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Usa, Obama sbanca su Facebook
24.04.2011 - Molti commentatori hanno banalizzato l'evento, è sembrato che tutto si sia ridotto nel “Ho fatto mettere la cravatta a Zuckerberg”. Un tono volgare. E non è così. E' stato il giorno invece di una autentica partecipazione democratica, di un dialogo davanti all'America e al mondo in forma schietta e spontanea, senza baraonda e liturgie protocollari, senza tante cerimonie. Obama si è rimesso alla guida di una macchina politico-elettorale di nuova generazione, relegando l’apparato democratico di clintoniana memoria al ruolo di una era arcaica. Insomma, assistiamo alla manifesta sovranità popolare che si fa protagonista senza riti da bacucco cadente.
Barack Obama sul famoso social network, Facebook, ha oltre 20 milioni di ammiratori. Un successo clamoroso. Il presidente, che ha già usato Facebook durante la campagna elettorale del 2008, può far arrivare il suo messaggio alle nuove generazioni, attraverso il passaparola telematico. Un messaggio anti-repubblicano. È chiaro.
Il Presidente Usa ha giù sperimentato con successo la potenza del Web. E con Internet ha iniziato il lancio della sua nuova campagna elettorale per le presidenziali del 2012. Obama ha di fatto messo in campo un accordo politico-tecnologico che aiuta entrambi i protagonisti: la squadra politica della Casa Bianca e i dirigenti dell'azienda di Palo Alto, in California. Una allenza strategica di alto profilo; il social network viene galvanizzato, come elettrizzato, dalla presenza della figura di Obama, ed il Presidente ha la possibilità di entrare in contatto con tutti i suoi ammiratori, e affacciarsi su una platea di oltre 600 milioni di utenti.
Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, ha accolto il Presidente Obama nella sede di Palo Alto. Ha indossato la giacca per l'occasione, e ha fatto gli onori di casa per avviare l`incontro con gli ammiratori di Obama che sarebbero intervenuti in linea diretta; l’evento non è servito per promuovere Facebook, ma ha realizzato l’obiettivo di prendere contatto con i suoi utenti. "Sono eccitato di essere qui tra voi di Facebook, nelle sfide del cambiamento siete all’avanguardia”, ha esordito Obama. E` errato parlare di comizio presidenziale, perchè si è trattato di un incontro virtuale con milioni di giovani in carne e ossa. Un incontro fresco e spontaneo, senza tanta prosopopea. Senza retorica. La autentica solennità della naturalezza.
Le domande per il Presidente sono giunte sia dagli utenti del social network che dagli impiegati di Palo Alto. L’argomento principale è il deficit. Obama vorrebbe ridurlo aumentando le tasse ai ricchi, mentre i repubblicani puntano ai tagli su energia, assistenza sanitaria, previdenza. Argomento quindi acceso, appassionanate e ricco di riflessi di strategia politico –elettorale.
In realtà con George Bush junior Presidente, gli Usa mentre tagliavano le tasse, entravano in due guerre con alti costi finanziari, e con alti costi in termini di vite umane. Sta qui, in breve , la causa del surplus: ora, secondo il presidente, i sacrifici vanno fatti, con tasse corpose verso i più ricchi. “Sempre più persone usano Internet per raccogliere informazioni - ha spiegato il presidente -. Storicamente, quel che ha fatto una buona democrazia sono cittadini ben informati: ed è quello che riesce a fare Facebook, con una conversazione che non è univoca”. E quindi contenti di far pagare tasse ai ricchi.
Il cuore del dibattito ha toccato poi ricerca ed istruzione. Puntare sulla ricerca, secondo il presidente, è un’assicurazione per fare passi avanti e rendere più credibili le fonti di energia rinnovabile, come l’eolico e il solare. “E’ la maniera per rimanere competitivi - ha concluso Obama - e spero che questa sarà una delle maggiori eredità che lascerò da presidente”. Zuckerberg ha detto di voler “rendere attraente la scienza, così come lo era la corsa verso la luna”. Non proprio male per questo piccolo-grande genio, che può vantare un patrimonio di oltre 13 miliardi di dollari, ma anche una decina di cause civili con gli altri presunti ideatori del social network.
E così Obama è diventato un candidato Facebook, dopo essere stato un Presidente del mondo nuovo che adombra Internet, il Web che supera spazi e tempo e ci accomuna tutti in non luogo creativo e di alto spessore innovatore, carico di speranza senza trucchi.
Ermanno Filosa * - ItaliachiamaItalia - Il Corriere d' Italia
efilosa@italiachiamaitalia.com
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Il
dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo,
è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana",
inoltre e'
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente
Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare
di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)
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efilosa@italiachiamaitalia.com
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