La
post-democrazia
13.06.09 - Sono
persuaso che sia nata la post-
democrazia, e cioè:
sono affiorite forme quasi surreali
o iper-reali di quasi democrazia,
sull` onda della civiltà
elettronico-informatica, una democrazia
post-moderna tutta da classificare
e da scriverne con scrupolo la
natura e la definizione.
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L` ondata di astensioni dal voto
si è mossa in tutta Europa.
È un dato significativo,
di forte rilevanza politica ,
un brutto segnale per la democrazia.
In Italia , poi, la mancata esplosione
del Pdl mimetizza il calo del
Pd; d`altro canto , l`alta laspettativa
proclamata dal Pdl sul risultato
finale, ha incartato in un primo
momento nell` immaginario collettivo
una visione poco vicina alla realtà.
In decine e decine di schede elettorali
, infine, l`astensione prendeva
il volto della ironica beffa quando
l`elettore scriveva Naomi
Presidente o io voto
Papi. Comportamenti negativi,
che vanno dal disgusto alla noia
, che possono colpire gravemente
la politica o la democrazia.
Ma
poi di quale democrazia parliamo?
Il crescente astensionismo contiene
un messaggio. La crisi finanziaria
ha messo in totale discussione
le regole del capitalismo, e ha
messo in ginocchio milioni di
lavoratori delle fabbriche e degli
uffici , ed ha spezzato tutti
i criteri del sistema liberistico.
Un vero crollo. E questo è
accaduto in piena democrazia occidentale,
e il sistema bancario è
apparso come un nido di truffatori
internazionali avvezzi a fare
i colpi grossi. E
la crisi si è via via palesata
come crisi economica e crisi culturale,
di pensiero . Forse la crisi culturale
, la cosidetta conoscenza
economica-finanziaria è
la autentica causa di tutto.
Ma
dove era allora la democrazia
, il sistema da essa derivata
, che doveva vigilare e controllare?!
La delusione è profonda,
e le masse reagiscono come possono
, usando le regole della stessa
democrazia : non votano.O votano
annulando il proprio voto scrivendo
frasi di insulti verso la politica.
Lasciamo ad altra nota l`approfondimento
della osservazione se non
votare sia un comportamento
non democratico , e non invece
l` esercizio di un diritto democratico.
La questione è sottile,
complessa l`analisi.
Ma
quale democrazia ? Democrazia:
non essendosi potuto fare in modo
che quel che è giusto fosse
forte, si è fatto in modo
che quel che è forte fosse
giusto. (Blaise Pascal) . Ma quando
Pascal scriveva non esisteva il
cyber-men, e la sua definizione
è un paradosso anche se
apparentemente suggestivo. La
civiltà elettronico-informatica
ci apre vari scenari ; e ancora
: quale democrazia? Democrazia
cibernetica, televisiva, di mercato,
democrazia dopinione, di
valore carismatico, la internet
partecipazione? Insomma la democrazia
di un popolo sublimato e disperso
eppure esistente?! Un tema colossale.
Sono
persuaso che sia nata la post-
democrazia, e cioè
: sono affiorite forme quasi surreali
o iper-reali di quasi democrazia,
sull` onda della civiltà
elettronico-informatica , una
democrazia post-moderna tutta
da classificare e da scriverne
con scrupolo la natura e la definizione.
La democrazia non è volta
al termine , ma sta assumendo
forme miste di partecipazione
politica e partecipazione da gossip
vero e proprio e ruolo carismatico
e mediatico e personalistico di
un lider a prescindere delle cose
che ci dice. Enrico Berlinque
in Italia per un decennio sventolò
la questione morale
con grande esito, se lo fa Fransceschini
nessuno lo capisce: il tema è
identico , ma il buon Dario non
sa essere protagonista nello scenario
iper-reale del mondo post-democratico.
Il fenomeno è mondiale
. Obama , il Presidente Usa, è
filtrato , ben giudicato attraverso
la figura di una moglie che fa
la contadina nei giardini della
Casa Bianca.
La post-democrazia
non è la nostra felicità,
ma è una condizione socio-politica
ancora da ben configurare; essa
dipende da una contingente articolazione
storica ed attuale, ma anche dalle
promesse politiche da mantenere
e dai nostri ricordi delle promesse
politiche non mantenute. Il presente
della post democrazia
si arricchisce del nulla : promesse
del passato disattese e speranza
in un futuro che non realizzerà
le promesse. Si dibatte tra delirio
e delusione, tra impotenza e difficoltà
nello individuare l` interlocutore
credibile. E può aprire
le porte dell`ignoto .
a
cura di Ermanno Filosa - Italia
chiama Italia - Il Corriere d`Italia
- Gente d'Italia