MORDI
E FUGGI
Il
petro-populismo, e gli italiani
allestero.
di
Ermanno Filosa
26.01.07 - Diamo unocchiata alla America
Latina così popolata da Italiani li
residenti. È noto ormai che è
stata superata la tragica e falsa alternativa
delle «due G», golpe o guerriglia,
che ha insanguinato e tradito per anni quel
Continente. E così, nonostante il drammatico
anacronismo di Cuba e il rischioso populismo
del Venezuela, ormai tutte le nazioni hanno
fatto della democrazia la strada istituzionale
del «non ritorno»; e anche l
assetto oggi democratico di governi eletti
dal popolo, e sempre meno inclini all
ideologismo, consente agli uomini di Chiesa
di essere più liberi nella loro azione
pastorale. Tanto è vero che oggi i
sacerdoti Italiani-latino-americani sono in
prima linea contro le ingiustizie e gli sfruttamenti;
e la loro azione pur a tutto campo e senza
sconti per la classe politica, non ha più
il sapore né della compromissione militarista
nè della politicizzazione marxista
che è stata piu volte denunziata
in passato.
In questo quadro, a giudicare dalle performance
elettorali l' America Latina sembrerebbe quasi
interamente risucchiata nel vortice
della sinistra populista ; è
un impressione che deve essere verificata
con serenità. Mi muovo spesso in America
Latina, e ho potuto osservare che poi la sinistra
populista non è così popolare
tra le masse. Le politiche dei partiti di
centrodestra, a ben osservare, sono sempre
di più nell' agenda dei governi di
sinistra. In Cile, Perù, Costa Rica
e Brasile, infatti, hanno vinto candidati
di centrosinistra che hanno ben poco a che
fare con la visione socialista populista di
Chavez. Il brasiliano Lula, ad esempio, messa
da parte la retorica sull' assistenza ai poveri,
sta portando avanti le stesse politiche economiche
liberali del suo predecessore. Il presidente
peruviano Alan Garcia è un ex populista
sempre più sostenitore dei benefici
della globalizzazione, convertitosi al libero
mercato. Daniel Ortega, vecchio e neo presidente
del Nicaragua, abbracciato i valori liberali
è già sula linea di non abolire
il Cafta, l' accordo di libero mercato tra
i paesi limitrofi e gli Usa .
Ecco il petro-populismo. El Nuovo
Herald di Miami, spiega che le vittorie elettorali
in Venezuela, Bolivia e Ecuador non sono un
trionfo della sinistra radicale, ma una vittoria
del petro-populismo; in questi Paesi i leader
regalano i soldi e sogni senza preoccuparsi
di creare una piattaforma per lo sviluppo
e crescita economica a lungo termine. La gente,
di conseguenza, si aspetta una rapida distribuzione
di questa abbondanza di denaro liquido, e
quindi realizzare il massimo dei risultati
con il minimo sforzo. L' aumento del prezzo
della materie prime come il petrolio, fa nascere
sacche di rendite parassitarie e beneficia
di fatto elettoralmente leader di sinistra;
ma essenzialmente il petro- populismo
rianima settori di centro destra. Questa contraddizione
deve indurre in riflessione gli Italiani residenti
in America Latina, per meglio comprendere
gli sviluppi futuri di assetti economici parzialmente
viziati, e gli orientamenti di leader poco
propensi nei fatti ad allontanarsi, nonostante
i proclami elettorali, dal ferreo incedere
della globalizzazione economica-culturale.
Ermanno Filosa * Litaliano.