Letizia Moratti, miracolo a Milano
21.05.2011 - Letizia Moratti ha preso una bella batosta, insieme al Pdl. Ma a Milano Moratti può ancora vincere. Il Pdl dice: «Abbiamo sbagliato i toni. Abbiamo esagerato, abbiamo spaventato i moderati...». Può darsi, complessa è l`analisi su un esito elettorale cosi sorprendente. Intanto dobbiamo osservare che il Cav ha involontariamente arrecato un danno alla Moratti, oscurandola, annegandola nel fiume delle sue dichiarazioni. Sono scomparsi dalla lotta elettorale i temi relativi alla città, non si è parlato di programma comunale, non si è data risposta ai bisogni urgenti dei cittadini milanesi. In dieci giorni bisogna adesso sviluppare il vero e proprio miracolo a Milano.
La Moratti dovrà dimostrare che si sa aprire alla gente. Dovrà dimostrare che non è legnosa e antipatica, dovrà apparire sincera e vivace. Dovrà eliminare quella pelle che il suo personaggio trasmette, dovrà dimostrare di non essere una figura bollita e superata, senza slancio. Eppure a volte appare ancora monotona e persino depressa. Insomma, dovra` cambiare comportamento. In dieci giorni convincere che i moderati possono vedere in lei una solenne interprete di una città moderna che ha un futuro di sviluppo. Moratti dovrà realizzare il vero miracolo a Milano. E si può fare.
Parola d'ordine: mantenere la calma e volare alto. Dovrà emergere la persona Sindaco, l’amministratrice Moratti, in giro per i mercati, nei grandi bar della periferia, apparire all`improvviso nelle discoteche, tra i giovani a salutare, a bere qualcosa, farsi vedere una figura viva e umana, non bollita e spenta. Insomma, scendere tra la gente e oltre la gente, rilasciare una impressione di un candidato che soffre per la sua città che potrebbe cadere in mano ai circoli chiassosi della sinistra estremista. Dice Ignazio La Russa: "E' un luogo comune che Letizia sia una persona gelida, algida: non è vero”. Ma fino adesso così è sembrata, ed allora la nostra Letizia deve togliersi dal collo la volpe della mesta antipatia, della freddezza, del sorriso forzato, deve snocciolare il suo naturale carisma di donna affermata e di successo, di donna che lotta e deve comunicare l'impressione che può vincere.
Dovrà convincere, soprattutto la città poliedrica e multiforme, prevalentemente terziarizzata; i veri interessi, infatti, sono quelli dei tecnocrati e del mondo della finanza e dovranno essere richiamati all`impegno elettorale. Milano non è una comunità territoriale compatta e coesa, è una metropoli. Bisogna quindi lanciare il segno di una battaglia elettorale post-moderna. Siamo ancora in tempo per farlo.
Gabriele Albertini, già sindaco della città, deve essere recuperato verso un impegno di lotta elettorale. In questo rush finale Albertini più che Silvio può recuperare i voti moderati persi dal Pdl e quelli andati al Terzo polo. E poi Roberto Formigoni deve metterci la faccia: mobilitare Comunione e Liberazione che in questa prima tornata elettorale molti giudicano quasi assente, rimasta in panchina. Dovranno essere rassicurati i cattolici infastiditi dal bunga bunga. I dirigenti del Carroccio dovranno fare ogni sforzo per non disperdere i voti di quei leghisti che non amano Letizia Moratti e che di Berlusconi sono stufi. Ci vuole forza e impegno, entusiasmo. A Milano il Pdl può ancora vincere.
Ermanno Filosa * - ItaliachiamaItalia - Il Corriere d' Italia
efilosa@italiachiamaitalia.com
[Commenta]