MORDI
E FUGGI
Mastrogiacomo:
Ricatto vittorioso.
Ditelo alla famiglia
di Aldo Moro
A
cura di Ermanno
Filosa
24.03.07
- Tutti ricordiamo
il dramma di Aldo
Moro sequestato
dalle Br. Si disse:
non si tratta con
i terroristi, e
allora apparve che
la vita di un uomo
non fosse sacra.
Non così
oggi con il nostro
Daniele, felice
e sorridente per
essere stato liberato
dai terrosisti telebani
con uno scambio
di altri terroristi
in cella. Ma dove
è la coerenza
di uno Stato?.
Fini esclude che
i talebani siano
diventati interlocutori
politici, sostenendo
che sarebbe
gravissimo, ma sarebbe
ingiusto sostenere
che il governo italiano
ha riconosciuto
i talebani come
una organizzazione
politica. Non dobbiamo
commettere l
errore di pensare,
e lo dico soprattutto
alla sinistra radicale,
che il commando
di guerriglieri
terroristi che aveva
sequestrato Mastrogiacomo
ora che lo ha liberato
possa essere giudicato
in modo diverso
rispetto a prima.
Esatto. Il senso
di responsabilità
del Centro destra
ha permesso che
avvenisse il cedimento
o ha avvallato il
lacrimevole vassallaggio
verso le pretese
dei terroristi talebani?.
Si parla di vittoria
del ricatto. Afghanistan,
Kabul: bomba contro
l' ambasciata statunitense.
Un' autobomba è
esplosa, nella stessa
mattina in cui veniva
liberato dai terroristi
Daniele, vicino
all' ambasciata
statunitense a Kabul.
Un veicolo americano
che si trovava davanti
all' edificio ha
preso fuoco: alcune
delle persone che
erano all' interno
sono rimaste ferite.
Il mese scorso un
kamikaze si era
fatto saltare in
aria davanti alla
rappresentanza diplomatica
statunitense a Bagram,
causando la morte
di 23 persone. Questa
è la organizzazione
di persone
con il cuore
con la quale abbiamo
trattato. Sì,
abbiamo ceduto a
un ricatto. Daniele
Mastrogiacomo è
libero e vivo. E
questo è
un bene. Cinque
leader talebani,
tra cui anche il
fratello del mullah
Dadullah, sono stati
liberati in cambio.
I talebani hanno
ottenuto quel che
volevano. Lo racconta
lo stesso Daniele
Mastrogiacomo nel
suo particolareggiato
racconto: «Devono
verificare chi siamo.
Se scoprono che
siamo spie ci uccidono,
se invece siamo
giornalisti come
stiamo dicendo da
subito, serviremo
per uno scambio
di prigionieri».
E come si è
conclusa la vicenda?
Con uno scambio
di prigionieri.
E allora? Non siamo
contenti di vedere
tornare a casa,
vivo e in salute,
Daniele Mastrogiacomo?
Sì, siamo
contenti. Ma ammettiamo
che avremmo preferito
un finale diverso.
Non avremmo voluto
vedere uno scambio
di prigionieri sulle
rive di un fiume
afghano. Avremmo
preferito vedere
le nostre forze
speciali liberare
l' ostaggio. Il
«partito della
trattativa»
ha forse il monopolio
morale e politico
delle nostre coscienze?.
Povero Aldo Moro,
Statista sacrificato
per una ragion di
Stato adesso sconfessata
nella piu
cinica incoerenza.
Una contraddizione
storica dello Stato
italiano che gli
analisti dovranno
giudicare con scrupolo.
Se io fossi un capo
telebano saprei
cosa fare. Mettere
le mani su un altro
ostaggio italiano,
e poi chiedere di
ritirare le truppe.
E noi cosa faremo?
Ritireremo le truppe?
Abbandoneremo gli
alleati della NATO?.
Certo, visto il
precedente Mastrogiacomo.
Gli islamisti ormai
ci conoscono, dobbiamo
saperlo ormai: se
cedi un metro, vogliono
un chilometro, se
cedi su una legge
vogliono modificare
tutta la Costituzione,
se cedi una regione
vogliono il Paese
intero.
Chi tiene alla vita
dei propri cittadini,
non scambia un pericolo
mortale futuro con
la liberazione di
un ostaggio nell'
immediato. Perché
non ci rendiamo
conto che liberare
terroristi nemici
è un pericolo
mortale nel medio
e lungo periodo.
E non capiamo che
tra l' essere «morti»
e l' essere
vivi per scambio
con terroristi
esiste una terza
via: esser vivi
in autentica dignità
per sè e
per un popolo, perchè
liberati da atti
di coraggio e non
da scambi di prigionieri
terroristi. Gli
effetti alla lunga
potrebbero essere
disastrosi sul piano
politico e della
credibilità
internazionale...
Intanto lo Statista
Aldo moro, fu trovato
morto nel bagagliaio
di una macchina
rossa perchè
con il terrorismo
non si tratta.
Ditelo alla moglie,
alla famiglia Moro.
Ermanno Filosa*
Litaliano.