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25.06.09 - Bomba
al mercato di Baghdad. Il governo
somalo abbandona il paese. Presunti
abusi nella base militare statunitense
in Afghanistan. Stati Uniti e
Venezuela riammettono i rispettivi
ambasciatori. Obama condanna le
violenze in Iran. Donne sieropositive
costrette alla sterilizzazione
in Namibia. Decine di morti in
Pakistan in un attacco aereo statunitense.
Arrestato l'ex primo ministro
del Kosovo.
Bomba
al mercato di Baghdad. Circa settanta
persone, tra cui molte donne e
bambini, sono morte in un attentato
nel quartiere sciita di Sadr City,
nella zona est di Baghdad. La
bomba è esplosa in un mercato
e ha ferito oltre centotrenta
persone. Secondo il ministro dell'interno,
un ciclomotore pieno di esplosivo
e ricoperto di frutta e verdura
è stato lasciato all'ingresso
del mercato in un orario di grande
affluenza. Una nuova ondata di
violenza ha colpito l'Iraq a meno
di una settimana dal ritiro delle
truppe statunitensi dai centri
urbani del paese. È un
segnale di sfida da parte dei
ribelli nei confronti delle autorità
irachene che dovranno garantire
da sole la sicurezza nelle città.
LE MONDE, Francia
Il
governo somalo abbandona il paese.
Diversi politici somali sono scappati
dal paese in cerca di salvezza
nei vicini stati africani, in
Europa e negli Stati Uniti, lasciando
il parlamento senza il quorum.
Le violenze provocate dai ribelli
islamisti si sono intensificate
nell'ultimo mese e il governo,
che ormai controlla solo alcune
zone di Mogadiscio, ha proclamato
lo stato di emergenza. Il parlamento
somalo, che per prendere decisioni
richiede la presenza di due terzi
dei deputati, non si riunisce
dal 25 aprile. Secondo fonti ufficiali,
oltre 200 dei 550 deputati si
trovano all'estero. Secondo i
servizi di sicurezza occidentali,
molti membri di Al Qaeda si sono
uniti ai ribelli somali. Il paese
è privo di un governo centrale
da diciotto anni. MAIL &
GUARDIAN, Sudafrica
Presunti
abusi nella base militare statunitense
in Afghanistan. Alcuni ex detenuti
della prigione di Bagram, la più
importante base militare statunitense
in Afghanistan, hanno denunciato
di essere stati vittime di abusi.
La Bbc ha intervistato ventisette
persone detenute nella base tra
il 2002 e il 2008. Nessuno è
stato formalmente incriminato
o processato. Il rapporto parla
di diversi maltrattamenti, come
la privazione del sonno, violenze
fisiche e psichiche, minacce di
morte e pratiche degradanti. Il
Pentagono ha respinto le accuse,
affermando che i detenuti di Bagram
sono stati sempre trattati secondo
gli standard internazionali. Dall'inizio
delle operazioni in Afghanistan,
migliaia di persone, provenienti
anche da altri paesi, sono state
detenute nel carcere di Bagram.
THE GUARDIAN, Gran Bretagna
Stati
Uniti e Venezuela riammettono
i rispettivi ambasciatori. Gli
ambasciatori di Stati Uniti e
Venezuela, Patrick Duddy e Bernardo
Alvarez, riassumeranno i loro
rispettivi incarichi, dopo che
l'anno scorso erano stati espulsi.
Il presidente venezuelano Hugo
Chávez aveva espulso l'ambasciatore
statunitense nel settembre del
2008, dopo aver accusato Washington
di voler provocare un colpo di
stato in Bolivia. Le relazioni
tra i due paesi hanno cominciato
a distendersi in seguito all'elezione
negli Stati Uniti del presidente
Barack Obama. La decisione di
riammettere gli ambasciatori è
stata presa da Chávez e
dalla segretaria di stato statunitense
Hillary Clinton durante il summit
dei paesi americani, che si è
svolto a Trinidad e Tobago ad
aprile. EL UNIVERSAL, Venezuela
Obama
condanna le violenze in Iran.
Il presidente statunitense Barack
Obama ha abbandonato il tono moderato
che aveva mantenuto nei giorni
scorsi e in una conferenza stampa
ha criticato le violenze sui manifestanti
da parte delle autorità
iraniane. Nonostante il tono duro
del messaggio, Obama ha evitato
di definire illegittime le elezioni
del 12 giugno, di attaccare direttamente
il presidente Mahmoud Ahmadinejad
o di intromettersi nella politica
interna dell'Iran. Il presidente
ha anche sottolineato che gli
avvenimenti delle ultime settimane
non modificheranno l'apertura
dell'amministrazione statunitense
nei confronti dell'Iran, rimarcando
la sua intenzione di voler raggiungere
un accordo sulle ambizioni nucleari
del paese medio orientale. THE
WASHINGTON POST, Stati Uniti
Donne
sieropositive costrette alla sterilizzazione
in Namibia. In Namibia alcune
donne sono state sterilizzate
senza il loro consenso e indotte
a credere che si trattasse del
normale trattamento contro il
virus dell'Hiv. La comunità
internazionale delle donne malate
di Aids (Icw) farà causa
al governo della Namibia, portando
in tribunale quindici casi di
donne sterilizzate. L'Icw ha documentato
casi simili anche nella Repubblica
democratica del Congo, in Zambia
e in Sudafrica. In questi paesi
molte donne si rifiutano di andare
in ospedale per paura di subire
questo trattamento e le donne
sterilizzate sono spesso ripudiate
dai loro mariti e dalle comunità
in cui vivono. Le donne africane
tra i venti e i trentaquattro
anni sono le più colpite
dal virus dell'Hiv. In Sudafrica
una donna su tre è infetta.
MAIL & GUARDIAN, Sudafrica
Decine
di morti in Pakistan in un attacco
aereo statunitense. Più
di cinquanta persone sono morte
in una serie di bombardamenti
aerei compiuti dall'aviazione
statunitense nel Waziristan del
sud, roccaforte dei taliban in
Pakistan. Le vittime stavano partecipando
a un incontro presieduto da Sangeen,
un comandante afgano del gruppo
Tehrik-i-taliban (legato a al
Qaeda). I militanti e i leader
locali hanno risposto al fuoco,
ma gli aerei militari sono riusciti
ad allontanarsi dalla zona. Alla
popolazione locale non è
stato permesso avvicinarsi al
luogo dell'attacco per recuperare
morti e feriti. Secondo alcune
fonti, in seguito cinque feriti
sono stati trasportati all'ospedale
del Waziristan del nord. DAWN,
Pakistan
Arrestato
l'ex primo ministro del Kosovo.
L'ex primo ministro del Kosovo,
Agim Ceku, è stato arrestato
a Guechevo, alla frontiera tra
Bulgaria e Macedonia, sulla base
di un mandato d'arresto internazionale
per crimini di guerra, emesso
da un tribunale serbo, trasmesso
poi dall'Interpol. L'arresto è
stato confermato a Pristina da
un dirigente del partito socialdemocratico
del Kosovo, di cui Ceku è
presidente. Nei prossimi giorni
un tribunale bulgaro si pronuncerà
sulla procedura da seguire. Belgrado
accusa Agim Ceku, 48 anni, ex
dirigente della guerriglia albanese
in Kosovo, di avere perpetrato
crimini di guerra in Croazia durante
la guerra di indipendenza (1991-1995)
e, in seguito, durante il conflitto
in Kosovo (1998-1999). LE MONDE,
Francia
a
cura di Ermanno Filosa - Italia
chiama Italia - Il Corriere d`Italia
- Gente d'Italia