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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


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Ermanno Filosa

Il PdL senza Berlusconi. È possibile?

14.04.2011 - Siamo in pieno tormentone. Belusconi potrebbe mollare? E' un leader bollito o no? E se lasciasse davvero, cosa accadrebbe? Il Pdl ha un futuro senza il Cavaliere? Può un partito vivere esclusivamente con la forza carismatica di un leader? Diciamolo: sono semplici speculazioni teoriche, perchè il nostro Premier a tutto pensa meno che a sparire dalla scena. Il dopo-Berlusconi non bussa alle porte, anche se si respira tutta l'atmosfera di un nuovo momento per il centro destra italiano.

Il "Berlusconi a casa" sarebbe il sogno dei sinistrorsi. Il Cavaliere però non se ne andrà, anche per non lasciarci nelle mani di non si sa chi. Prima del 2013, tuttavia, caro Presidente Berlusconi, si ricordi che bisogna realizzare a tutti i costi la riforma della giustizia. Almeno questa grande riforma facciamola, per avviare veramente il cambiamento del sistema Italia. Altrimenti il Paese sarebbe in preda alla fameliche burocrazie giudiziarie d'assalto e ai poteri economici forti, con osmosi creativa e capitali di avventura e quindi con ferme e tenaci ambizioni di dominio. Altro che democrazia, vedremmo nascere un Paese in cui piano piano le dittature, come un venticello caldo, con i panni di ideologie nazional-popolari si alleerebbero in una sorta di compromesso storico di potere blindato e senza respiro di fantasia programmatica. Inizierebbe davvero il declino senza sosta dell'Italia.

E' pressante l’esigenza di un partito di centrodestra che sappia muoversi sulla scena di un futuro politico credibile. La nascita, insomma, di un vero partito, autentica palestra di idee e progetti politici, capace di andare oltre Berlusconi e il berlusconismo. Un partito che pur ritenendo che il Premier sia il suo naturale leader, sappia maturare la capacità di dare risposte decise alle sfide del futuro. Dovrebbero rinsavire coloro del Pdl che, in preda alla miopia politica, antepongono il proprio "particulare" all'interesse generale del partito e del Paese. E quindi coltivare criteri precisi per selezionare una classe dirigente che non potrebbe non nascere dalla militanza politica... e non da altri mondi popolarmente discutibili.

Il noto sogno di Ferrara (Un avviso ai naviganti: Berlusconi può mollare) è naturalmente una provocazione e pone l’assillante interrogativo: ma se davvero Berlusconi dovesse mollare, che ne sarebbe del centrodestra? Che ne sarebbe del sogno liberale? Che ne sarebbe dell’Italia? Non possiamo certo accettare che la destra, o se preferite il centrodestra, possa un domani essere rappresentata da Fini o dal suo cespuglio.

L'articolo di Ferrara è una bacchettata sulle mani agli esponenti del Pdl irrequieti, invitandoli a stare al loro posto ed a fare solamente quello per cui sono stati eletti: cambiare il sistema Italia. Berlusconi non ha avversari politici, ma "nemici"; e costoro hanno trovato il tallone d’Achille del Cavaliere: le donne; le belle donne. Il sesso come reato e peccato; incredibile a dirsi a che punto è arrivata la trama della sinistra. Credo comunque che il Premier abbia altre grosse cartucce da sparare, nonostante l’arsenale che possiede vada lentamente esaurendosi.

È noto agli analisti di cose politiche quando un leader è grande dinanzi alla Storia, e cioè se è in grado di animare una progettualità politica di più ampio respiro, capace di andare oltre la sua vita. E il Popolo delle Libertà non rappresenta al momento del tutto questa progettualità, forse il suo contrario. Si parla di partito non-partito, di partito non caserma , ma di partito “della gente”. Belle fantasie. Ma Berlinguer, De Gasperi, gli stessi Lenin e Fidel Castro, Peròn in Argentina, hanno creato il partito tra la gente, non il partito della gente; e cioè una struttura organizzativa capace di governare il sociale e di dare forza alla fase istituzionale. Il resto è chimera. Non basta il carisma per sostenere un elettorato in forma definitiva. Il carisma accende il consenso, ma poi la struttura organizzativa di un partito lo consolida tra le masse.

Il nuovo possibile compromesso storico, coltiva il progetto di una "democrazia sotto tutela", ma la costante presenza del Cavaliere sulla scena politica ogni giorno esorcizza e scongiura. Il domani purtroppo è vicino. La cultura e il popolo di centrodestra, senza un progetto a medio e lungo termine, rischia di rimanere orfano non solo del proprio leader, ma anche di una struttura di riferimento, di un partito organizzato, e di una classe politica dirigente capace di incarnarla e radicarla nel territorio e nella cultura della gente. Tutto il resto sono bramosie avvizzite senza un credibile diagramma di flusso.


Ermanno Filosa * - ItaliachiamaItalia - Il Corriere d' Italia
efilosa@italiachiamaitalia.com


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Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana", inoltre e'

Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)

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