara - deve essere in
grado di sostenere un carico che
oscilli almeno tra i 250 e i 300
chilogrammi per centimetro quadrato.
Questa è la regola che
dovrebbe valere anche per edifici
non proprio recenti. Diciamo dal
'70 in poi".
Paolo Clemente risponde
da ingegnere, rassegnato. "Normalmente,
i cattivi costruttori utilizzano
sabbia di mare. Costa niente,
rispetto alla sabbia da cava.
Il problema è che, oltre
alle molte impurità, è
piena di cloruro di sodio. E quei
cloruri, con il tempo, si mangiano
il ferro. I margini di guadagno
sono alti. Diciamo che fatto 100
il costo della costruzione, chi
gioca con la qualità del
cemento arriva a guadagnare fino
a 50, 60. Chi costruisce a regola
d'arte è al 30".
Capito? Certi palazzinari hanno
giocato con la vita degli italiani.
Che cosa hanno messo in quel cemento
chi aveva fatto il furbo con le
impastatrici e le vite degli altri?
E cosa hanno messo negli anni
`70-`80 nel cemento delle nostre
case, delle nostre scuole, dei
nostri uffici? Hanno messo sabbia
del mare. Quel cemento non era
di qualità, ecco il punto.
Incapace di assorbire e disperdere
energia, si è sfarinato
come pasta frolla.
Palazzinari cialtroni, arrestateli
tutti e processateli. Le vittime
chiedono giustizia.
di Ermanno Filosa - ItaliachiamaItalia
- Il Corriere d`Italia
ermannofilosa@codetel.net.do
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Il
dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo,
è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana",
inoltre e'
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente
Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare
di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)
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