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Gli italiani nel mondo e lo tsunami telematico
24.03.2011 - Ogni giorno ci rendiamo conto che viviamo in un mondo nuovo. Tutto ci sembra cambiato rispetto a un decennio precedente. Tsunami e piazza telematica: niente è più come prima. Gli italiani nel mondo lo percepiscono con pressante immediatezza. Vivere, riflettere, amministrare secondo i canoni di ieri non è più possibile: le ragazze e i ragazzi lo hanno compreso meglio di tutti noi. "Tutti" vuol dire i loro padri, i loro genitori, altre generazioni che comunque convivono con loro. I giovani: se vengono tagliati fuori loro, viene eliminato la possibilità di sviluppo del mondo stesso.
Esiste così un mondo nuovo, straordinario. Dobbiamo imparare a convivere con fatti e circostanze, eventi che a volte vedevamo solo in pellicole filmiche. Invece è la realtà che ci piomba addosso, anche se solo in forma mediatica. Siamo come rapiti, forse emotivamente sedotti, certamente la nostra sensibilità è come trafugata. Sembrano superati, come svaniti, i secoli dell’Agorà, la piazza reale dell’antica Grecia e dei tempi successivi, dove tutti si dicevano di tutto e alla fine decidevano. Almeno così ritenevano, e la chiamarono democrazia, sovranità diretta del popolo.
Poi venne la piazza che ascolta, senza partecipare: la piazza della radio... e la voce ammaliava. E induceva l'ascoltatore a intraprendere improbabili voli pindarici. Ancora altra piazza mediatica, la piazza televisiva: il gioco delle immagini insieme alla voce ci ha avvolto per decenni, unitamente al mondo della cronaca e delle notizie commentate e degli eventi sportivi.
Oggi si affaccia alla nostra consapevolezza un altro tempo: quello della piazza telematica, la piazza del mondo globale; l’onda verde dei ragazzi del Maghreb travolge regimi che sembravano giganti di acciaio, invece hanno mostrato piedi di argilla; i Paesi nord-africani sembravano incrollabili e l'onda del cambiamento sbocca non solo sui piccoli schermi dell’“elettrodomestico”, ma su tutti gli "i-qualcosa" del mondo. Freme la voglia di libertà su milioni di telefonini “amici di vita”, nelle menti e nella coscienza di ciascuno. Nasce una nuova consapevolezza. Si percepisce la sensibile voluttà della qualità della libertà.
L’onda marrone dello tsunami travolge il Giappone del nord e la comunicazione di tutto il mondo: viviamo una straordinaria diretta; assistiamo a fatti che accadono dall'altra parte del mondo, dove è notte quando da noi è giorno. I social network fanno la loro parte: trasmettono fatti e paure, notizie forti e crude, insomma aiutano e allarmano.
Tsunami 2011. Lo abbiamo vissuto in pieno, altro tempo da “piazza telematica”: se lo raffrontiamo allo tsunami del 2004 e se ricordiamo come abbiamo vissuto quei fatti dolorosi dal punto di vista delle immagini e delle informazioni che pure ci raggiungevano, oggi abbiamo la consapevolezza di come in pochi anni “tutto è cambiato e niente sia più come prima”. Lo tsunami telematico ci ha investito ogni istante e abbiamo sentito in diretta i tormenti e il grido di dolore di un popolo sfortunato e colpito dalla natura. Abbiamo per vari momenti visto il crollo del sentimento di speranza, si è ingigantito lo sconforto e abbiamo in diversi momenti portato al petto l'"i-qualcosa" nell'illusoria convinzione così di trasmettere calore ed affetto agli sventurati che temono in oriente l'Apocalisse nucleare.
La piazza telematica non è un filtro, ma produce un impressionante "effetto presenza".
Ermanno Filosa * - ItaliachiamaItalia - Il Corriere d' Italia
efilosa@italiachiamaitalia.com
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Il
dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo,
è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana",
inoltre e'
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente
Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare
di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)
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efilosa@italiachiamaitalia.com
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