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Brigate
rosse, base di Vicenza, serve un' Italia più
produttiva
di
Ermanno Filosa
20.02. 2007 - Gli italiani contro la base
di Vicenza. Decine di migliaia di persone
hanno marciato sabato a Vicenza, sotto la
stretta sorveglianza delle forze dell' ordine,
per protestare contro l' allargamento di una
base militare statunitense. Si era temuto
per la presenza di frange violente alla manifestazione,
invece il corteo si è svolto in modo
pacifico e senza incidenti, terminando davanti
alla stazione ferroviaria dove lo attendevano
centinaia di poliziotti. Secondo la questura
i manifestanti erano tra 50 e 80mila, secondo
gli organizzatori 120mila.
Molti erano i militanti delle sinistra e i
noglobal arrivati con appositi pullman e convogli:
secondo loro la presenza della base farà
aumentare il traffico, il rumore e l' inquinamento,
impoverirà le risorse locali e farà
crescere il rischio di attacchi terroristici.
Los Angeles Times, Stati Uniti [in inglese]
. Il New York Times si sofferma
sul significato politico della manifestazione:
"I partecipanti hanno colto l' occasione
per denunciare la politica estera statunitense.
Ma più che con George W. Bush, i dimostranti
ce l' avevano con il premier italiano Romano
Prodi che ha autorizzato l' ampliamento della
base".
Secondo El País, la protesta
dimostra che il popolo della sinistra è
insoddisfatto del suo governo: "Il malessere
è alimentato da una politica estera
contraddittoria".
L 'Italia vive ancora nel passato.
"La scorsa settimana l' Italia ha scoperto
che le Brigate rosse sono ancora una minaccia",
scrive l' Economist. "La polizia
ha arrestato quindici persone accusate di
appartenere all' ala movimentista delle Br,
che un tempo faceva capo al gruppo Seconda
posizione. Nella maggior parte dei paesi europei
la minaccia è rappresentata dal terrorismo
islamico. In confronto, il ritorno delle Brigate
rosse può sembrare anacronistico. Ma
l' Italia vive, per molti aspetti, nel passato.
Questioni che nel resto d' Europa sono state
chiuse da tempo qui sono ancora oggetto di
feroci dibattiti. Per esempio, la riformadel
mercato del lavoro". La Vanguardia
scrive che l' arresto dei quindici, in
maggioranza operai e sindacalisti, ha riportato
l' Italia al clima degli anni di piombo: "Stupisce
che la propaganda marxista-leninista per la
conquista violenta del potere sia ancora in
grado di fare breccia negli ambienti della
sinistra radicale italiana. Ma oggi lo Stato
Italiano è più preparato a rispondere
alla minaccia rispetto a trent' anni fa".
"L'
8 giugno si aprirà a Milano il primo
processo sui voli segreti della Cia in un
paese europeo", scrive Le Monde.
"Il gup Caterina Interlandi ha rinviato
a giudizio 35 persone, tra cui 26 agenti della
Cia, accusate di aver partecipato al rapimento
in territorio italiano dell' imam egiziano
Abu Omar".
Serve un' Italia più produttiva.
L' economia italiana non ha ancora completamente
risolto il suo problema di recuperare competitività
sui mercati nternazionali, anche se sta crescendo
al ritmo più alto degli ultimi sei
anni. Lo dice al Financial Times il
ministro dell' economia Tommaso Padoa-Schioppa,
precisando che il paese ha bisogno di aumentare
la produttività e i posti di lavoro,
accrescere le dimensioni delle sue imprese
e migliorare l' ordine pubblico per sostenere
un tasso di crescita superiore al 2 per cento
all' anno. "La ripresa economica è
ancora basata in larga parte sulla domanda
interna", spiega Padoa-Schioppa. "L'
export sta crescendo e sicuramente incide
in positivo sulla ripresa, ma non sta crescendo
abbastanza velocemente da fermare il declino
nelle nostre quote di mercato all'estero".
Financial Times, Gran Bretagna [in inglese]
A cura di Ermanno Filosa * Italia chiama
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