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Cuba, l'anima spezzata dei Caraibi
28.04.2011 - Sì, nei Caraibi esiste anche Cuba. La conosco da decenni, è un'isola dalle bellezze paesaggistiche indimenticabili. Splendida la sua costa, memorabili le danze delle sue belle donne negli arenili a suon di musica, davanti ai fuochi accesi. Costanti i venti alisei che creano un clima dolce e secco, mite. Ma vi è Fidel Castro, con il suo regime illiberale. Il progresso a Cuba è una chimera, forse una allucinazione, certamente una forte aspirazione del popolo cubano.
Sin dai primi giorni della sua ascesa al potere, Fidel fece di tutto per lanciare il messaggio che la sua Rivoluzione fosse stata opera dei partigiani da lui guidati; furono così messe nell’ombra importanti grandi azioni compiute contro la precedente dittatura dal Movimento "26 Luglio" e la "Resitencia Cívica", che agirono prevalentemente a Santiago de Cuba e La Havana. In altre parole, Fidel si impadronì di meriti storico-militari inesistenti, per dare vita al suo desiderio ideologico di affermare il potere assoluto. Altro che democrazia.
Intanto il robusto e scaltro corteggiatore rosso, l’Urss, non stava certo a guardare. Castro sfruttò abilmente lo slogan: "La nostra Rivoluzione è verde come le Palme". La palma reale è l’albero più popolare a Cuba. Grazie alla propria capacità dissimulatoria, Castro cercava di negare la propria volontà di consegnare Cuba all'interlocutore più credibile esistente sulla piazza politica mondiale; la capacità di Fidel di non comunicare quello che vuole in realtà fare è impressionante. Di fatto, il regime comunista si affermò nell'isola, spezzando l'anima libera per colorita vocazione del popolo cubano.
Sono notevoli le “storiche menzogne” che Castro ha ripetuto al mondo. "Non c’è comunismo nemmeno marxismo nelle nostre idee, bensì democrazia" (Sierrea Mestra ,1958). "Ci sarà libertà per coloro che si esprimeranno a favore nostro e così per chi lo farà contro di noi" (La Havana, gennaio 1959). Queste sono due cristalline menzogne indegne sul piano storico-politico, come decine e decine di altre.
Castro parla sempre. Per confondere e disorientare. E' abilissimo nel comunicare l'ambiguità. L'indole castrista in verità ha saputo a livello mediatico far passare l’embargo americano come un "blocco"; è stato per 50 anni il suo cavallo di battaglia, perché così ha giustificato la violenza, la assenza di libertà alla quale sottomette il popolo cubano. Ai cubani appartiene il primato del più alto tasso di suicidi sul carrello di un aereo, nel viaggio verso la libertà definitiva nell’aldilà. Osserviamo: negli anni antecedenti al 1986 Cuba commerciava liberamente con tutto il mondo, tranne che con gli Stati Uniti, nonostante la merce americana arrivasse comunque a Cuba tramite paesi terzi. Ci chiediamo: è serio ritenere “questo gioco” un vero embargo?
Tre presidenti Usa hanno cercato la distensione con Cuba, ma Castro, vero maestro della manipolazione, è riuscito a far permanere le tensioni tra le due sponde dell’America; un'arma propagandistica per giustificare la sua permanenza al potere, nonostante il decadimento nel quale ha relegato Cuba. Carter, unico presidente statunitense che aveva visitato l’isola in più di mezzo secolo di dittatura castrista (1998), adesso torna per incontrarsi con il fratello di Fidel, Raul, e altre personalità della società cubana. Con generosità dichiara la sua amicizia con Castro.
La verità è che il governo castrista è a corto di liquidità per pagare i debiti contratti; la crisi economico-finanziaria è gravissima fino al punto che già si inizia a parlare di “fattore di sviluppo e crescita” del diritto di proprietà, fino a ieri ornamento principale della deturpante ideologia castrista. Cuba non ha più uno scambio commerciale stabile con molti paesi perché non ha pagato il debito di circa 25 miliardi contratto con l’Occidente e quello con l’ex blocco socialista-comunista di oltre 30 miliardi. Dal 2007, gli Stati Uniti sono diventati, ironia del destino, il quinto partner commerciale de La Havana. Anche lo zucchero viene importato, nonostante Cuba fosse il primo produttore di canna da zucchero. L'anima spezzata di Cuba è una ferita ancora aperta nel gran bel mare dei Caraibi, nonostante la buona e generosa volontà di Carter.
Ermanno Filosa * - ItaliachiamaItalia - Il Corriere d' Italia
efilosa@italiachiamaitalia.com
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Il
dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo,
è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana",
inoltre e'
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente
Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare
di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)
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