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Ermanno Filosa

 
 
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MORDI E FUGGI
Si predica di aprire i nostri cuori, mentre i nordafricani aprono le gambe alle nostre donne, alle nostre sorelle. Con il gusto della violenza. Da vigliacchi.
L’ Italia sedotta dallo errore.
Accogliere la "verità della povertà dell’ altro", è il massimo della carità?.
di Ermanno Filosa

Londra, 12 gen 2007 : in Gran Bretagna, una bambina cattolica e' stata costretta a togliersi il crocifisso che portava al collo per “motivi di sicurezza”. Samantha Devine, 13 anni, frequenta un istituto misto e non confessionale nel Kent. Secondo quanto riferito dal padre, gli insegnanti hanno detto alla bambina di togliersi catenina e crocifisso perche' questi sono considerati oggetti pericolosi per l' incolumita' degli allievi, e sono dunque banditi dal regolamento interno della scuola. Ritorna la stessa spinta mentale perversa, che in una scuola italiana aveva proibito recentemente di intonare la canzone del Natale, per non offendere la sensibilità dei bambini mussulmani. Ma che succede?!.

Dall’ estero vedo una Italia confusa, una Europa allo sbando. Ho l’ impressione che la cultura politico-religiosa italiana stia alimentando un sottile e pernicioso errore storico con piu’ volti; oggi il cattolicesimo più in voga è quello per cui esiste solo la ” verità della povertà “ dell' altro, e pertanto la negazione dell' identità cristiana per affermare e accogliere l' identità dell' altro è il massimo della carità. Possibile?.

In forma subdola, direi straordinaria, mi pare che prosperi un clima che fa perdere carattere alla italianità, viene soffocata la spinta propulsiva della millenanria cultura europea. E così assistiamo alla politica vista come “compassione”. E si applica, quindi, verso l’ ondata di immigrati clandestini un sorta di principio non scritto: “accoglienza.” E quindi appare che lo spessore della carità cristiana vada al di là del rispetto delle leggi, oltre la giustizia. L’ anno appena concluso, il 2006, ha visto il “caso Brescia “: tre omicidi, uno dei quali motivato come il compimento della legge musulmana. I lunghi capelli neri sciolti attorno al viso sorridente, il suo ritratto ha occupato per giorni le prima pagine dei giornali italiani. In pieno torpore estivo, l' omicidio della giovane pachistana Hina Saleem ha profondamente sconvolto l' Italia e rilanciato il dibattito sull' integrazione degli immigrati. Siccome non tollerava più il suo modo di vivere "all' occidentale" e la sua relazione con un ragazzo italiano, suo padre, Mohammed Saleem, l' ha sgozzata e seppelita nel giardino della sua casa, in provincia di Brescia. Come un cane. Cogliamo un significato strordinario e incredibile: secondo il vescovo di Brescia, la comunità ecclesiastica bresciana non deve reagire alla violenza, ma considerarla una parte della normalità e quindi convivere placidamente con essa. Ma dove siamo?!.

Rifletto. Ecco il segno di una altra faccia dell' errore: la diffusione di “una carità sbagliata”. La carità, in questa concezione, non supera soltanto la giustizia e il rispetto delle leggi, ma li annulla. Sembra, così, che l' altro debba essere più considerato di se stessi, in cui “l' alienazione, dimenticandosi della propia identità culturale-religiosa, è la perfezione cristiana”. Stupefacente.

Milano: venerdì 25 agosto 2006. E' notte, quando i poliziotti raccolgono il racconto di due turiste francesi ventenni che denunciano di essere appena state violentate. E' solo l' ultimo caso di quella estate milanese: appena domenica un' infermiera era stata stuprata, giovedì una giovane rumena ha subito un tentativo di violenza vicino alla stazione Centrale. I responsabili sono sempre immigrati nordafricani: figli della nostra “compassione, accoglienza, carità”. La compassione e lo spirito di accoglienza , mettono in crisi allora il diritto-dovere di difendere la propria identitá e il rispetto delle leggi? Da che cosa è determinata la moralità dell' atteggiamento e lo spessore della cultura dell' identità del cattolicesimo e dei laici?. Ancora un aspetto dell' errore: non ascolto, non vedo un cattolico autorevole e degno in autentici sentimenti che difenda, in quanto tale, i diritti della Nazione a conservare la sua cultura, la sua convivenza, la sua legalità, come valore cristiano.

Ho l’ impresione che parlare di “amor patrio” significa adesso essere retrogrado, perchè non globalizzati; e così dobbiamo aprire “le braccia e i nostri cuori” agli immigrati e agli immigrandi, come se fosse un dovere dell' Italia verso i trenta milioni di africani che dalle regioni subsahariane e dal Corno d' Africa tentano di salire verso il nostro Paese. Vi è chi non considera l' Italia come una entità che ha diritto di vivere la sua cultura e soprattutto di non avere le sue donne stuprate o i suoi anziani scippati. Occorre ricordare che integrare gli immigrati mussulmani non è un compito facile. Un musulmano non stuprerebbe mai una donna musulmana, ma un miscredente non ha, agli occhi del musulmano, alcun diritto. Eppure si predica di aprire i nostri cuori, mentre i nordafricani aprono le gambe alle nostre donne, alle nostre sorelle. Con il gusto della violenza. Da vigliacchi.

L’ Italia è in preda all’ errore. Corre il pericolo di essere spolpata a poco a poco fino all’ osso; si sta consolidando la convinzione del diritto del povero a emigrare nel Paese più ricco, intendendo la ricchezza di questo Paese come “peccato”. E quindi chi pecca deve espiare, alimentando lo spirito di accoglienza. Siamo messi sulla graticola e non lo sappiamo, ci stanno arrostendo a fuoco lento.
Poi ci processeranno, e ci consideranno invasori della Europa e della Italia; diranno che abbiamo avviato un tormentato processo di discriminazione, avvilendo noi i diritti civili delle minoranze etnico-culturali-religiose. Questa non è l’ Italia disegnata da Silvio Berlusconi, Dario Rivolta, Franco Frattini, Scajola, Pera, e Fini e Ferreti, Zacchera . È l’ Italia di Prodi e Di Pietro, Luxuria e Pecoraro Scanio. Siamo abbagliati da uno spirito di carità sbagliato, da una compassione di maniera e rituale, da uno spirito di accoglienza che è la sublimazione del vassallaggio, una rassegnata sottomissione.Veramente sconfortante.
Meglio: indecente!!.

Ermanno Filosa* L’Italiano


Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è il Presidente dell' Associazione
"Azzurri nel Mondo - FORZA ITALIA della Repubblica Dominicana"

ed attualmente riveste la carica di
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(COMITATO DEGLI ITALIANI ALL' ESTERO - CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI SANTO DOMINGO - HAITI - GIAMAICA)