Berlusconi:
è Beyond the Box, fuori dalla scatola
del conformismo
SANTO
DOMINGO, 28.03.06. Siamo sinceri: in Italia
dovè la crisi decantata da Prodi?.
Le cifre parlano chiaro, specialmente le ultime.
Secondo l' Istat, infatti, il mese di gennaio
2006 ha registrato un significativo miglioramento
del settore industriale, con un aumento sia
del fatturato che degli ordini su base annua
(rispettivamente dell' 8,4% e del 9,8%). Tra
i settori più attivi, il mercato delle
calzature, del tessile, dei mobili (+ 17%),
dell' energia, dell' auto (+ 26,6%). Vuol
dire che il «made in Italy» ha
rialzato la testa. Emblematico il fatto che
a trainare la crescita siano in particolare
le esportazioni, cresciute del 16,6%. Altri
dati positivi arrivano dalla Coldiretti: «A
gennaio 2006 i consumi alimentari delle famiglie
sono aumentati del 2,3%, così distribuiti:
latte fresco + 6,9%, carni e salumi + 1,8%,
olio di oliva + 4,8%, vino e spumanti + 5,8%,
prodotti ittici + 9,3%». La propaganda
di Prodi e della sinistra, si infrangono dinanzi
ai dati reali dello andamento concreto della
economia italiana.
Berlusconi quando parla di cifre inquieta
la sinistra, e mette quasi paura e diffonde
un senso di panico in chi pensa di avere già
la vittoria elettorale in tasca. Siamo alla
stretta finale, all estero già
si vota, io stesso ho già espresso
il mio voto. L italiano è intelligente,
incomincia a riflettere seriamente sulla importanza
di questo voto ; non si gioca piu, lo
scherzo è finito, né sorrisi,
né cerone, non è più
tempo di satira, di comizi, di bon ton, di
menzogne, di barzellette. Stanno cadendo le
maschere. Gli insulti e le parole minacciose
di Prodi quando parla di Giudizio universale
dopo il 10 aprile, lasciano a bocca aperta
chi è abituato ad analizzare i confortanti
dati economici sullo stato della nostra economia.
Quella di prodi è veramente propaganda
gratuita e senza basi.
Certo, non grido ai miracoli. Il Governo Berlusconi,
però, ha lavorato in situazioni difficili,
talvolta disperate. Cio nonostante è
stato creato finalmente un Sistema Italia,
e sono stati tolti i guanti e i parrucconi
agli ambasciatori insegnando loro come supportare
adeguatamente la immagine Italia e le imprese:
abbiamo riformato, così, l' internazionalizzazione,
abbiamo riformato Sace, Simest e modernizzato
l' Ice. Sono stati aperti sportelli-Italia
nel mondo e abbiamo inventato le missioni
nei cinque continenti con le delegazioni imprenditoriali.
E noi italiani residenti all estero
abbiamo toccato con mano questo nuovo volto
della Italia che si apre al mondo; abbiamo
apprezzato la tenacia di ministri come Tremaglia
e Fini, la lungimiranza di Dario Rivolta nello
elaborare una nuova politica per affermare
la presenza degli italiani allestero,
lo sforzo di elaborazione e di iniziative
del ministro Scajola. Eppure la sinistra proclama
il catastrofismo di maniera, ma
dovrebbe incantare poca gente se solo per
un momento ci si mettere a riflettere con
serenità. Il premier interviene poi
sul tema dell immigrazione con grande
determinazione esenza ipocrisia: «Noi
vogliamo un' Italia che non diventi un Paese
plurietnico, pluriculturale, siamo fieri della
nostra cultura e delle nostre tradizioni».
Berlusconi ha anche precisato: «Accogliamo
quegli stranieri che vengono qui per lavorare,
ma non vogliamo tutti quelli che vengono qui
per portare danno e pericolo ai cittadini
italiani». Silvio dimostra così
di essere " Beyond the Box", fuori
dalla scatola del conformismo; un potente
cavallo di razza diretto verso il cambiamento.
E' vero che Berlusconi si sente considerato
un industriale prestato alla politica, ma
questo non è del tutto vero, perché
nella realtà Berlusconi corrisponde
all' unico modo di dirigere un Paese nel tempo
della globalizzazione, che è molto
simile al modo di dirigere un' industria.
Senza Berlusconi non c' è bipolarismo.
Se Berlusconi fosse eliminato dalla scena
politica, come vorrebbe l' Unione, cadrebbe
il bipolarismo, perché gli altri partiti
del centrodestra non sono in grado di determinare
il volto di una alternativa globale. Quindi
avremmo un regime dei vincitori, la democrazia
normale sarebbe una democrazia in cui l' opposizione
non sarebbe più alternativa. Definendo
il presidente del Consiglio come una anomalia
politica che deve essere eliminata, l' Unione
pensa al monopolio del potere, che dovrebbe
assorbire spezzoni dell' Udc ed emarginare
An, facendo del centrosinistra l' unico polo
esistente. In queste elezioni non è
in ballo la scelta di un governo, ma una forma
dello Stato: quella della democrazia bipolare.
Quello del 2006 è il voto politico
più importante del dopoguerra: non
sciupiamolo!
Ermanno Filosa