Il diario digitale italiano dei Caraibi
Le Firme
Ermanno Filosa

 
 
in questo

MORDI E FUGGI
L’ italianità difesa dagli Italiani all’estero.
Ermanno Filosa

20.04.07 - Islam contro Islam, Al Qaeda contro tutti. La dichiarazione universale dei diritti dell' uomo approvata nel 1948 dall'Assemblea delle Nazioni Unite, sembra non esistere per la cultura religiosa di alcuni maomettani; vi è invece un Islam che possiamo definire moderato: ragionevole e progressivamente orientato a identificarsi con l' Occidente in una visione della storia che guardi al futuro e non più al passato. I recenti attentati firmati Al Qaeda in Algeria e Marocco confermano il fatto che quella in corso contro l' Occidente è una guerra che l' integralismo islamico ha iniziato a combattere prima di tutto contro il resto dell' Islam, appunto quello illuminato e impegnato a tutelare promuovere il valore della libertà e quindi ottenere il pieno riconoscimento della dignità della persona umana.

Ecco, l’Occidente. Da decenni oramai la societa è riformata, e nei vari diritti di famiglia sono state introdotte importanti innovazioni; le fondamenta della società patriarcale, gerontocratica e autoritaria sono state definivamente incrinate. Ma è insidiato dall’ Islam. Attaccato. Sembra che l’ Occidente sia avviato a cancellare la sua identità, “cristiana”, sottomessa al principio di dare vita ad una “civiltà pluralistica”. Spariscono Gesù dal Presepio e i canti cristiani; scompare e riappare il Crocifisso dalle pareti; la Chiesa in certi Paesi è costretta a fronteggiare soprusi e tentativi di messa al bando. In questi Paesi al cristiano spetta la prigione se propaganda il cristianesimo, se mostra simboli religiosi, vietato costruire chiese. La “civiltà pluralistica” a senso unico rischia di annichilire ogni forma di razionale convincimento. La contraddizione è palese, è questa la società pluralistica?

Riflettiamo. In occidente è l'ostentazione della nostra debolezza a renderci vulnerabili agli occhi dei terroristi, non il contrario. E' la convinzione che non siamo politicamente e moralmente in grado di contrastarli che ci rende aggredibili; la nostra stessa italianità, si dice da piu’ parti, è messa in pericolo. Un momento, ci sono gli italiani all’estero; agli Italiani all’estero spetta il compito di difendere la italianità, gravemente compromessa. Non vi è cultura maomettana che tenga; siamo cattolici, europei, occidentali, moderni e progressisti. Italiani veri, siamo “globalizzanti”, e quindi indispensabili al processo di modernizzazione universale. Basta, quindi, con la “civiltà pluraliastica “ a corrente alternata. Noi Italiani all’ estero non ci facciamo infinocchiare.

Tocca allora proprio agli Italiani all’estero, l’ onore di indicare alla insopportabile tribuna degli “italiani anti-italiani” il senso dello straordinario patrimonio sotto i loro occhi che non vedono; l’ Italia è grande, culla millennaria di civiltà storiche: essere italiani significa portare nel mondo il senso del buon vivere, la qualità della pace, la forza dello essere intrepido, il coraggio di essere tenaci e sopportare il clima dello adattamento alle nuone situazioni ambiental-culturali. Significa essere forti. Nell’ animo. Nella certezza dei sentimenti. Nella qualità dei valori assoluti. Gli Italiani all' estero sapranno difendere la loro storia e il loro futuro di italianità, altro che Islam.

Assistendo alla finale di calcio, presso la residenza privata dello Ambasciatore d’ Italia in Santo Domingo, Dr. Guicciardi, ho osservato quanto vasto, e profondo, e apprezzato sia il “segno” italiano nel pianeta. La notte calcistica di Berlino il mondo si divise in due: quelli che tenevano per la Francia, cioè i francesi, e il resto dell’ Universo intero, gli uomini e le donne dei Caraibi in prima linea, che in gran parte tifava per gli azzurri. Per forza, erano tutti stranieri, e dunque simpatizzavano con naturalezza, non avevano il complesso dello sputare sul piatto di spaghetti: ho avuto la prova che gli Italinai all’ estero sono i veri Ambasciatori d’Italia, liberi da pastoglie burocratiche, convinti della propria carica di fantasia creativa e di umanità.

Mi arrabbio. Sono certi italiani d’ Italia, ogni volta che s’ accaniscono contro la propria identità, a usare l’ espressione “fare una cosa all’italiana” come sottinteso di approssimazione. All’ estero, “fare una cosa all’ italiana” per molti significa farla, all’ opposto, con talento, con intelligenza strategica e innovativa, da liberi uomini di frontiera, forti e coraggiosi. Gente con le palle.

Che l’ Islam dei telebani lo sappia, non tutti siamo Fassino che propone di dare valore politico e di controparte, interlutore, al terrorismo di Kabul. E non solo. Noi italiani all’ estero non siamo ammaccati come Fassino, e sapremo difendere la nostra Italianità: anche in forma fanatica, se necessario. Essere Italiani significa saper vincere.

Ermanno Filosa* L’italiano

 

Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è il Presidente dell' Associazione
"Azzurri nel Mondo - FORZA ITALIA della Repubblica Dominicana"

ed attualmente riveste la carica di
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(COMITATO DEGLI ITALIANI ALL' ESTERO - CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI SANTO DOMINGO - HAITI - GIAMAICA)