Il
mio Amico Facchetti
di Ermanno Filosa - 04.09.06 - Il cordoglio
di Napolitano per scomparsa di Facchetti,
conferisce al grande calciatore una solennità
inaspettata .
Afferma il Presidente della Repubblica: ''Partecipo
commosso al profondo dolore della famiglia
per la morte di Giacinto Facchetti, uno dei
maggiori protagonisti della storia dello sport
italiano. Resta di esempio per le nuove generazioni
l' attaccamento ai valori di lealta' e di
agonismo che hanno fatto di lui un grande
campione e manager. Simbolo dello sport italiano,
ha saputo dimostrare nel corso della sua lunga
carriera non soltanto le doti tecniche di
calciatore ma anche la correttezza, la compostezza
e la professionalita' come dirigente. La morte
di Facchetti rappresenta una grave perdita
per il calcio e per lo sport italiano''.
Sono sinceramente emozionato nel ricordare
lamico Facchetti. Ci conoscemmo negli
anni 80 , a Milano, in casa di amici
comuni nel celebrare il compleanno della fidanzata
Doris , brasiliana, dellospite, tenace
tifoso dell inter e grandi gestore di
mense aziendali. Io gli dissi Piacere
di conoscerla, ma tifo per il Milan....
Rispose con un sorriso sincero: L
importante è essere amici dello sport
. Capì subito che Facchetti era
un uomo intelligente.
Parlammo della Calabria, non la conosceva.
E voleva capire come si trovano al Nord i
terroni che tanto hanno dato allo
sviluppo della cultura e dell´ economia
dell´ Italia settentrionale. Risposi:
una meraviglia. Si informò
del ponte sullo stretto di Messina, e mi disse
ma quando lo fate!?. Risposi .
Se dipendesse da me!!!.. quella del
Ponte è una favola secolare....
Poi ci frequentammo con costanza, insieme
ad amici meravigliosi come lo indimenticabile
Ing. Cottarelli e l avv. Bova-Martinez
. Era certamnete un uomo coraggioso e franco,
non ricordo mai una espressione volgare e
sarcastica, forse a volte sottilmente ironica.
Una dolce intuizione. Sempre riservato e con
il sorriso sulle labbra. Quando decisi di
trasferirmi in Santo Domingo, un mio amico
volle convocare gli amici degli amici
nella sua villa nello hinterlad milanese per
salutarmi con calore e quindi convincermi
a restare in Italia, perchè le
esperienze fatte fossero messe a disposizioni
delle future generazioni . Non sapeva,
il mio amico, quanto fosse dura e ferma la
mia decisione di trasfermi. Cera anche
Facchetti, non lo incontravo da 4-5 anni.
Scambiammo qualche battuta, e poi mi chiese
ma perchè non si ritira in Calabria,
nella sua terra di origine...? . Si
intromise una mia amica e mi disse ma
perchè non mi porti con te, lontano
dalla nebbia e dal freddo, portami ai Caraibi
...?!.
Le donne. Facchetti aspetta ancora la mia
risposta alla sua domanda e quella mia amica
è scomparsa nella nebbia che tanto
temeva.
Dr.
Ermanno
Filosa
Consigliere Comites