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Berlusconi, tra clima giacobino e crisi del patto sociale
15.07.2010 - Abbiamo capito che la “vecchia politica” è un macigno sullo scenario italiano. E noi italiani nel mondo siamo preoccupati. Molti si interrogano, e alla fine non si ha ben chiaro che cosa accade in Italia, e verso quale destino politico va il Bel Paese. Comunque, si percepisce tensione, affanno politico, ostilità personale e logorio dei rapporti politici in generale. La rinascita, appunto, della vecchia politica.
Non vi è dubbio che ogni giorno diventa sempre più vorace il mostro divoratore della stabilità politica. Si percepisce che il clima giustizialista reclama una forte e decisiva rivincita; sembra di essere ritornati agli anni di Mani Pulite, la clamorosa iniziativa politico-giudiziaria nata a Milano e che mise in ginocchio la Prima Repubblica.
Gli articolisti più scrupolosi dell`epoca scrivevano "l`Italia soffre, Milano e Roma tremano". Ma poi sappiamo come tutto terminò. Tra prescrizioni, leggi modificate o abrogate, si è pervenuti a una riabilitazione complessiva, quasi ad omaggiare nei fatti e storicamente quel famoso discorso di Bettino Craxi in Parlamento, quando dichiarò con fermezza che chi fosse senza colpe riguardo al finanziamento illecito dei partiti lo affermasse, perchè poi i fatti comunque si sarebbero incaricati di dichiararli spergiuri.
E quindi, oggi, non ci rimane che prendere atto che in Italia la cultura del conservatorismo sociale e delle corporazioni superò il clima giacobino, favorendo il successo di Silvio Berlusconi.
Oggi però si osserva che in Italia sembra diventare più spesso il clima del dopo-Berlusconi. Nonostante il successo elettorale, il centro-destra fa una colossale fatica a realizzare le grandi riforme e a cambiare il Paese. La cultura del patto sociale e delle corporazioni sembra in crisi. Eppure, il nostro Cavaliere, con il suo esultare a volte ottimista, a volte rabbioso, fa ogni sforzo per trasmettere ancora una idea di speranza e di futuro, dando il segno di un'Italia capace, creativa e vitale. Ma ciò non basta a cambiare il Sistema Paese.
Ma sembra che la generosità del nostro Silvio non venga ben ripagata. Taluni osservatori parlano di fallimento politico di Berlusconi e della sua incapacità di portare l’Italia a una nuova missione collettiva che sia anche di sostegno alle imprese individuali.
È un errore a mio avviso individuare esclusivamente nel Cavaliere la sensazione di fallimento. Dobbiamo prendere atto che è in crisi il patto sociale che fino ad ora lo ha sostenuto; la natura di questo “nuovo conservatorismo” è complessa, considerato che la maggioranza del centrosinistra è stata parte integrante, unitamente alle tradizionali forze della tradizione del centro destra.
A questo punto sembra lecita una domanda: è Berlusconi ad “aver prodotto gli italiani,” o sono gli italiani ad aver prodotto Berlusconi? Il nostro Cavaliere è l`interprete di un Paese deluso e burocratizzato, oppure è l`innovatore, l`uomo del cambiamento, il protagonista delle grandi Riforme? Il clima giacobino e la instabile tenuta del patto sociale, saranno il patibolo o l`occasione della riscossa ferma e forte alle ostilità? Parlare in punta di forchetta, a questo punto non basta più. E il Cavaliere lo sa bene.
Ermanno Filosa * - ItaliachiamaItalia- Il Corriere dei Caraibi
efilosa@italiachiamaitalia.com
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Il
dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo,
è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana",
inoltre e'
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente
Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare
di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)
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efilosa@italiachiamaitalia.com
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