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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Ermanno Filosa

Cia, torture: Obama e il “veleno presidenziale”

25.04.09 - A volte vi è da ritenere che la vita politica Usa viva momenti di ingiusticata tensione e ingenuità, incredibili contraddizioni. Forse è lo stress, la voglia di apparire . Un osservatore europeo è chiamato ad analizzare scenari fondati su un tira e molla relativo a questioni che ci hanno insegnato che dovrebbero rimanere “nelle segrete stanze e in viglilanza continua“ ma non nel dimenticatoio o nel dibattito pubblico o politico; e non ci si rende capaci di comprendere come mai vengono sventolati ai quattro venti problematiche che potrebbero mettere in pericolo la sicurezza nazionale. Non solo: si alimenta la confusione, un clima di incertezze, negli uomini di speciali Istituzioni Governative che devono comunque difendere la sicurezza Usa. Vediamo.

Da una parte viene annunciata la “rivoluzione verde” e dall`altro viene denunciato il “veleno presidenziale “ diffuso sulla questione torture e Cia. E viene conclamato poi , con orgoglio e aria di trionfo, che “gli Usa cambieranno il mondo e la vita su questo pianeta”. Mentre dall`altra parte il presidente della Camera Nancy Pelosi , democratica, ha chiesto di formare una "Commissione sulla verità" che faccia luce sulle tecniche di interrogatorio utilizzate dalla Cia; Pelosi ha anche lanciato un appello affinché Barack Obama non accordi l'immunità agli autori degli episodi. Appare incredibile , che un popolo in cui militano ufficiali “torturatori“ ...possa cambiare il mondo! Effetto devastante nello immaginario collettivo. Ditelo alla signora Pelosi.

Ma dove siamo? Obama è stanco di ripetere: “Ho detto basta alle torture. I nostri non le useranno più. Per me la pagina è chiusa. Andiamo avanti. Abbiamo altre priorità”. Eppure il Wall Street Journal lancia di fatto un affondo contro il presidente Usa. Nell'articolo, che porta il titolo di "Presidential Poison", ovvero di "veleno presidenziale", la 'Bibbia' della Finanza fa riferimento alle parole pronunciate da Obama alcuni giorni fa, quando ha mostrato un segnale di apertura verso la possibilità di mettere sotto accusa chi ha autorizzato l'uso della tortura. "La vittoria di Obama a novembre gli ha dato il diritto di cambiare la politica sugli interrogatori, su Guantanamo, o su qualsiasi cosa riguardo a cui può raccogliere un sostegno sufficiente. Ma almeno fino a questo momento, il sistema politico americano aveva evitato lo spettacolo rappresentato da un'amministrazione che mette sotto accusa il governo precedente, a causa di modi diversi di intendere la politica".

Mai visto. A chi giova la incertezza, la confusione? Obama rischia l’impasse? Ci auguriamo di no, anche perchè appare adesso chiara la sua linea, e si appresta a rintuzzare con fermezza la passionaria Pelosi che invoca la “Commissione della verità”. La pubblicazione dei documenti confidenziali sui metodi nella Cia nella guerra di Bush contro il terrore, ha creano scompiglio tra democratici e repubblicani. Le strumentalizzazioni politiche sono naturali , ma non quando si toccano argomenti sensibili che possono implicare contraccolpi sulla vigilanza della sicurezza nazionale.

Il ministro della Difesa americano Robert Gates ha dichiarato di essere favorevole alla pubblicazione dei documenti dell’ex-amministrazione di George Bush. Gates, repubblicano ed ex-direttore della Cia, ha sottolineato che la sua maggiore preoccupazione è di proteggere gli agenti responsabili degli interrogatori affinché non vengano perseguiti legalmente giacché hanno agito con il consenso di alte sfere dell’amministrazione Bush.

Lo scoramento nello apparato Cia è profondo. Bisogna evitare che abbia effetti spaventosi sui agenti dell’intelligence sparsi per il mondo: ditelo alla passionaria Pelosi, che cerca “la verità”. E credo sia un tremendo errore di valutazione da parte della lider del Congresso Usa. A tutti noi appare chiara, ormai, la posizione del Presindete Obama: altre sono le priorità,e quindi non perseguire gli ufficiali Cia. Insistere sulla linea Pelosi, significa correrre il rischio di mettere a repentaglio la sicurezza nazionale Usa e quindi dell`Occidente. Perchè le trame terroristiche non si perdono in questioni di lana caprina, non conoscono “l`essere e il non essere”...ma sanno patricare il massacro terroristico. Ricorda sempre le Torri Gemelle.


di Ermanno Filosa - ItaliachiamaItalia - Il Corriere d`Italia - Gente d' Italia

ermannofilosa@codetel.net.do


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Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana", inoltre e'

Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)







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