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Berlusconi e Ruby, no al Golpe all'italiana
23.02.2011 - "Se non mandate a casa la casta dei mandarini, sarà guerriglia con la giustizia" (Pier Camillo Davigo, ottobre 1996). Mai bisogna dimenticare il clima di Mani Pulite. Mai dimenticare che furono cancellati dalla scena politica in quattro mesi cinque partiti, che comunque avevavo difeso il sistema democratico nel dopo guerra, dopo la caduta del fascismo.
Adesso vi è il caso montato ad arte in forma di scandalo, e cioè i ricevimenti nella residenza privata del Premier. Si parla di feste piccanti, di donne succinte che ballano.... come se fosse meglio per gli additati nella maldicenza fare la guerra e non l`amore moderno. Vigliacca ipocrisia usata per demolire l`avversario politico.
E continua, così, il gossip sul caso Ruby- Berlusconi. Solo perchè sembra che la marocchina non avesse 18 anni quando frequentava il Cavaliere, dando comunque la nostra ragazza l`impressione di una appetitosa donna di 22-25 anni. Mi dispiace tanto non averla incontrata ed invitata ai Caraibi...
Ora, viene spontaneo chiedersi che cosa succederebbe se la sentenza di primo grado del tribunale milanese dovesse condannare Berlusconi. Molti "giudici telematici" hanno scritto con sicumera la sentenza di condanna. Siamo al delirio. Osservo che esiste una diffusa “giustizia mediatica”... che interpreta il sentir popolare. Scenari socio-policico di un mondo post-moderno, dove la narrazione sembra perdere ogni elemento soggettivo: a raccontare sono i media, consapevoli produttori dell'evento, cronisti di se stessi.
Un celebre non simpatizzante del Cavaliere come Sergio Romano scrive nell'editoriale del Corriere del 16 febbraio: "Non è necessario essere berlusconiano o elettore del Pdl per assistere con disagio a certe iniziative della magistratura inquirente... Esiste un “pericoloso cortocircuito” tra politica e magistratura, un nodo che risale alla stagione di Mani Pulite e che non siamo ancora riusciti a sciogliere". Sì, osserviamo da tempo le scintille.
Per Romano, comunque, il presidente del Consiglio dovrebbe sottoporsi a giudizio, ma per una ragione del tutto particolare: "Deve evitare che questa legislatura finisca in un'aula di tribunale. Il solo modo per impedire che questo accada è quello di governare accettando, giorno dopo giorno, il confronto col parlamento. Se dimostra di avere una maggioranza nessuno, se non una sentenza definitiva, può impedirgli di restare a Palazzo Chigi. Se la maggioranza non è sufficiente occorre tornare alle urne. In ambedue i casi avremo dimostrato che la politica non si fa nei palazzi di giustizia, ma nei parlamenti e nei seggi elettorali".
Mi sembra evidente che Romano pone una questione vitale per la stabilità democratica del Paese, e cioè: è essenziale che non si crei un pericolosissimo precedente, ovvero che in Italia, per la prima volta, si faccia cadere un Governo dentro all'aula di un tribunale. Miopia politica, follia, forsennato velleitarismo anima alcuni settori dell'opposizione; se tale ipotesi si dovesse verificare, rappresenterebbe un baratro politico, un fatto unico nella storia delle vicende governative mondiali, una sorta di “Golpe all`Italia”. Si, un Golpe Post –Moderno. Pericoloso punto di non ritorno per la nostra democrazia e la demolizione completa di ogni capacità di difesa della nostra dirigenza politica. Saremmo all`apoteosi del clima infame di Mani Pulite. Al trionfo della guerriglia giudiziaria contro la politica.
"I giudici devono essere leoni, ma leoni sotto il trono", scriveva Francis Bacon, indimenticabile pensatore e creatore artistico degli anni 90. Oggi sembra che il "trono" di cui parlava Bacon sia barcollante e messo in discussione. Forse non esiste più e non ce ne accorgiamo. Esiste piuttosto l'arena ed esistono i gladiatori sottoposti alla damnatio ad bestias. Bisogna vedere chi veste di volta in volta i panni del gladiatore. Buona fortuna, Italia!
Ermanno Filosa * - ItaliachiamaItalia - Il Corriere d' Italia
efilosa@italiachiamaitalia.com
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Il
dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo,
è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana",
inoltre e'
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente
Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare
di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)
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efilosa@italiachiamaitalia.com
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