La
finanziaria di Prodi è un imbroglio.
09.10.06 - Ci
siamo. I Governi si sinistra, ci prentano
sempre provvedimenti tra luci e ombre
.A quasi una settimana dalla presentazione
della Finanziaria 2007 la confusione
sparsa sui conti pubblici si sta diradando,
e si comincia a intravedere il vero
volto della legge di bilancio. Una
vera mazzata, e un imbroglio dipinto
non tanto bene. Risalta subito allocchio
che non esiste una politica di intervento
credibile per gli italiani allestero,
nonostante le affermazioni di ufficio
e trionfalistiche del Vice Ministro
Danieli.
Le tasse.
Disattese le promesse elettorali.
Il governo "metterà le
mani nelle tasche degli italiani",
circa 1,5 punti di Pil (22-23 miliardi
di euro). Tutta la stampa indipendente
ha denunciato il tentativo di camuffare
le nuove entrate come risparmi, tagli
o razionalizzazioni di spesa.Ma unanalisi
accurata delle fuorvianti tabelle
governative non lascia molti dubbi:
anche ignorando la falsa entrata del
Tfr (liquidazioni dei Lavoratori dipendenti),
e anche sottraendo alle entrate la
"partita di giro" del cuneo
fiscale, il prelievo aggiuntivo della
manovra è ingente, ammonta
almeno a 15 miliardi di euro.
Equità. È una
sfacciata operazione propagandistica.
La più volte reclamizzata riforma
dellIrpef, sottovaluta la intelligenza
e capacità di discernimento
dei cittadini italiani.Altro che grande
operazione di solidarietà,
equità, giustizia sociale;
stupefacente la relativa invocazione:
che "i ricchi piangano"
Mediamente la riforma Irpef toglie
meno di 100 euro ai contribuenti sopra
i 2500 euro netti, per darne meno
di 10 al mese a quelli che sono sotto
i 2500. Le risorse così trasferite
da un gruppo allaltro ammontano
più o meno a 0,2 punti di Pil,
e finiscono per essere sommerse dagli
innumerevoli e ben più tangibili
aumenti della pressione fiscale su
famiglie e imprese, sia a livello
centrale sia a livello locale, (addizionali
Irap-Irpef-Ici, tasse di scopo). Questa
nostra sinistra, nel terzo millennio,
ci presenta il suo tasso di ideologia
arcaica; ritiene che far piangere
i ricchi sia una priorità
politica!!!. Sono ciechi. Dimostrano
la incapacità di vedere; questo
tipo di intervento, in verità,
è inefficace soprattutto agli
estremi della scala sociale, ossia
proprio là dove si crede di
star facendo giustizia. E allora:
i veri poveri "piangono"
come prima perché - non pagando
tasse - non ricavano alcun beneficio
da qualsiasi rimodulazione delle aliquote,
mentre i veri ricchi, ridonoperché
nulla fa supporre che qualcosa li
potrà davvero costringere a
rivelare i loro redditi al fisco.
Si ririene, infatti, sulla base di
una stima approssimativa basata sui
consumi di lusso, che per ogni cittadino
che dichiara un reddito sopra i 75.000
euro lordi, ve ne siano almeno tre
che riescono a nascondere al fisco
il loro reddito effettivo.
Riforma della spesa.
Le risorse promesse a scuola e università
non sono collegate ad alcuna vera
garanzia di maggiore produttività,
efficienza, meritocrazia. Quanto alle
pensioni, il governo ha rinunciato
anche a misure minime, pur di incassare
il consenso delle Confederazioni sindacali,
e ha rimandato a un generico elenco
di buone intenzioni future ogni intervento,
effettivo sulletà pensionabile
e i coefficienti di trasformazione.
Risanamento e sviluppo. Si
potrebbe supporre che almeno sul versante
del risanamento dei conti, la manovra
consegua il suo obiettivo, ossia di
riportarci nel 2007 al 2,8% di deficit
concordato con le autorità
europee. Ma anche questo risultato
è incerto, perché si
basa su una mossa di finanza creativa
di dubbia correttezza contabile: il
trasferimento forzoso al bilancio
pubblico di 5 miliardi di liquidazioni
(che sono un debito delle imprese
nei confronti dei lavoratori) e la
loro iscrizione fra le voci attive
anziché fra le voci passive.
Se come è ragionevole pensare,
le autorità europee riterranno
che un debito non cambi natura per
il fatto di passar di mano, il governo
si troverà di fronte al seguente
dilemma: rinunciare allobiettivo
di portare il deficit al 2,8%, oppure
rinunciare agli investimenti infrastrutturali
e alle misure per lo sviluppo che
con il Tfr aveva intenzione di finanziare.
Riflettiamo.
Di fronte a questo quadro desolante
sorgono spontanee alcune domande.
Perché il governo ha presentato
le cifre della Finanziaria in modo
così "confuso" ?.
Perché tanto accanimento nel
"disinformare" i cittadini?
. L'arte della cunfusione e della
informazione imperfetta e falsamente
colorita, è tipica della cultura
della sinistra ortodossa.
Perché scoppiano le contraddizioni,
e si vuole fare in modo che il botto
sia meno forte possibile. Quando,
prima delle elezioni, senza ritegno
i leader dellUnione promettevano
di svelarci come avrebbero fatto a
mantenere le promesse senza alzare
le tasse. E giuravano e spergiuravano
: bastava " combattere gli sprechi
e stanare gli evasori". Perché
nessuna risposta è mai stata
data a chi ricordava che per andare
avanti con le infrastrutture e le
grandi opere occorreva "reperire"
almeno 10 miliardi di euro lanno?
Ma soprattutto: perché ci venite
a raccontare che è colpa del
precedente governo, che ha lasciato
i conti in rosso? Se fosse così
dovevate saperlo prima, non potete
cascare dalle nuvole ora. E
una questione di logica: se i conti
pubblici stanno andando meglio di
qualche mese fa, dovrebbe essere più
e non meno facile, mantenere le promesse;
se invece i conti pubblici sono così
in rosso che nemmeno le buone notizie
degli ultimi mesi sulle entrate fiscali
vi permettono di mantenere limpegno
di non alzare la tasse, allora vuol
dire che erano super-rossi quando
ci promettevate miracoli, e dunque
ci stavate con tranquilla faccia tosta
e sorriso falso , tipico di Prodi,
prendendo in giro. E così la
Finanziaria ci appare come un grande
imbroglio. È la chiara prova
che il centrodestra aveva ragione.
E cioè : le elezioni hanno
portato al potere il partito delle
tasse, incapace di riformare alcunché
ed abile solo a mettere le mani nelle
nostre tasche. La Fianziaria forse
non riuscirà alla fine a portare
a termine tutte le sue minacce ma,
anche se corretta, rappresenterà
comunque un grave attentato alle possibilità
di crescita della nostra economia,
che verranno drasticamente compromesse,
ai nostri risparmi, che verranno duramente
penalizzati, ed alle nostre libertà,
che verranno ulteriormente compresse.
Diceva Pirandello :
Così è , se vi pare.
Dr.
Ermanno
Filosa
Consigliere Comites