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Ermanno Filosa

 
 
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Verso la nuova CIA

SANTO DOMINGO, 08.05.06 - Quando si dice CIA, è come fare riferimento a intrigo e trappole, sotterfugi? No,questo è un luogo comune, superato dalle vicende della realtà. CIA vuol dire, semplicemente, lavorare lealmente per difendere la libertà e la sicurezza nazionale e rendere percorribile, senza metterla in discussione, la linea politica del Presidente degli Stati Uniti d’ America. Tutto il resto è fantasia filmica, come se la Cia fosse ad ogni costo la culla dello stratagemma, simulazione e insidia. Il presidente americano George Bush ha oggi formalmente annunciato la nomina di Micheal Hayden a capo della Cia, dopo le dimissioni di Porter Goss. ''E' l' uomo giusto'' per ''guidare l' agenzia in un momento critico'', ha dichiarato il capo della Casa Bianca, parlando in conferenza stampa accanto al generale dell' aeronautica militare che ha finora guidato la National Security Agency.

Sulle dimissioni del capo della Cia si accavallano le ipotesi di oscuri retroscena. Porter Goss, che ha lasciato l' Agenzia di Intelligence degli Stati Uniti, ha detto ai cronisti che le sue dimissioni resteranno "un mistero". L' ex deputato repubblicano della Florida ha rilasciato la dichiarazione a un giornalista della Cnn, mentre usciva dalla sua casa diretto nell' hio . “La Cia va a gonfie vele”, ha detto Porter Goss, e ha annunciato di dimettersi. “Ha fatto un ottimo lavoro”, ha detto il presidente Bush nell' accogliere le dimissioni . “Goss ha guidato la Cia con abilità”, ha detto Bush nell' incontro di addio. Ma subito dopo ha sottolineato che il suo compito era stato “di transizione, dedicato ad aiutare la Cia a integrarsi nella comunità di intelligence. Goss ha sviluppato un piano quinquennale al fine di rendere questo Paese più sicuro e di vincere la guerra al terrore”. Goss ha replicato senza schermirsi: “Le cose vanno bene e sono onestamente convinto che abbiamo fatto drammatici progressi”. Poi, rivolto a Bush: “E onestamente posso dirLe che grazie ai nostri sforzi siamo più sicuri di prima”.

L' uscita di scena di Goss, 68 anni, miliardario, ha dato adito a due interpretazioni: che sia dovuta alla crisi dei servizi segreti americani dopo la loro ristrutturazione, o sia il prodotto di scandali passati e futuri, in particolare di serate di poker e con prostitute. L' ipotesi di contrasti con Negroponte su trasferimenti di personale, è la più verosimile; la bufera si sarebbe aperta su richiesta di John Negroponte, il direttore del National Intelligence, cioè lo 'zar' dei servizi che supervisiona, con pieni poteri, l' operato di 16 agenzie. E che in quest' anno d' incarico ha sottratto al capo della Cia una serie di prerogative, prima tra tutte i briefing quotidiani con il Presidente USA. Appare verosimile, comunque, che Goss sia stato costretto a lasciare, dopo meno di un anno di incarico, per essersi opposto alla richiesta di trasferimento di personale della Cia, compresi analisti del centro antiterrorismo, in altre agenzie.

Sullo sfondo, tra l’ altro, anche la questione morale. Le dimissioni di Goss hanno posto in evidenza la vicenda del numero tre della Cia, Kyle, 'Dusty', Foggo, il cui nome è emerso in un' inchiesta su un presunto giro di ragazze squillo e favori per ottenere appalti del governo. Foggo, secondo il Wall Street Journal, è ora sottoposto formalmente a un' inchiesta criminale condotta dall' Fbi e le sue dimissioni potrebbero essere imminenti. Foggo svolge un ruolo delicatissimo: Foggo è stato infatti scelto dallo stesso Goss per il ruolo di direttore esecutivo dell' agenzia.

E poi l’ incredibile accusa di “nepotismo” allo ex capo della CIA. Vasto e penetrante era, infatti, il diffuso scontento nei ranghi della Cia. Buona parte dei funzionari dell' agenzia hanno espresso in privato, si dice con insistenza, il proprio “sollievo” per la partenza di Goss. Egli proviene dalla politica e che si è circondato, nei due anni in cui è rimasto al timone, di collaboratori scelti più per la loro lealtà personale (a Bush e a Goss) che non alla competenza specifica. Li chiamavano “i Gosslings”, i ragazzi di Goss. I professionisti, i certosini della Cia, si lagnavano: e il morale non era propio alto quando un ultimo arrivato, per motivi nepotistici e senza adeguata selezione, veniva collocato in ruoli importanti anche se non chiave e con altissimi stipendi; e a pensare che per dieci anni Goss era stato, prima ancora che diventasse deputato repubblicano, un dirigente Cia di primo piano e gran lavoratore, scrupoloso e attento, onestissimo, per l' area della America centrale: conosceva come pochi, per esempio, le vicende che lo interessavano dei Caraibi. La struttura Cia, comunque, è vasta e con presenza internazionale e con uomini di tutti le nazionalità, adesso sa che non l’ attendono giorni facili e scanzonati con la nomina di Hayden, uomo tutto di un pezzo e rigoroso. Sullo sfondo: l’ indimenticabile tragedia delle Torri Gemelle dell’ 11 settembre. Da non ripetersi.


Dr. Ermanno Filosa

 


Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è il Presidente dell' Associazione
"Azzurri nel Mondo - FORZA ITALIA della Repubblica Dominicana"

ed attualmente riveste la carica di
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(COMITATO DEGLI ITALIANI ALL' ESTERO - CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI SANTO DOMINGO - HAITI - GIAMAICA)