I
due leader politici uniti nel condannare l'impiccagione
dell'ex raìs
"Prodi
e Berlusconi contro l'esecuzione
Napolitano: "Contrarietà del
nostro Paese a ogni sentenza di morte''. "Un
errore giustiziare Saddam"
ROMA, 31.12.06 - L' impiccagione di Saddam
Hussein mette d' accordo, in Italia, i leader
di maggioranza e opposizione. Sia Prodi che
Berlusconi parlano di un errore, umano e politico,
che rischia di alimentare ulteriormente la
spirale della violenza in Iraq. Secco l' intervento
del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
contro la pena di morte: ''Interpretando i
sentimenti profondi del popolo Italiano e
gli alti valori morali e giuridici della Costituzione
italiana, il Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano conferma la contrarietà
del nostro Paese a ogni sentenza di morte
ed esecuzione capitale'', si legge in una
nota del Quirinale diffusa dopo l' esecuzione
di Saddam.
Prodi.
Il presidente del Consiglio, Romano Prodi,
manifesta preoccupazione per l' aumento della
tensione provocato all' esecuzione di Saddam
Hussein. "Purtroppo le prime ore vedono
delle conseguenze di tensione, di violenza
che erano sostanzialmente attese - dice il
premier -. Mi auguro che siano le uniche proprio
perché ieri non avevo espresso soltanto
il disagio e la condanna della pena di morte
ma anche la preoccupazione che questa servisse
ad aumentare la tensione". Il Professore,
che aveva più volte espresso una posizione
contraria alla pena di morte e che ieri sera
aveva inviato un "ultimo accorato appello"
per un atto di clemenza, si dice quindi oggi
preoccupato per i primi disordini che hanno
fatto seguito all'impiccagione dell'ex rais.
"Questo è avvenuto nelle prime
ore - conclude Prodi - e, ripeto, mi auguro
che non continui in futuro".
Berlusconi.
"L' impiccagione di Saddam Hussein rappresenta
un passo indietro nel difficile percorso dell'Iraq
verso una democrazia compiuta", dice
Silvio berlusconi. Il leader della Cdl sottolinea
che la condanna a morte è stata "decisa
da un tribunale legittimo e dunque non espressione
di giustizia sommaria", ma allo stesso
tempo evidenzia "il rischio concreto
che questo atto estremo alimenti un' altra
spirale di vendette, di ritorsioni e di sangue
tra sciiti e sunniti in un Paese ancora sull'orlo
di una tragica guerra civile". L' ex
premier, difende la decisione di inviare le
truppe italiane in Iraq, sostenendo che "la
civiltà" in nome della quale è
stato decisa la "missione di pace contempla
il superamento della pena di morte".
Secondo Berlusconi "la sospensione della
condanna avrebbe inoltre consentito lo svolgimento
degli altri processi aperti contro il rais
per i suoi efferati crimini contro l' umanità
così da fare piena luce su trent' anni
di genocidi e di orrori". Per questo,
il leader di Fi giudica l' esecuzione un "errore
politico e storico".
Ermanno
Filosa