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MORDI E FUGGI

Benedetto XVI, illuminato dalle ombre.
di Ermanno Filosa

12.03.07 - Un Papa epocale?. Poco ci manca. Lo ripeto: il Papa è il Papa; è tradizionale il rispetto. È di alta considerazione, in verità, il ruolo che svolge nel tessuto religioso-culturale, a volte anche politico, in tutti i tempi. Insomma, come si dice, “una alta autorità morale”. Ma non per questo i comuni mortali perdono la favella, o la libertà di giudizio critico; ci mancherebbe altro. Anzi, è possibile che questo nostro Papa sia uno stimolo per riflettere, analizzare se stessi e l’ epoca che viviamo.

Veniamo al dunque. Benedetto XVI, è intervenuto recencemente in Vaticano alla riunione plenaria del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, riconoscendo i meriti dei nuovi mass media: quello di aver diffuso in tutto il mondo civiltà e conoscenze prima inaccessibili ai più. "Le mie preoccupazioni - ha detto il pontefice - non sono differenti da quelli di una madre, di un padre, di un insegnante o di un responsabile pubblico".

Senza dubbio - ha detto Ratzinger-, per quanto riguarda in particolare Internet, deve essere doverosamente riconosciuto che (la rete) ha aperto un mondo di conoscenze e possibilità di imparare a molti che prima avevano difficoltà di accesso, o non ne avevano per niente. Tali contributi al bene comune - ha osservato il Papa - meritano plauso e devono essere incoraggiati".

E ancora. “"D' altra parte - ha proseguito - è anche chiaramente evidente che molto di ciò che è trasmesso in varie forme nelle case di milioni di famiglie in tutto il mondo è distruttivo". E, a questo proposito, papa Ratzinger ha ribadito il dovere dei mass media ad educare "i bambini e i giovani alle vie della bellezza, della verità e della bontà".

Un dualismo problematico.

Ecco, siamo arrivati al punto. Il Papa ci dice che è “distruttivo” molto di ciò che Tv o Web trasmettono a milioni di famiglie. Adesso bisogna essere cauti, e comprendere che cosa il Papa intende per “distruttivo”. Meglio: che cosa viene distrutto. Il lettore attento comprendera`che a questo punto si apre una grande voragine di considerazioni. E vi è chi puo’ anche parlare di una anteprima per avviare “una censura preventiva” su ciò che è trasmesso dalla Tv o dal Web. E i regimi assoluti sono su questa strada da tempo.

Sappiamo che la Chiesa riconosce l’ autorita' dello Stato ma "Cesare non e' tutto “, perchè emerge una Autorità che vanta il diritto di essere ascoltata. Appunto il Pontefice, successore di Pietro. Va bene. Ma appunto per questo il Papa dovrebbe stare cauto nello esprimere considerazioni che turbano la coscienza degli uomini liberi e di buona volontà. Benedetto XVI individua un problematico ”dualismo“ sul ruolo dei mass media: distruttivo per le famiglie, ma strumento indispensabile per diffondere conoscenze prima inaccessibili ai più. E da questo dualismo non se ne esce facilmente, considerato che è, a mio parere, di “impossibile individuazione assoluta “ il messaggio che distrugge e quello che non lo fa; e poi: che cosa distrugge?. Valori, si dice. Sentimenti, si dice. Difficile, perchè ci troviamo dinanzi a concetti relativi al tempo e allo spazio, e alle diverse convinzioni religiose, differenti ambiti cultural-politico. Complicato.

Papa Benedetto, con profonda vena intellettuale, si muove in struggente viaggio fra disagio, sofferenza e creatività; a volte appare illuminato dalle ombre, da preoccupazioni che aprono polemiche. Un viaggio dell’ anima del credente per dare risposte alla epoca che vive. Uno sforzo apprezzabile, ma non sopportato da adeguati consiglieri; le regole essenziali per un “capo” sono due: decidere e ascoltare, ascoltare e decidere. Nessuno ha spiegato a Napoleone i pericoli che correva avventurandosi all' interno della Russia per inseguire il generale Kutuzov. Ma chi aveva il coraggio di contraddire l' Imperatore?

Ecco: bisogna che il capo faccia il capo. Riunisce tutti i collaboratori e elenca con lucida chiarezza le questioni da trattare. Poi li fa parlare, discutere, sfogare. Poi decide. Se l’ avesse fatto, Papa Benedetto non avrebbe detto che vi sono messaggi “distruttivi”, perchè un collaboratore libero lo avrebbe dissuaso cogliendo la stonatura. È possibile, però, che il Papa sia circondato da collaboratori che gli diano sempre ragione. La sapienza nasce nello esercitare costantemente lo spirito critico riguardo ai tempi che viviamo, e non nel tentativo infinito di liberarsi dalla paure del diavolo e del peccato. Paure, poi, che sono pure invenzioni della mente umana.

Ermanno Filosa* L’italiano

 


Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è il Presidente dell' Associazione
"Azzurri nel Mondo - FORZA ITALIA della Repubblica Dominicana"

ed attualmente riveste la carica di
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(COMITATO DEGLI ITALIANI ALL' ESTERO - CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI SANTO DOMINGO - HAITI - GIAMAICA)