ABRUZZO:
il dopo-terremoto ha sete di verità
e giustizia
Sembra di vivere in Abruzzo un
clima di doppiezza emozionale.
Il grido del Presidente Napolitano
ha scosso la coscienza di tutti;
e allora dobbiamo evitare che
la falsità e la fallacia,
la protervia dissimulazione facciano
breccia nelle nostre menti, impradonendosi
delle nostre coscienze, rallentando
la nostra volontà di capire
e reclamare giustizia.
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13.04.09 - Gli italiani nel mondo,
vivono il terremoto in Abruzzo
come un tormentone lancinanate,
sempre più inquietante
lo stato d`animo. Parlano tramite
continui collegamenti internazionali
con parenti e con amici che vivono
in l`Aquila e dintorni, e già
si incomincia a ragionare sulle
vere cause del disastro, dei crolli
di edifici che comunque avrebbero
dovuto resistere se costruiti
a regola d`arte. Si apre un sentimento
di rabbia nel petto degli abruzzesi
che vivono nel mondo.
Sembra, in verità, di vivere
in Abruzzo un clima di doppiezza
emozionale. Il grido del Presidente
Napolitano ha scosso la coscienza
di tutti; e allora dobbiamo evitare
che la falsità e la fallacia,
la protervia dissimulazione facciano
breccia nelle nostre menti, impradonendosi
delle nostre coscienze, rallentando
la nostra volontà di capire
e reclamare giustizia.
Intanto la terra trema ancora.Trovati
i corpi di altre due vittime,
cadaveri di due donne: un'anziana
e una 40enne. I corpi sono stati
recuperati in un edificio in via
XX Settembre, di fronte alla Casa
dello studente altro edificio
simbolo della vergogna diffusa
da palazzinari senza scrupoli.
Salgono così a 294 le vittime.
I soccorritori scavano ancora.
Ma è arrivato il momento
di scavare anche negli archivi
del comune dell`Aquila per analizzare
fino in fondo il marcio che ha
permesso questa tragedia che grida
vendetta. E processare i colpevoli.
Finalmente Il sindaco Massimo
Cialente, esce allo scoperto.
«Voglio sapere la verità»,
dice. «E un fatto
che interi pezzi di strada, costruti
nello stesso periodo e dagli stessi
costruttori sono venute giù.
Mentre altre, accanto, sono rimaste
in piedi». E le "irresponsabilità
diffuse" reclamate dal Presidente
della Repubblica? Ecco: bisogna
indagare chi sembra abbia truccato
le carte allospedale S.
Salvatore, alla città giudiziaria,
tribunale e procura, alla Casa
dello studente; e quindi in ogni
altro edificio pubblico e scuola,
dove i tecnici comunali incaricati
hanno di volta in volta certificato
la congruità dei lavori
e dei materiali impiegati.
È evidente: sembra che
si confermi il sospetto che vi
sia stato comparaggio e
corruzione per utilità
personale, a discapito della sicurezza
e stabilità della costruzioni.
Sono tre le componenti del calcestruzzo:
la percentuale di acqua, la costituzione
granulometrica dellinerte
e il cemento; la composizione
del calcestruzzo fu proprio a
regola d`arte?
È urgente avviare quindi
unindagine amministrativa
interna, tra i dipendenti del
Comune. La macchina del comune
dellAquila è rimasta
orfana di sede e documentazione,
non vorremmo che chi scava tra
le materie adesso voglia salvare
capre e cavoli, facendo
sparire documenti essenziali per
la ricerca della verità
e quindi per la punizione dei
colpevoli. Si ha l `impressione
che il terremoto dell`Abruzzo
produrrà uno scatenamento
senza precedenti in cerca di giustizia.
A che serve se le autorità
politico-istituzionali piangono
dinnazi alle bare, e poi non si
impegnano a capire quale sia stata
la vera causa della tragedia?!
Non ascoltate il lamento costante
delle vittime? Indagate con scupolo,
processate i colpevoli. Lo dovete
alla italianità tutta.
di Ermanno Filosa - ItaliachiamaItalia
- Il Corriere d`Italia
ermannofilosa@codetel.net.do
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Il
dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo,
è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana",
inoltre e'
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente
Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare
di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)
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