Cia,
torture: Obama e il veleno
presidenziale
25.04.09 - A volte vi è da
ritenere che la vita politica Usa
viva momenti di ingiusticata tensione
e ingenuità, incredibili
contraddizioni. Forse è lo
stress, la voglia di apparire .
Un osservatore europeo è
chiamato ad analizzare scenari fondati
su un tira e molla relativo a questioni
che ci hanno insegnato che dovrebbero
rimanere nelle segrete stanze
e in viglilanza continua ma
non nel dimenticatoio o nel dibattito
pubblico o politico; e non ci si
rende capaci di comprendere come
mai vengono sventolati ai quattro
venti problematiche che potrebbero
mettere in pericolo la sicurezza
nazionale. Non solo: si alimenta
la confusione, un clima di incertezze,
negli uomini di speciali Istituzioni
Governative che devono comunque
difendere la sicurezza Usa. Vediamo.
Da una parte viene annunciata la
rivoluzione verde e
dall`altro viene denunciato il veleno
presidenziale diffuso sulla
questione torture e Cia. E viene
conclamato poi , con orgoglio e
aria di trionfo, che gli Usa
cambieranno il mondo e la vita su
questo pianeta. Mentre dall`altra
parte il presidente della Camera
Nancy Pelosi , democratica, ha chiesto
di formare una "Commissione
sulla verità" che faccia
luce sulle tecniche di interrogatorio
utilizzate dalla Cia; Pelosi ha
anche lanciato un appello affinché
Barack Obama non accordi l'immunità
agli autori degli episodi. Appare
incredibile , che un popolo in cui
militano ufficiali torturatori
...possa cambiare il mondo! Effetto
devastante nello immaginario collettivo.
Ditelo alla signora Pelosi.
Ma dove siamo? Obama è stanco
di ripetere: Ho detto basta
alle torture. I nostri non le useranno
più. Per me la pagina è
chiusa. Andiamo avanti. Abbiamo
altre priorità. Eppure
il Wall Street Journal lancia di
fatto un affondo contro il presidente
Usa. Nell'articolo, che porta il
titolo di "Presidential Poison",
ovvero di "veleno presidenziale",
la 'Bibbia' della Finanza fa riferimento
alle parole pronunciate da Obama
alcuni giorni fa, quando ha mostrato
un segnale di apertura verso la
possibilità di mettere sotto
accusa chi ha autorizzato l'uso
della tortura. "La vittoria
di Obama a novembre gli ha dato
il diritto di cambiare la politica
sugli interrogatori, su Guantanamo,
o su qualsiasi cosa riguardo a cui
può raccogliere un sostegno
sufficiente. Ma almeno fino a questo
momento, il sistema politico americano
aveva evitato lo spettacolo rappresentato
da un'amministrazione che mette
sotto accusa il governo precedente,
a causa di modi diversi di intendere
la politica".
Mai visto. A chi giova la incertezza,
la confusione? Obama rischia limpasse?
Ci auguriamo di no, anche perchè
appare adesso chiara la sua linea,
e si appresta a rintuzzare con fermezza
la passionaria Pelosi che invoca
la Commissione della verità.
La pubblicazione dei documenti confidenziali
sui metodi nella Cia nella guerra
di Bush contro il terrore, ha creano
scompiglio tra democratici e repubblicani.
Le strumentalizzazioni politiche
sono naturali , ma non quando si
toccano argomenti sensibili che
possono implicare contraccolpi sulla
vigilanza della sicurezza nazionale.
Il ministro della Difesa americano
Robert Gates ha dichiarato di essere
favorevole alla pubblicazione dei
documenti dellex-amministrazione
di George Bush. Gates, repubblicano
ed ex-direttore della Cia, ha sottolineato
che la sua maggiore preoccupazione
è di proteggere gli agenti
responsabili degli interrogatori
affinché non vengano perseguiti
legalmente giacché hanno
agito con il consenso di alte sfere
dellamministrazione Bush.
Lo scoramento nello apparato Cia
è profondo. Bisogna evitare
che abbia effetti spaventosi sui
agenti dellintelligence sparsi
per il mondo: ditelo alla passionaria
Pelosi, che cerca la verità.
E credo sia un tremendo errore di
valutazione da parte della lider
del Congresso Usa. A tutti noi appare
chiara, ormai, la posizione del
Presindete Obama: altre sono le
priorità,e quindi non perseguire
gli ufficiali Cia. Insistere sulla
linea Pelosi, significa correrre
il rischio di mettere a repentaglio
la sicurezza nazionale Usa e quindi
dell`Occidente. Perchè le
trame terroristiche non si perdono
in questioni di lana caprina, non
conoscono l`essere e il non
essere...ma sanno patricare
il massacro terroristico. Ricorda
sempre le Torri Gemelle.
di Ermanno Filosa - ItaliachiamaItalia
- Il Corriere d`Italia - Gente
d' Italia
ermannofilosa@codetel.net.do
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Il
dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo,
è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana",
inoltre e'
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente
Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare
di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)
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