Italiani nel mondo e relativismo culturale
"La liberazione dalle ideologie totalitarie, è stata utilizzata egoisticamente per il solo progresso economico a detrimento di uno sviluppo rispettoso della dignità dell'uomo"
24.06.2010 - Gli italiani nel mondo sono portatori di un modello culturale che bisogna ancora del tutto ben descivere e delineare. È comunque un importante fattore di crescita per le Nazioni che ospitano gli italiani perchè costoro hanno “intrecciato” la propria natura della originaria cultura italica con la cultura di altri popoli ospitanti. Insomma, è nato, a mio modesto avviso, un nuovo modello culturale che chiamerei “cultura propulsiva" che permette di avere una visione a tutto tondo della “complessità della conteporeneità", a mezzo di criteri di analisi di prospettiva storica.
Noi italiani nel mondo avevamo avuto il sentore, frequentando Miami o Boston, che qualcosa non quadrava nell'intima struttura del mondo finanziario Usa. Chi poteva immaginare, solo una decina di anni addietro, che il cosiddetto capitalismo finanziario avrebbe messo in pericolo l’esistenza del capitalismo stesso? Che avrebbe messo così a nudo le sue contraddizioni? Alcuni colletti bianchi ci apparivano troppo disinvolti e mostravano frequentazioni costanti con gli architetti della “pirateria economica “e la finanza parassitaria. E già nei Caraibi, e precisamente nella Repubblica Dominicana, una banca di primo piano aveva, appena dopo l`11 settembre, mostrato i segni di una crisi che poi si è sviluppata con una bancarotta da altre 2,500 milioni di dollari; fu la prova in piccolo di ciò che poi in Usa si è realizzato in grande, provocando quindi una crisi economica-finanziaria mondiale ancora non risolta.
Taluni fanno riferimento alla esistenza nel mondo occidentale di una specie di "relativismo culturale" di massa che potrebbe favorire (e non è provato) la delinquenza e perfino la corruzione. Ma dobbiamo chiederci: come una società occidentale oggi sempre più multiculturale e multietnica, multireligiosa, può superare gli inevitabili conflitti? Le correnti del cosiddetto “ateismo militante" alimentano aspre tendeze di ostilità. Lo sviluppo del relativismo culturale è a mio avviso una costante positiva per dare spazio alle affermazioni di società tolleranti e non in preda a fanatiche contrapposizioni. Il relativismo è un importante strumento per suscitare comprensione, rispetto ed apertura verso culture diverse dalla propria; soprattutto comporta la rinuncia ad un criterio valutativo metaculturale. Vivere il mondo di oggi non è un gioco, il relativismo culturale ci aiuta a superare la vecchia e scontatissima alienazione. Che si definisce: condizione dell’individuo dissociato da se stesso come conseguenza del suo asservimento a un ordine di cose che lo domina.
II crollo del comunismo ha prodotto effetti economici. La liberazione dalle ideologie totalitarie, è stata utilizzata egoisticamente per il solo progresso economico a detrimento di uno sviluppo rispettoso della dignità dell'uomo; e la marea nera del Golfo del Messico, è la riprova che qualcosa non quadra nel modello di sviluppo economico che il mondo occidentale, liberato dalla tentazioni del comunismo, si vuole dare. È naturale quindi sollecitare interventi diretti a correggere gli squilibri, in difesa della dignità umana; e affermare che “il futuro verde è adesso”, è una scelta di civiltà che il presidente Usa Obama consegna con orgoglio alla Storia delle Grandi Opere. Quelle vere, senza cricca di alcun genere.
Ermanno Filosa * - ItaliachiamaItalia- Il Corriere dei Caraibi - Gente d`Italia
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