VISTI
DAGLI ALTRI: IL MONDO CI GUARDA
17.10.09 - I
tre candidati . ll presidenzialismo
del Giornale . Berlusconi vuole
indebolire lo stato per salvarsi
. Contro i giornali . Contro i
giornali . Berlusconi e le sue
battaglie . Sotto tiro a Bruxelles.
I
tre candidati.
Dal modo in cui si sono presentati
sul palco della convention del
Partito democratico l'11 ottobre
a Roma si capisce già cosa
vogliono rappresentare. Pierluigi
Bersani, vestito con completo
e cravatta, è il rigore:
uscito vincitore dalle consultazioni
tra gli iscritti al partito, si
prepara già ad affrontare
il centrodestra. Dario Franceschini,
senza giacca ma con la cravatta,
è la falsa disinvoltura:
è il segretario di partito
uscente, ma deve ancora riuscire
a sedurre fino in fondo gli elettori
del Pd. Ignazio Marino, invece,
è la piena disinvoltura:
sa che non riuscirà a vincere
e vuole solo creare sorpresa.
Per lui, niente giacca e niente
cravatta. Le Monde,
Francia
ll
presidenzialismo del Giornale
.In
Italia si fanno molte speculazioni
su quale sarà la prossima
mossa di Silvio Berlusconi dopo
che gli è stata tolta l'immunità
dai processi. In questo clima
Il Giornale, il quotidiano della
famiglia Berlusconi, ha proposto
di cambiare la costituzione per
aprire la strada della presidenza
della repubblica al premier. Nell'editoriale,
il direttore del Giornale, Vittorio
Feltri, scrive che il presidente
dovrebbe essere eletto direttamente
dai cittadini. Financial
Times, Gran Bretagna
Berlusconi
vuole indebolire lo stato per
salvarsi . In sei mesi Silvio
Berlusconi ha subìto tre
sconfitte. La prima riguarda la
sua immagine di statista, rovinata
dal fatto di essere stato beccato
con una diciottenne o con delle
prostitute. La seconda riguarda
il suo portafoglio, dopo la condanna
a un risarcimento di 750 milioni
di euro nel processo Mondadori.
La terza riguarda il suo futuro
giudiziario. Dopo la sentenza
della Corte costituzionale, Berlusconi
si prepara, con il suo stuolo
di avvocati, a prendere tempo
finché i reati che gli
si imputano non cadranno in prescrizione.
Ma il prezzo della sua sopravvivenza
è molto alto. Per le istituzioni,
lo stato, la costituzione e la
democrazia italiana. Le
Monde, Francia
Contro
i giornali . A pochi giorni
dalla sua peggiore sconfitta sul
piano politico, Silvio Berlusconi
è tornato ad attaccare
la stampa italiana e straniera,
accusandole di rovinare l'immagine
dell'Italia e dei prodotti Made
in Italy. Per condannare i giornali
di tutto il mondo il premier,
fedele al suo stile poco diplomatico,
ha usato la parola "sputtanare".
La Nación, Argentina
Berlusconi e le sue battaglie.
Con la sua caratteristica sfrontatezza,
Silvio Berlusconi ha detto di
recente di essere il miglior presidente
del consiglio dall'unità
d'Italia. Quest'affermazione,
però, non è servita
a cambiare il giudizio della Corte
costituzionale, che ha annullato
la legge che lo protegge dai processi
penali. Ora Berlusconi dovrà
affrontare almeno due processi.
La sua reazione è stata
quella di accusare la Consulta
di essere un "organo politico
di sinistra". In Italia si
fa politica in modo diverso. Lunghi
decenni di governi deboli e corrotti
hanno fatto sembrare Berlusconi
una boccata d'aria fresca quando
si è presentato con Forza
Italia quindici anni fa. Oggi
è impossibile pensare che
Berlusconi esca completamente
di scena: ha già dimostrato
in passato di essere un leader
molto resistente. Tuttavia, è
improbabile che anche il "miglior"
presidente del consiglio che l'Italia
abbia mai avuto riuscirà
a combattere su così tanti
fronti allo stesso tempo. The
Independent, Gran Bretagna
Sotto
tiro a Bruxelles. "Alcuni
valori vanno difesi al di là
degli interessi delle singole
nazioni". Con queste parole
il belga Guy Verhofstadt è
intervenuto al parlamento europeo
per difendere la libertà
d'informazione, messa in pericolo
in Italia dal premier italiano
Silvio Berlusconi. L'8 ottobre
gli eurodeputati, riuniti a Bruxelles,
hanno dato vita a un dibattito
vivace sulla concentrazione dei
mezzi d'informazione in Italia
e sulla figura di Berlusconi.
Socialisti, verdi e liberali pensano
che l'Unione europea dovrebbe
reagire, emanando una direttiva
sulla concentrazione dei media.
La Libre Belgique, Belgio
a cura di Ermanno Filosa - Italia
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